Cosa fare se Inail non riconosce infortunio

L'infortunio può essere riaperto nel caso di peggioramento clinico delle condizioni. Per farlo il lavoratore deve rivolgersi al pronto soccorso o al medico curante.

Cosa fare se Inail non riconosce infortu

Se Inail non riconosce infortunio, cosa fare?

Nel caso di mancato riconoscimento dell'infortunio sul lavoro, l'Inail invia una comunicazione al domicilio del dipendente. Le ragioni possono essere differenti, come l'assenza di causa violenta o il rischio generico ovvero la mancanza di postumi o l'esistenza di postumi non considerati adeguati. A quel punto il lavoratore può presentare ricorso alla giustizia amministrativa contro questa decisione.

Facendo un passo indietro, la prima cosa da fare in caso di infortunio sul lavoro è avvisare il proprio responsabile ovvero il datore di lavoro. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare perché è alla base del riconoscimento dell'infortunio da parte dell'Inail e dunque al pagamento dell'indennità.

Meglio anche tenere al corrente i colleghi di lavoro, la cui testimonianza può rivelarsi successivamente utile. La seconda cosa da fare, evidentemente altrettanto importante, è recarsi subito a un presidio sanitario per le prime cure del caso. Se l'infortunio è invece di una certa gravità bisogna farsi accompagnare al pronto soccorso.

I sanitari redigeranno un primo certificato con la prognosi in 3 copie: una per il lavoratore, una per il datore di lavoro e una per l'Inail. Può quindi accadere che l'infortunio si prolunghi. In questa circostanza il lavoratore può recarsi dal medico curante o alla sede dell'Inail.

Al termine del periodo di infortunio ovvero a guarigione avvenuta, il lavoratore deve portare a conclusione l'iter. Anche in questa occasione ci sono due modi possibili: d'ufficio alla sede dell'Inail di competenza oppure dal medico curante. Non si tratta di un mero passaggio burocratico, ma di una condizione essenziale per tornare a lavorare.

E senza dimenticare che l'infortunio può essere riaperto nel caso di peggioramento clinico delle condizioni. Per farlo il lavoratore deve rivolgersi al pronto soccorso o al medico curante e successivamente alla sede Inail per ottenere il certificato con i giorni di prognosi.

Ma cosa succede se l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro dice no ovvero non riconosce l'infortunio al lavoratore oppure i postumi? Lo scopriamo in questo articolo esaminando con attenzione:

  • Se Inail non riconosce infortunio, cosa fare
  • Perché bisogna sempre denunciare l'infortunio

Se Inail non riconosce infortunio, cosa fare

Nel caso di mancato riconoscimento dell'infortunio sul lavoro, l'Inail invia una comunicazione al domicilio del dipendente. Le ragioni possono essere differenti, come l'assenza di causa violenta o il rischio generico ovvero la mancanza di postumi o l'esistenza di postumi non considerati adeguati.

A quel punto il lavoratore può presentare ricorso alla giustizia amministrativa contro questa decisione. Dalla data di ricevimento del rifiuto dell'Inail, l'infortunato deve muoversi in tempi certi per evitare che il caso finisca in prescrizione.

Più esattamente, il termine decorre dalla data dell'evento e termina dopo 3 anni, a cui aggiungere 150 giorni di sospensione per la fase amministrativa se l'evento è stato denunciato. In pratica il ricorso amministrativo va presentato entro 3 anni e 150 giorni dall'infortunio.

Perché bisogna sempre denunciare l'infortunio

L'importanza della denuncia di un infortunio sul lavoro va anche al di là dell'aspetto strettamente economico ovvero del risarcimento danno e dell'esenzione del ticket per visite ed esami riconducibili all'evento.

Infortuni trattati come semplice malattia comune possono anche mettere in dubbio il rapporto di lavoro per via del superamento del periodo di comporto. In caso di peggioramento delle condizioni fisiche per via dell'infortunio, il dipendente può quindi presentar all'Inail domanda di aggravamento per i postumi invalidanti.

Segnaliamo quindi cosa prevedono le norme in vigore in relazione all'assicurazione che - sulla base del decreto legislativo 38 del 2000 - comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, se non presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti.

Nello stesso articolo si legge anche l'interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, a esigenze essenziali e improrogabili o all'adempimento di obblighi penalmente rilevanti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il