Come incidono i periodi di malattia brevi o lunghi su quando andare e importo pensione

Periodi di malattia riconosciuti ai fini pensionistici sia per diritto alla pensione e sia per calcolo importo finale: cosa c’è da sapere

Come incidono i periodi di malattia brev

I periodi di malattia incidono sulla pensione finale?

I periodi di malattia a lavoro, più o meno brevi, concorrono in ogni caso ai fini del raggiungimento della pensione finale, sia relativamente al diritto di andare in pensione con le diverse forme pensionistiche sia per quanto riguarda il calcolo del trattamento pensionistico finale.
 

I periodi di malattia incidono su quando andare in pensione e relativo importo? I periodi di malattia a lavoro sono disciplinati dai contratti nazionali di lavoro che per ogni settore prevedono norme specifiche relative alla malattia. Le regole sulla malattia a lavoro, in generale, sono più o meno le stesse, da immediato avviso a datore di lavoro dell’evento di malattia, a invio del relativo certificato medico obbligatorio che dimostra l’effettiva sussistenza della malattia, ecc.

Ciò che può cambiare tra un contratto e un altro è il cosiddetto periodo di comporto, che è quel periodi di tempo in cui il lavoratore ha il diritto a conservare il proprio posto di lavoro pur se assente. Anche durante il periodo di malattia riconosciuto, il lavoratore matura i contributi per andare in pensione. Vediamo cosa succede durante il periodo di malattia ai fini pensionistici.

  • Come incidono periodi di malattia su quando andare in pensione
  • Come incidono periodi di malattia su importo pensione 

Come incidono periodi di malattia su quando andare in pensione

I periodi di malattia a lavoro, brevi o lunghi che siano, concorrono al raggiungimento dei requisiti per andare in pensione in ogni caso. Ogni contratto nazionale di lavoro riconosce ai propri dipendenti il cosiddetto periodo di comporto, che è il periodo di malattia a cui ogni lavoratore ha diritto nel corso della sua vita lavorativa senza correre alcun rischio di licenziamenti o demansionamenti. 

E questo periodo di comporto, pur essendo un periodo in cui il lavoratore si assenta dal lavoro per malattia, viene comunque considerato come periodi di lavoro, in quanto ufficialmente riconosciuto dai ccnl, e quindi ai fini del raggiungimento dei requisiti per andare in pensione, sia in pensione di vecchiaia a 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributi, sia in pensione di vecchiaia, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, sia per le altre forme pensionistiche vigenti.

Dunque, i periodi di malattia più o meno lunghi vengono comunque considerati ai fini pensionistici per andare in pensione esattamente come i periodi di lavoro svolto e non sono, invece, intesi come periodi di stallo che non rientrano nel calcolo dei requisiti necessari per andare in pensione. 

In particolare, secondo quanto stabilito dalle norme in vigore, i contributi figurativi per malattia a lavoro sono utili per:

  • maturare il diritto a tutte le pensioni, escluso il requisito di 35 anni (1820 contributi) per la pensione di anzianità;
  • calcolo della misura di tutte le pensioni;
  • se retribuita la malattia, per il raggiungimento delle 78 giornate richieste ai fini della disoccupazione con requisiti ridotti.

Non sono, invece, utili i contributi figurativi riconosciuti per malattia per maturare il diritto alla prosecuzione volontaria e all'indennità di disoccupazione.

Come incidono periodi di malattia su importo pensione 

I periodi di malattia, per i lavoratori dipendenti, sono pienamente validi anche per il calcolo della pensione finale: durante questi periodi, infatti, l'Inps riconosce i cosiddetti contributi figurativi automaticamente accreditati dall’Istituto di Previdenza.

Il riconoscimento dei contributi figurativi durante i periodi di malattia concorre, dunque, al calcolo dell'importo del trattamento finale. 

L'unico caso in cui i periodi di malattia non possono essere accreditati per la pensione finale è quello in cui, stando a quanto previsto dalle norme in vigore, il lavoratore non possiede almeno 1 contributo settimanale versato prima del periodo di malattia.

Incidono sul raggiungimento della pensione finale anche i periodi di malattia, brevi o lunghi che siano, non retribuita. Il periodo di malattia non retribuita viene riconosciuto ai dipendenti pubblici al termine della malattia prevista di 18 mesi e vale sia ai fini del diritto di pensione e sia ai fini del calcolo della pensione finale.

Possono essere accreditati ai fini del calcolo del trattamento pensionistico finale tutti i periodi di malattia che sono:

  • malattia indennizzata;
  • malattia tempestivamente accertata;
  • malattia professionale;
  • malattia non indennizzata per essersi verificata in periodi non lavorati;
  • infortunio sul lavoro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il