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Cosa fare quando cambio un posto di lavoro, adempimenti obbligatori miei e dell'azienda nuova e vecchia

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Una volta ricevute le dimissioni in formato telematico, l'azienda ha cinque giorni di tempo per comunicare la cessazione del rapporto.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Cosa fare quando cambio un posto di lavoro, adempimenti obbligatori miei e dell'

La procedura di dimissioni per i lavoratori dipendenti del settore privato deve essere gestita in via telematica. Non è più sufficiente consegnare una lettera in azienda: se non si utilizza la procedura online, le dimissioni non sono valide. Bisogna rispettare i termini di preavviso previsti dal proprio contratto collettivo nazionale di riferimento, i quali variano in base alla categoria di appartenenza, all'anzianità di servizio e al livello contrattuale. Se si decide di non rispettarli, si rischia di dover versare un'indennità sostitutiva al datore di lavoro pari alla retribuzione spettante per il periodo di preavviso non effettuato.

Prima di formalizzare le dimissioni è buona prassi avere già ricevuto una proposta formale dalla nuova azienda con indicazione di data di assunzione, inquadramento, retribuzione e durata del contratto. Questo passaggio serve a tutelarsi in caso di ripensamenti improvvisi o di imprevisti da parte del futuro datore. Un altro aspetto da non trascurare riguarda le ferie maturate: il lavoratore ha diritto a riceverne il pagamento in busta paga nel caso in cui non le abbia potute fruire. Lo stesso vale per eventuali permessi non goduti, come i Rol o i permessi ex festività. Vediamo meglio:

  • Adempimenti e doveri dell'azienda che si lascia

  • Assunzione, formazione e corretta comunicazione

  • Patto di non concorrenza e obblighi post contrattuali

Adempimenti e doveri dell'azienda che si lascia

Una volta ricevute le dimissioni in formato telematico, l'azienda ha cinque giorni per comunicare la cessazione del rapporto al Centro per l'Impiego, tramite il modello UNILAV. La comunicazione è obbligatoria anche nei casi di fine contratto a termine, licenziamento o pensionamento. A seguito della cessazione, l'azienda è tenuta a fornire al lavoratore la Certificazione Unica relativa ai redditi percepiti e alle ritenute subite. Se il cambio di lavoro avviene nel corso dell'anno fiscale, il lavoratore può richiedere una CU provvisoria, in modo che la nuova azienda possa effettuare il corretto conguaglio fiscale Irpef a fine anno. In caso contrario, il lavoratore dovrà occuparsi della dichiarazione dei redditi in modo autonomo l'anno successivo, per evitare di pagare imposte in eccesso o ricevere sanzioni per omessa dichiarazione.

Altro passaggio riguarda il Trattamento di Fine Rapporto. Il datore di lavoro deve versarlo secondo i termini previsti dalla legge, salvo che il lavoratore abbia destinato il TFR a un fondo pensione complementare. In quest'ultimo caso, l'importo viene trasferito al fondo di appartenenza e seguirà il lavoratore nella nuova posizione lavorativa. Prima di iniziare il nuovo impiego, è consigliabile controllare che l'azienda aderente sia convenzionata con lo stesso fondo, oppure comunicare le modifiche necessarie all'ente di previdenza. Se sono previste forme di welfare aziendale o premi di risultato non ancora erogati verificare se e quando maturano in caso di cessazione anticipata del contratto, per evitare sorprese o contestazioni.

Assunzione, formazione e corretta comunicazione

Il nuovo datore di lavoro deve inviare con almeno 24 ore di anticipo una comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l'Impiego competente. Senza tale adempimento, il rapporto di lavoro è considerato irregolare e possono scattare sanzioni sia per l'impresa che per chi assume. Entro 30 giorni dalla data di inizio, l'azienda ha l'obbligo di consegnare al dipendente una comunicazione scritta con tutte le condizioni del contratto, come previsto dalla normativa europea recepita in Italia, che comprende anche informazioni su luogo di lavoro, mansioni, orario, ferie, retribuzione, ente previdenziale e misure di sicurezza.

Nel caso in cui il nuovo ruolo preveda mansioni diverse da quelle precedenti o l'utilizzo di macchinari e strumentazioni specifiche, l'azienda deve erogare una formazione obbligatoria sulla sicurezza. Anche se il dipendente ha già seguito corsi in passato, il cambio di azienda richiede un aggiornamento o una valutazione della compatibilità della formazione già effettuata. Se il lavoratore viene inserito in un ambiente con rischio specifico (come laboratori chimici, cantieri o stabilimenti industriali) vanno programmati anche addestramenti pratici e visite mediche che attestino l'idoneità alla mansione. Nei contratti a tempo determinato l'azienda deve indicare il motivo oggettivo del termine, pena la trasformazione automatica del contratto a tempo indeterminato.

Un altro aspetto riguarda la gestione delle rimanenze fiscali del lavoratore. Se il nuovo datore riceve la CU provvisoria dalla precedente azienda, potrà calcolare le ritenute Irpef mensili, evitando un conguaglio eccessivo a dicembre. Se non dispone di tali dati, la tassazione potrebbe risultare sballata, con una differenza da recuperare tramite dichiarazione dei redditi. In questo senso, è responsabilità del lavoratore farsi parte attiva e fornire documentazione utile, anche con l'aiuto di un consulente fiscale.

Patto di non concorrenza e obblighi post contrattuali

Durante il passaggio da un impiego all'altro controllare se nel precedente contratto era presente un patto di non concorrenza. Si tratta di una clausola che, se sottoscritta e retribuita, può limitare la libertà del lavoratore di accettare incarichi in aziende concorrenti per un periodo di tempo determinato, entro un certo ambito territoriale. Il patto deve essere redatto in forma scritta, prevedere una indennità a favore del dipendente e rispettare limiti di proporzionalità. In assenza di requisiti, può essere considerato nullo. Ma se valido, la sua violazione può comportare sanzioni economiche e contenziosi legali.

Va anche prestata attenzione alla restituzione di beni aziendali (computer, badge, documentazione riservata) e all'eventuale obbligo di riservatezza. Se il lavoratore aveva accesso a dati sensibili, strategie di mercato o brevetti aziendali, può essere tenuto al rispetto di clausole di confidenzialità anche dopo la cessazione del rapporto, per un periodo che può arrivare fino a cinque anni nei settori tecnologici o ad alta innovazione. È bene quindi conservare copia del contratto precedente e rileggere ogni clausola prima di firmare il nuovo, per evitare incompatibilità o conflitti di interesse.

Infine, in caso di controversie sul TFR, sulla corretta emissione della CU, sul pagamento di ferie o permessi residui, il lavoratore può rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro, oppure attivare una conciliazione sindacale.

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