Differenze cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Cosa cambia

Cosa prevedono cassa integrazione ordinaria e straordinaria e differenze tra le due prestazioni per motivi, durata, importi riconosciuti

Differenze cassa integrazione ordinaria

Cosa cambia tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria?

Le differenze tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono sostanzialmente i destinatari delle misure, nel primo caso lavoratori di imprese che si ritrovano in condizioni di difficoltà a causa di eventi improvvisi e inattesi indipendenti dalla volontà di lavoratori stessi e datori di lavoro, nel secondo caso lavoratori di imprese coinvolte in processi di rinnovamento e riorganizzazione aziendale, o di crisi. Non c’è, invece, alcuna differenza per quanto riguarda gli importi economici da riconoscere ai lavoratori e sono gli stessi per entrambe le tipologie.

La cassa integrazione guadagni è uno degli ammortizzatori sociali previsti dal nostro sistema, erogato per sostituire o solo integrare lo stipendio dei lavoratori nei periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa a causa di eventi improvvisi e imprevisti, come calamità naturali o emergenze sanitarie inattese, o di crisi aziendali.

La cassa integrazione vale per i lavoratori subordinati, compresi coloro che hanno contratto di apprendistato professionalizzante, che abbiano maturato un'anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della relativa domanda. Non viene, invece, riconosciuta a dirigenti e lavoratori a domicilio.

Per quanto riguarda la durata massima della cassa integrazione, è di 24 mesi, anche continuativi, nell’arco di un quinquennio mobile. Esistono due tipologie di cassa integrazione, ordinaria e straordinaria. Vediamo come funzionano e differenze tra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria.

  • Cassa integrazione ordinaria cosa prevede
  • Cassa integrazione straordinaria cosa prevede
  • Differenze tra cassa integrazione ordiaria e cassa integrazione straordinaria

Cassa integrazione ordinaria cosa prevede

La cassa integrazione ordinaria è il sostegno al reddito destinato ai lavoratori dipendenti che siano operai, impiegati e quadri, delle imprese appartenenti ai settori dell’industria e dell’edilizia  sospesi dal lavoro o che effettuano prestazioni lavorative con orario ridotto e che si ritrovano in situazioni di difficoltà aziendali a causa di fattori e motivi non dipendenti dai lavoratori né dal datore di lavoro, come intemperie stagionali, o problemi economici di mercato, e che si ipotizza possano risolversi in breve tempo.

Per poter avere la cassa integrazione ordinaria per i propri dipendenti, il datore di lavoro deve presentare esclusivamente in via telematica all'Inps apposita domanda di concessione dove indicare:

  • causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro;
  • presumibile durata;
  • nominativi dei lavoratori interessati;
  • ore richieste.

Una volta correttamente compilata, la domanda deve essere presentata entro il termine di 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. E’ l’azienda che eroga la cassa integrazione ai propri dipendenti e che poi viene rimborsata dall’Inps.

L’unica situazione in cui interviene direttamente l’Inps nel pagamento della cassa integrazione ordinaria ai lavoratori si verifica quado l’azienda dimostra di essere impossibilitata ad anticipare l’integrazione salariale ai dipendenti.

La durata della cassa integrazione ordinaria è di massimo di 13 settimane continuative, prorogabile in casi eccezionali per successivi periodi trimestrali, fino a un massimo complessivo di 52 settimane.

Trascorso questo periodo, l’azienda può farne nuovamente richiesta per la stessa unità produttiva solo dopo ulteriori 52 settimane dalla ripresa della normale attività lavorativa.
 

Cassa integrazione straordinaria cosa prevede

La cassa integrazione straordinaria è il sostegno al reddito destinato ai lavoratori dipendenti sospesi da lavoro o la cui attività subisce una riduzione dell’orario di lavoro di aziende, a differenza di quanto avviene per la cassa integrazione ordinaria, non si ritrovano ad affrontare situazioni impreviste indipendenti dalla volontà di datore di lavoro e lavoratore, a causa di processi di:

  • ristrutturazione o riorganizzazione aziendale;
  • grave crisi aziendale;
  • fallimento o altre procedure concorsuali.

E a differenza della cassa integrazione ordinaria che si riconosce per eventi che si presume si risolvano in breve, la cassa integrazione straordinaria viene riconosciuta per situazioni di crisi che possono avere anche una durata più lunga.

In particolare, la cassa integrazione straordinaria viene riconosciuta ai lavoratori coinvolti in:

  • processi di riorganizzazione aziendale con durata massima di 24 mesi anche continuativi, in un quinquennio mobile;
  • crisi aziendale con durata massima di 12 mesi anche continuativi;
  • contratto di solidarietà di durata massima di 24 mesi anche continuativi, in un quinquennio mobile.

La cassa integrazione straordinaria viene riconosciuta a lavoratori di:

  • imprese industriali, edili e artigiane che nel semestre precedente alla richiesta di cassa integrazione abbiano oltre 15 dipendenti;
  • imprese che abbiano occupato nel semestre precedente più di 50 dipendenti appartenenti al settore del commercio, delle agenzie di viaggio e turismo.
  • lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti che abbiano almeno 90 giorni di anzianità di effettivo lavoro alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per cui viene richiesta la cassa integrazione.

Se la richiesta di cassa integrazione ordinaria deve essere presentata all'Inps, per la cassa integrazione straordinaria bisogna presentare apposita domanda di concessione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Direzioni territoriali del lavoro competenti per territorio dove indicare:

  • causa della sospensione o riduzione dell'orario di lavoro;
  • presumibile durata;
  • nominativi dei lavoratori interessati;
  • ore richieste.

La richiesta di cassa integrazione straordinaria deve essere presentata entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo aziendale per il ricorso alla stessa cassa integrazione.

Una volta invita e accolta la domanda, la concessione della cassa integrazione straordinaria avviene tramite apposito decreto ministeriale e, ottenuta l’autorizzazione, l’impresa può pagare i lavoratori e presentare poi all’Inps richiesta di conguaglio delle prestazioni concesse.

Differenze tra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria

Le differenze tra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria sono soprattutto nelle motivazioni di concessione della prestazione. Le cause per cui può essere richiesta e concessa la cassa integrazione ordinaria nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dei dipendenti sono quelle che hanno a che fare con improvvise e impreviste situazioni, come calamità naturali, danni ambientali, emergenze sanitarie, crisi dovute all’andamento del mercato.

La cassa integrazione straordinaria, invece, viene richiesta e concessa nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa dei dipendenti per processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale; o per grave crisi aziendale di lunga durata; o per fallimento o altre procedure concorsuali.

La cassa integrazione straordinaria, a differenza della cassa integrazione ordinaria, non viene riconosciuta a dirigenti e quadri né ai lavoratori a domicilio.

Precisiamo, invece, che tra cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria non c’è alcuna differenza per quanto riguarda gli importi economici da riconoscere ai lavoratori e sono gli stessi per entrambe le tipologie, peri all'80% della ormale retribuzione percpita dal dipendente.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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