La gestione di un condominio comporta numerose attività e responsabilità che richiedono competenza e aggiornamento costante. Nel tempo, tuttavia, le esigenze dei condomini possono cambiare e i servizi richiesti all’amministratore devono adattarsi alle nuove necessità e alle dinamiche di mercato. Mantenere costi sotto controllo e garantire un’amministrazione efficiente sono tra gli obiettivi prioritari di ogni comunità condominiale. È quindi naturale chiedersi come sia possibile ottenere condizioni più vantaggiose dal proprio referente per la gestione dello stabile.
Rivedere l’accordo che regola i rapporti con l’amministratore non è solo una questione di risparmio economico, ma anche di valorizzazione della trasparenza, competenza e affidabilità. Le normative più recenti e la giurisprudenza hanno infatti rafforzato il diritto–dovere di controllo dei condomini, promuovendo strumenti di verifica e monitoraggio sugli atti e sulle spese. Gli stessi professionisti oggi sono tenuti a garantire maggiore chiarezza e consapevolezza nella propria attività, offrendo strumenti digitali e documentazione sempre aggiornata.
La rinegoziazione dell’accordo rappresenta dunque un’opportunità per ridefinire il rapporto tra le parti, ottimizzare i costi e assicurare che la gestione risponda davvero agli interessi della collettività. Comprendere quando agire e come farlo è il primo passo per migliorare sia la qualità delle prestazioni che la sostenibilità delle spese nel contesto condominiale.
La possibilità di revisionare o modificare i termini dell’accordo con il proprio amministratore è strettamente legata alla natura stessa del rapporto, considerato dalla legge come un tipico contratto di mandato regolato dagli articoli 1703 e seguenti del Codice Civile. In questo ambito, i condomini hanno il diritto di richiedere, in momenti determinati o in presenza di circostanze particolari, un confronto sulle condizioni applicate o sulle modalità di gestione adottate.
Rinegoziare il contratto può essere opportuno:
Secondo l’articolo 1129 del Codice Civile, è diritto dell’Assemblea deliberare la conferma, la sostituzione o la modifica delle condizioni di incarico con la maggioranza stabilita dalla legge. È possibile inoltre prevedere forme di revisione intermedia in presenza di irregolarità, scarsa trasparenza o mancato rispetto degli obblighi da parte dell’amministratore. Questi strumenti garantiscono che la gestione non sia mai bloccata su accordi obsoleti, ma possa essere aggiornata costantemente secondo le esigenze della comunità.
Prima di avviare una trattativa per la modifica delle condizioni di gestione condominiale, è indispensabile conoscere con precisione quali siano le attività e le responsabilità in capo all’amministratore. L’aggiornamento legislativo e giurisprudenziale ha progressivamente ampliato i compiti affidati a questa figura, sia in ambito ordinario che nell’esecuzione di lavori straordinari.
L’Assemblea può legittimamente chiedere un aggiornamento dettagliato su competenze, curriculum e casistica professionale dell’amministratore, pretendere un capitolato chiaro per l’offerta dei servizi e un’esposizione puntuale delle responsabilità contemplate nel contratto. Rinegoziare significa dunque ridefinire con precisione ruoli e limiti, aumentando la protezione collettiva e riducendo l’area grigia delle controversie future.
Il mantenimento di una gestione economica sostenibile dipende anche dalla capacità di identificare tutte quelle voci che possono essere ottimizzate o contenute attraverso un’attenta negoziazione collettiva. La revisione periodica dei contratti e la comparazione tra diversi preventivi rappresentano strumenti importanti per ottenere condizioni più vantaggiose, senza compromettere la qualità dei servizi.
Alcuni suggerimenti concreti per alleggerire le uscite annuali sono:
Il coinvolgimento attivo dei consiglieri o di un comitato ristretto nella fase di negoziazione può aiutare ad ottenere offerte personalizzate e contratti più flessibili, con margini di risparmio che possono divenire significativi nel medio termine.
La gestione dell’edificio deve essere sempre chiara, accessibile e documentata. L’esperienza ha mostrato quanto sia essenziale, per prevenire contestazioni e conflitti, garantire la possibilità di verifica su ogni atto amministrativo e su tutte le movimentazioni finanziarie legate alla gestione ordinaria e straordinaria.
I principali strumenti per assicurare trasparenza sono:
L’obbligo per l’amministratore di fornire copia di ogni registrazione e documento su richiesta non può essere disatteso o condizionato. Lo stesso vale per la restituzione completa degli atti al termine del mandato.
Il rispetto dei principi di affidabilità passa anche attraverso strumenti di verifica e revisione delle attività svolte dall’amministratore. La riforma del condominio ha previsto che l’Assemblea o il nuovo amministratore possano affidare incarichi di revisione contabile, valutando in modo oggettivo la correttezza dei rendiconti, la tracciabilità delle spese e le procedure di passaggio di consegne.
Tra gli strumenti più utilizzati si segnalano:
La facoltà di richiedere la revisione spetta sia al nuovo amministratore sia ai condomini riuniti in assemblea secondo le maggioranze di legge. Un controllo periodico, anche prima della conferma del mandato, può smascherare inefficienze, chiarire dubbi e prevenire danni patrimoniali imputabili a disattenzioni o comportamenti scorretti.
Quando emerge un conflitto insanabile sulle condizioni di incarico, la legge offre strumenti chiari per la revoca e la sostituzione del referente incaricato dalla collettività. La revoca può essere deliberata:
Qualora la revoca avvenga senza giusta causa, il professionista ha diritto al compenso fino a naturale scadenza. Se invece sono accertate violazioni di legge, irregolarità amministrative o non è rispettata la trasparenza sulle spese, può decadere il diritto al saldo e insorgere ulteriori responsabilità risarcitorie sia in sede civile che penale, come riportato anche dalle più recenti sentenze della Cassazione.
Il nuovo amministratore dovrà immediatamente ricevere tutta la documentazione relativa al condominio, senza condizioni o procrastinazioni. Ogni ritardo nella consegna può essere sanzionato per via giudiziale ed è privo di giustificazione anche in caso di crediti insoddisfatti dell’amministratore uscente.