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Che cos' il Vix, cosa misura questo indice, a cosa serve, dove si trova e come si deve leggere e interpretare

Lindice della volatilit del mercato VIX. Cos, cosa indica e come interpretarlo per capire meglio i movimenti e i rischi dei mercati finanziari

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Che cos' il Vix, cosa misura questo ind

L'Indice VIX, noto anche come "Indice della Paura", rappresenta uno degli strumenti finanziari più utilizzati per valutare le aspettative di volatilità del mercato. Creato dal CBOE (Chicago Board Options Exchange), il VIX viene ampiamente monitorato dagli investitori per anticipare possibili movimenti dell'indice S&P 500 nel breve termine. Questo indicatore offre un'importante prospettiva sulla percezione del rischio da parte degli operatori, riflettendo i livelli di incertezza presenti sui mercati finanziari. 

Cos'è il VIX e cosa misura

L'Indice VIX è un indicatore che misura la volatilità implicita del mercato azionario, in particolare nell'indice S&P 500, per i successivi 30 giorni. La sua funzione principale è offrire una stima delle aspettative di variazione dei prezzi da parte degli investitori, basandosi sui prezzi delle opzioni call e put dello stesso S&P 500.

Quando il valore del VIX è elevato, ciò indica una maggiore incertezza o timore nei mercati, tipico di fasi di forte instabilità. Al contrario, valori bassi segnalano una situazione di stabilità con minime variazioni attese dei prezzi. Questo approccio lo rende un punto di riferimento per interpretare il sentiment generale del mercato e valutare il livello di rischio percepito dagli operatori.

Il VIX si concentra su opzioni a breve termine, tra i 23 e i 37 giorni dalla scadenza, includendo solo opzioni out of the money, ossia quelle prive di valore intrinseco. Questo processo permette di stimare in maniera più accurata la volatilità futura, offrendo una visione prospettica che integra le aspettative collettive dei trader rispetto ai movimenti di mercato.

Origine e storia del VIX

La nascita dell'Indice VIX risale al 1993, quando fu introdotto dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), con l'obiettivo di fornire agli investitori uno strumento per misurare le aspettative di volatilità del mercato azionario. Nei suoi primi anni, il calcolo del VIX si basava sulle opzioni dell'indice S&P 100, un sottoinsieme più ristretto rispetto all'attuale S&P 500, poiché conteneva solamente le 100 società più grandi quotate negli Stati Uniti.

Nel 2003 si verificò un'importante evoluzione dell'indice. In collaborazione con la banca di investimento Goldman Sachs, il CBOE revisionò la metodologia di calcolo, ampliandone il paniere di riferimento per includere l'intero indice S&P 500. Questo aggiornamento migliorò la capacità del VIX di rappresentare in modo più accurato le aspettative di volatilità a livello di mercato generale.

Nel corso degli anni, il ruolo del VIX si è espanso. È diventato un parametro chiave non solo per gli investitori istituzionali, ma anche per i trader che utilizzano derivati come futures e opzioni sul VIX. Inoltre, il VIX ha favorito lo sviluppo di prodotti finanziari innovativi, come gli ETF legati alla volatilità, che offrono agli operatori ulteriori possibilità per la gestione del rischio e per la diversificazione del portafoglio.

Come si calcola il VIX

Il calcolo del VIX si basa sui prezzi delle opzioni call e put dell'indice S&P 500 con scadenze comprese tra i 23 e i 37 giorni. Solo le opzioni out of the money vengono incluse, ovvero quelle il cui prezzo di esercizio non genera valore intrinseco. Questo consente di rappresentare al meglio le aspettative di volatilità futura.

Per ottenere il valore del VIX, viene calcolata una media ponderata della variazione attesa dei prezzi. Ogni opzione viene ponderata in base al suo prezzo e al differenziale tra i prezzi di esercizio adiacenti. Opzioni con maggior volume di scambio e prezzo significativo incidono maggiormente sull'indice finale. Le opzioni senza offerte o insufficienti informazioni di mercato vengono escluse dal calcolo.

I valori sono aggiornati in tempo reale, in quanto le quotazioni delle opzioni sottostanti variano costantemente durante la giornata di negoziazione. Questo rende necessario l’utilizzo di algoritmi complessi programmati nei sistemi CBOE, essendo impraticabile il calcolo manuale. Attraverso questa metodologia, il VIX fornisce un indicatore dinamico che riflette i cambiamenti nel sentiment del mercato riguardo alla volatilità attesa.

Come leggere e interpretare i livelli del VIX

È possibile monitorare il VIX attraverso:

  • Piattaforme di trading professionali
  • Siti web finanziari (Bloomberg, Yahoo Finance, ecc.)
  • App di informazione finanziaria
  • Il sito ufficiale del CBOE

Oltre all'indice originale, esistono oggi anche derivati sul VIX come futures, opzioni e ETF/ETN che consentono di investire direttamente sulla volatilità.

Per interpretare i livelli del VIX, è importante considerare le soglie principali che descrivono il sentiment del mercato. Generalmente, un VIX inferiore a 20 punti indica un clima di mercato stabile e con bassa aspettativa di volatilità. Questo scenario è tipico di fasi di crescita moderata nei mercati finanziari.

Quando il VIX si colloca tra i 20 e 30 punti, il mercato entra in una zona di incertezza. Questo intervallo rappresenta una situazione intermedia, in cui si potrebbero verificare oscillazioni moderate nei prezzi e un maggiore livello di preoccupazione da parte degli investitori.

Superare i 30 punti segnala un'elevata volatilità e spesso coincide con eventi significativi che destabilizzano i mercati, come crisi economiche o geopolitiche. In questi casi, gli operatori percepiscono elevati rischi sul breve termine e tendono a incrementare le loro strategie difensive.

Durante situazioni estreme, come nel 2008 o nel 2020, il VIX ha superato persino gli 80 punti, evidenziando livelli eccezionali di paura e instabilità. Il VIX, dunque, funge da barometro della fiducia degli investitori, offrendo un'indicazione chiave sulla volatilità attesa e sullo stato emotivo del mercato.

Limitazioni e rischi legati all'uso del VIX

Nonostante la sua utilità, l’uso del VIX comporta diverse limitazioni e rischi che è essenziale considerare. Innanzitutto, il VIX misura la volatilità implicita, basandosi sulle aspettative degli investitori, ma non garantisce previsioni accurate dei movimenti di mercato. I suoi valori possono essere soggetti a interpretazioni errate, specialmente in contesti di eventi straordinari.

Un altro limite significativo è rappresentato dal contango, soprattutto per gli strumenti derivati basati sul VIX, come i futures e gli ETF. Nel contango, i contratti futures con scadenze a lungo termine possono avere prezzi più elevati rispetto a quelli a breve termine, aumentando i costi per mantenere una posizione prolungata.

Inoltre, i prodotti legati al VIX spesso comportano commissioni elevate e una struttura complessa, rendendoli meno adatti per gli investitori privi di esperienza. Le variazioni rapide del VIX possono generare perdite significative, soprattutto per chi utilizza prodotti a leva o speculativi.

Infine, il VIX è progettato per rappresentare la volatilità a breve termine e potrebbe non essere un indicatore affidabile per strategie di investimento a lungo termine. Il suo utilizzo efficace richiede una profonda comprensione del suo funzionamento e dei rischi intrinseci agli strumenti basati sulla volatilità.