La legge permette di cumulare redditi da pensione e redditi da lavoro per aumentare l’importo dell’assegno di pensione percepito e non esistono limiti di cumulo della pensione con i redditi da lavoro per i trattamenti previdenziali diretti, cioè pensione di vecchiaia e pensione anticipata. E’ chiaro, però, che se si lavora mentre si è già in pensione si pagano tasse maggiori ma a fronte di entrate maggiori sempre in base alle aliquote previste dagli scaglioni Irpef di pagamento.
Quante tasse che si pagano el 2024 se si lavora quando si è già in pensione? Quando si matura il diritto alla pensione e si inizia a percepire il trattamento pensionistico spettante è possibile continuare a lavorare soprattutto per aumentare le proprie entrare e continuando a versare i contributi previdenziali.
Stando, infatti, a quanto previsto dalla legge, è possibile cumulare i redditi da pensione e i redditi da lavoro e non esistono limiti di cumulo. Però, ci sono una serie di tasse da pagare che potrebbero aumentare se si cumulano i redditi.
Se si è già in pensione e si decide di continuare a lavorare, è bene sapere che sia il reddito da pensione e sia il reddito da lavoro sono soggetti all’Irpef.
Le tasse da pagare si devono calcolare sul cumulo dei redditi, e quindi non singolarmente sul reddito da lavoro o sul reddito da pensione, e sul risultato complessivo su cui bisogna applicare la relativa aliquota Irpef, considerando le tre nuove in vigore quest'anno 2024.
Vengono poi effettuate le trattenute sulla retribuzione dal datore di lavoro a cui il lavoratore deve dichiarare di essere pensionato.
Il datore di lavoro deve provvedere al versamento di quanto trattenuto all'ente previdenziale che eroga la pensione.
Spetta, invece, all'ente previdenziale effettuarla sulla pensione nei casi di tardiva liquidazione della pensione, operando sugli arretrati o nei casi di:
attività lavorativa dipendente svolta dal pensionato all'estero, perché in questo caso è tenuto a comunicare all'ente la data di inizio dell'attività, il numero delle giornate di lavoro e l'importo mensile della retribuzione;
possesso, da parte del pensionato, di redditi da lavoro autonomo.
La trattenuta è giornaliera per il reddito da lavoro dipendente e mensile per reddito da lavoro autonomo.
Nel primo caso è pari al 50% della quota di pensione eccedente il trattamento minimo, mentre nel secondo caso è pari al 30% della quota di pensione eccedente il trattamento minimo e comunque non può essere superiore al 30% del reddito autonomo prodotto.
Per fare un esempio di calcolo delle tasse che si devono pagare si è già in pensione ma si lavora, prendiamo il caso di un pensionato che lavora e che raggiunge un reddito imponibile di 30mila euro all’anno, in questo caso, deve essere applicata l'aliquota Irpef al 35%, cioè si pagano di Irpef circa 10.500 euro.
Se, invece, non avesse continuato a lavorare e avesse dovuto pagare le tasse solo sul reddito di pensione, ipotizzandolo a 20mila, avrebbe pagato l'Irpef al 23%, per un importo di 4.600 euro, con un notevole risparmio.