Costi di gestione annui medi nel 2021 di una cooperativa sociale. Casi ed esempi

I costi di gestione di una cooperativa sociale sono strettamente legati al tipo di attività svolta, ma alcune spese sono fisse e vanno sempre sostenute.

Costi di gestione annui medi nel 2021 di

Cooperativa sociale, quali sono i costi medi di gestione?

Le voci da prendere in considerazione per il calcolo dei costi medi di gestione sono il diritto annuale della Camera di Commercio, il biennale di revisione, il deposito del bilancio e le quote associative ad organizzazioni di rappresentanza. La cifra media finale si aggira quindi tra 1.500 e 2.000 euro.

Sono i numeri dei lavoratori impiegati a dimostrare che le cooperative sociali sono sempre più diffuse in Italia.

Nonostante i numerosi punti di contatto con le tradizionali imprese, le cooperative sociali prestano caratteristiche proprie: dalla finalità di promozione sociale al lavoro dei soci che fanno parte della cooperativa fino ad arrivare all'assenza di finalità di lucro.

Allo stesso tempo occorre considerare anche differenti costi medi di gestione all'anno in una struttura in cui i fondatori devono essere almeno 3 e, al netto di alcune particolarità, fino a un massimo di 8. Analizziamo i dettagli e dunque:

  • Cooperativa sociale, quali sono i costi medi di gestione
  • Costi legati al tipo di cooperativa sociale, gli esempi

Cooperativa sociale, quali sono i costi medi di gestione

Quando si parla di cooperativa sociale occorre innanzitutto fare riferimento all'importo minimo di 25 euro del valore di ogni quota per un massimo di 75.000 euro. Si tratta di un aspetto centrale poiché sul capitale sociale sottoscritto possono rivalersi i terzi creditori.

Prima ancora della spese di gestione ci sono quelle per la creazione di una cooperativa sociale da mettere in conto, in cui quelle notarili - circa 2.000 euro - rappresentano la fetta più consistente.

A cui seguono una serie di adempimenti burocratici, come la consegna dei documenti al Registro delle Imprese e Camera di Commercio, la richiesta telematica della Partita Iva, la comunicazione al Repertorio economico amministrativo (Rea) entro 30 giorni dall'avvio dell'attività, la registrazione all'Agenzia delle entrate.

Ma se queste sono le spese da pagare una sola volta al momento dell'apertura di una cooperativa sociale, poi ci sono ci costi fissi di gestione legati all'aspetto burocratico.

Pensiamo agli onorari richiesti dalla Camera di Commercio, pari a circa 200 euro, e al deposito del Bilancio per la cooperativa sociale, circa 250 euro anche in questo caso. In generale, le voci da prendere in considerazione sono il diritto annuale della Camera di Commercio, il biennale di revisione, il deposito del bilancio e le quote associative ad organizzazioni di rappresentanza. La cifra media finale si aggira quindi tra 1.500 e 2.000 euro.

Costi legati al tipo di cooperativa sociale, gli esempi

I costi di gestione di una cooperativa sociale, differenti dalla spesa di apertura, sono strettamente legati al tipo di attività svolta. Ci sono quelle edilizie di abitazione ovvero società senza scopo di lucro finalizzate alla costruzione di abitazioni destinate ai propri soci in proprietà o in godimento.

Il vantaggio per chi aderisce a questa formula è naturalmente di tipo economico. Poi ci sono le cooperativa di servizi che associano lavoratori per fornire servizi di ogni tipo, come la pulizia o la vigilanza. In questo modo diventa più facile offrire servizi complessi.

Ecco quindi le cooperative di credito con cui risparmiare nella gestione del credito. Tanto per fare alcuni esempi, ci sono le banche etiche o quelle create intorno al microcredito. Le cooperative culturali, turistiche e sportive organizzano e gestiscono attività culturali, servizi turistici, impianti sportivi e attività dedicate al tempo libero dei cittadini.

Le cooperative di produzione e lavoro svolgono attività di produzione o di servizi con i soci che sono sia lavoratori e sia imprenditori. Come lascia intendere il nome, le cooperative agricole e di pesca si occupano di questi settori, ma non in senso stretto poiché sono coinvolte anche negli acquisti e nei servizi di raccolta, nella conservazione e nella trasformazione dei prodotti agricoli e ittici.

Segnaliamo quindi la cooperativa di consumo tra soci che sono utenti di un vantaggio mutualistico basato sul principio dell'acquisto di grandi quantità di beni di consumo per ridurre il prezzo finale. Infine ci sono le cooperative sociali in senso stretto che ricercano offerte di lavoro per i soci e hanno finalità solidaristiche nei confronti della collettività e del territorio.

Le cooperative sociali godono di agevolazioni fiscali e di un particolare regime Iva. Da segnalare anche le cooperative sociali che si occupano di inserire nel mondo del lavoro gli appartenenti alle categorie svantaggiate.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il