Come funziona la cassa integrazione per i lavoratori con contratto a termine

Condizione fondamentale per attivare la cassa integrazione ordinaria sono la perdita o la riduzione della retribuzione proporzionata alle ore di lavoro non prestato.

Come funziona la cassa integrazione per

Sono due le emergenze con cui il mondo del lavoro in Italia deve fare i conti. Da una parte c'è quella cronica che si traduce nell'aumento del precariato e dunque dei contratti a termini. Dall'altra c'è quella interna alle aziende dimostrata dal ricorso sempre più frequente alla cassa integrazione.

Ma cosa succede se le due circostanze - contratto a termine e cassa integrazione - si uniscono? Condizione fondamentale per attivare la cassa integrazione ordinaria sono la perdita o la riduzione della retribuzione proporzionata alle ore di lavoro non prestato e la sussistenza di un valido rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze di un'azienda destinataria della normativa.

Ma anche la previsione fondata e certa di ripresa dell'attività lavorativa e la sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario di lavoro determinate dalla cause previste dalla legge. Anche per la cassa integrazione guadagni straordinaria sono richieste la previsione di ripresa dell'attività lavorativa e la perdita o la riduzione della retribuzione.

Necessarie anche la sospensione dal lavoro o la riduzione dell'orario per le cause individuate dalla legge e l'esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un'anzianità di servizio di almeno 90 giorni. Ma vediamo in questo articolo

  • Quando è possibile attivare la cassa integrazione
  • Cassa integrazione con contratto a termine, come funziona

Quando è possibile attivare la cassa integrazione

L'importo dell'integrazione, sia ordinaria e sia straordinaria, corrisponde all'80% della retribuzione complessiva. Questa cifra va quindi ridotta del 5,54%.

Per il calcolo dell'integrazione occorre considerare la paga base per gli operai e stipendio base per gli impiegati e i quadri, l'indennità di contingenza, gli aumenti periodici di anzianità che maturano anche durante il periodo di trattamento salariale integrazione, gli aumenti contrattuali.

Ed eventualmente ovvero se presenti, anche le maggiorazioni di turno, l'indennità di trasferta, l'indennità di mensa, l'indennità di cassa, l'indennità di trasporto. La cassa integrazione ordinaria spetta a operai, intermedi, impiegati, quadri, soci di cooperative di produzione e lavoro, lavoratori a tempo indeterminato dipendenti da cooperative agricole, lavoratori assunti con benefici contributivi.

Gli esempi in questo ultimo caso sono numerosi e comprendono anche il contratto di inserimento, i disoccupati di lunga durata e i lavoratori provenienti dalle liste di mobilità.

Possono quindi attivare la cassa integrazione ordinaria le cooperative agricole e loro consorzi che trasformano, manipolano e vendono prodotti agricoli e zootecnici ricavati dalla coltivazione di propri fondi, dalla silvicoltura e dall'allevamento del bestiame così come le imprese del settore industriale.

Stessa cosa per le aziende che operano nei settori dell'installazione di impianti, anche ferroviari, che effettuano attività connesse alla costruzione di opere di natura edile e non solo di rifinitura di opere già costruite, le società cooperative di produzione e lavoro esercenti attività industriale, le imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato.

Hanno diritto a questo ammortizzatore sociale pure le imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film, imprese che svolgono attività di sviluppo e stampa di pellicole, le industrie boschive, forestali e del tabacco, le imprese addette agli impianti elettrici e telefonici, le aziende addette alla frangitura delle olive per conto terzi in quanto classificate industriali.

Cassa integrazione con contratto a termine, come funziona

La cassa integrazione non è una prerogativa dei lavoratori a tempo indeterminato poiché possono accedervi anche chi ha un contratto a termine.

Purché rispettano alcuni requisiti, a iniziare da quello di anzianità lavorativa i 90 giorni. Tutti loro devono essere stati assunti prima della richiesta di questo strumento da parte dell'azienda e non durante la fruizione dell'ammortizzatore sociale.

C'è poi un altro limite da considerare ed è il divieto di rinnovo del contratto di lavoro a termine ai lavoratori in cassa integrazione.

A essere fisso è l'importo percepito che per i lavoratori con una retribuzione mensile lorda fino a 2.159,48 euro ammonta a 939,89 euro lordi al mese. Per i lavoratori con uno stipendio mensile lordo maggiore di 2.159,48 euro ammonta invece 1.129,66 euro lordi al mese.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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