Che cos'è il certificato di idoneità al lavoro. Significato e spiegazione

Alla base del certificato di idoneità al lavoro c'è la visita medica nel corso della quale l'esperto controlla in che modo lo svolgimento delle mansioni a cui è stato incaricato.

Che cos'è il certificato di idoneità al

Certificato di idoneità al lavoro, che cos'è?

Il certificato di idoneità al lavoro è il documento medico che punta l'attenzione sul rischio professionale. Ci sono alcuni aspetti procedurali di fondamentale importanza che non possono essere bypassati. In particolare, il professionista incaricato di rilasciare il certificato in seguito a visita medica non può essere il medico di famiglia o comunque uno di fiducia, ma solamente quello individuato dal datore di lavoro.

Se c'è un aspetto su cui il legislatore ha posto un'attenzione crescente è quello della sicurezza sul lavoro. Le norme in materia sono sempre più numerose, vengono aggiornate e trovano nel certificato di idoneità al lavoro un crocevia fondamentale.

L'espressione del giudizio da parte del medico incaricato di eseguire la visita di controllo del lavoratore è l'atto conclusivo della sorveglianza sanitaria preventiva e periodica a cui viene incaricato dal datore di lavoro. Analizziamo in questo articolo:

  • Certificato di idoneità al lavoro, che cos'è
  • Significato certificato di idoneità al lavoro

Certificato di idoneità al lavoro, che cos'è

L'importanza del certificato di idoneità al lavoro si spiega con facilità: è il documento medico che punta l'attenzione sul rischio professionale.

Ci sono alcuni aspetti procedurali di fondamentale importanza che non possono essere bypassati. In particolare, il professionista incaricato di rilasciare il certificato in seguito a visita medica non può essere il medico di famiglia o comunque uno di fiducia, ma solamente quello individuato dal datore di lavoro. La responsabilità assegnata è dunque molto alta per via delle conseguenze socioeconomiche che comporta la sua decisione.

Alla base del certificato di idoneità al lavoro c'è quindi la visita medica nel corso della quale l'esperto controlla in che modo lo svolgimento delle mansioni a cui è stato incaricato possano incidere sul suo stato di salute.

Naturalmente ogni visita tiene conto dei compiti specifici di cui il dipendente è chiamato a occuparsi e dunque possono concentrarsi su un aspetto anziché si un altro. Non solo, ma se il medico non ritiene sufficiente la verifica, può richiedere ulteriori approfondimenti.

Il risultato della visita può essere di tre tipi: positivo, innanzitutto, ovvero il via libera all'impiego. In questo caso, la valutazione del possesso dei requisiti psico-fisici e

dell'assenza di controindicazioni per lo svolgimento della mansione specifica in relazione alla presenza di rischi professionali e alle caratteristiche dei compito che in soggetti con particolari patologie potrebbero determinarne un aggravamento, per la tutela della salute e per la sicurezza del lavoratore.

Ma può essere anche parzialmente negativo (inidoneità parziale) per cui al lavoratore sono impediti sono alcuni compiti, oppure completamente negativo (inidoneità totale) per cui al lavoratore viene preclusa la continuazione della propria attività.

Al medico viene espressamente chiesto di evitare formulazioni generiche di idoneità, ma di spiegare nel dettaglio le ragioni che l'hanno spinto ad accendere il semaforo rosso.

In sintesi, la formulazione del giudizio di idoneità a una specifica mansione si articola nella valutazione dell'ambiente di lavoro e dell'esposizione a rischi specifici, nel controllo delle condizioni di salute del dipendente, nel rapporto che intercorre tra i due, nella formulazione del giudizio e nella eventuale indicazione di provvedimenti.

A quel punto al lavoratore viene affidata una nuova mansione equivalente o, in assenza di un'alternativa di pari livello, anche inferiore, purché la retribuzione rimanga la stessa.

Significato certificato di idoneità al lavoro

Il quadro legislativo in materia è dunque estremamente chiaro: il certificato di idoneità al lavoro tutela il dipendente dai rischi professionali. Da parte sua, i datori di lavoro devono comunque giocare d'anticipo ovvero individuare cosa potrebbe danneggiare il dipendente nello svolgimento della propria attività e prendere precauzioni per fermarlo. 

Così come spetta a lui spiegare come sono controllati i rischi e individuare il responsabile. Tra i suoi compiti rientrano anche quelli di dare la formazione e le informazioni necessarie per svolgere il proprio lavoro in sicurezza, fornirti le attrezzature e gli indumenti protettivi (laddove necessari in base all'attività svolta) di cui si ha bisogno, garantire punti di pronto soccorso, registrare infortuni, malattie e incidenti pericolosi sul lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il