Conviene neutralizzare la Naspi o no. I pro e contro

Neutralizzare il periodo Naspi ai fini pensionistici: quando conviene per evitare di ridurre l’importo di pensione

Conviene neutralizzare la Naspi o no. I

Conviene neutralizzare la Naspi?

La neutralizzazione della Naspi può prevedere pro e contro a seconda dei casi e per capire se conviene o meno procedere alla neutralizzazione dei contributi figurativi riconosciuti durate il periodo della disoccupazione bisogna effettuare i dovuti calcoli con e senza considerare i contributi figurativi riconosciuti nel periodo di disoccupazione.

Durante il periodo di disoccupazione in cui si percepisce l’indennità di disoccupazione vengono riconosciuti i contributi figurativi utili ai fini pensionistici. Tuttavia, i contributi figurativi riconosciuti durante la disoccupazione possono diminuire l’importo della quota retributiva della pensione, perchè il calcolo retributivo si basa sugli ultimi anni di reddito, per cui abbassandosi il reddito, si riduce anche l’importo della pensione.

Per evitare tale riduzione che sarebbe a svantaggio dei pensionati, la Corte Costituzionale ha stabilito che i contributi figurativi riconosciuti dall’Inps durante il periodo di disoccupazione Naspi non possono ridurre l’importo della pensione e l’interessato ha diritto a percepire una pensione non inferiore a quella che otterrebbe scorporando il periodo non lavorato. Esiste, però, per i pensionati anche la possibilità di neutralizzare i periodi Naspi ai fini del calcolo della quota retributiva della pensione.

Vediamo cosa significa neutralizzare la Naspi e quali sono eventuali pro e contro della neutralizzazione della Naspi.

  • Neutralizzare la Naspi
  • Conviene neutralizzare la Naspi o no

Neutralizzare la Naspi

Se l’importo del trattamento pensionistico relativo alla quota retributiva viene ridotto dai contributi figurativi riconosciuti durate il periodo Naspi, si possono neutralizzare i periodi durante i quali è stata percepita l’indennità di disoccupazione Naspi.

Neutralizzare significa bloccare l’importo delle retribuzioni relative ai periodi di contribuzione figurativa Naspi se risultano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile percepita dopo la rivalutazione.

Per neutralizzare la Naspi, bisogna calcolare le due quote di pensione calcolate con sistema retributivo (la neutralizzazione non vale per il calcolo della quota contributiva di pensione), senza considerare la retribuzione figurativa riconosciuta durante il periodo della Naspi, neutralizzando il periodo di disoccupazione. Per neutralizzare, dunque, la Naspi, si deve eliminare dal calcolo per la pensione lo stesso periodo di disoccupazione.

Conviene neutralizzare la Naspi o no

Quanto conviene neutralizzare la Naspi? La neutralizzazione della Naspi può prevedere vantaggi e svantaggi a seconda dei casi e per capire pro e contro e se conviene o meno procedere alla neutralizzazione dei contributi figurativi riconosciuti durate il periodo della disoccupazione bisogna effettuare i dovuti calcoli con e senza considerare i contributi figurativi riconosciuti nel periodo di disoccupazione.

Si parte con il calcolo dell’importo del trattamento pensionistico delle quote retributive di pensione senza considerare la retribuzione figurativa riconosciuta durante la Naspi, neutralizzando appunto il periodo di disoccupazione.

Si calcola poi l’importo del trattamento pensionistico delle quote retributive di pensione considerando anche i contributi figurativi riconosciuti durante il periodo Naspi. Una volta effettuati entrambe i calcoli, se il risultato del primo calcolo risulta maggiore del secondo, allora conviene neutralizzare i periodi di Naspi ai fini pensionistici.

Non conviene, invece, neutralizzare il periodo di indennità di disoccupazione Naspi se il trattamento pensionabile risulta uguale o più alto con il calcolo della retribuzione figurativa riconosciuta durante la Naspi, perché non viene ridotto dai contributi figurativi della disoccupazione.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il