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Finanziamento pubblico ai partiti diventa maggiore nonostante blocco Mattarella. Ecco come con accordo di tutti i partiti o quasi

Cosa cambia per il finanziamento pubblici ai partiti politici: la novità nonostante lo stop alle modifiche dal Presidente della Repubblica
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Finanziamento pubblico ai partiti diventa maggiore nonostante blocco Mattarella.

Quali sono le novità approvate per il finanziamento pubblico ai partiti?

La questione sul finanziamento pubblico ai partiti si è conclusa con la decisione di un aumento per gli stessi fino a 3 milioni di euro in più. Si passerà così così da 25,1 a 28,1 milioni di euro.
 

Come cambia il finanziamento pubblico ai partiti dopo le ultime novità decise? Nelle ultime settimane si è molto discusso delle modifiche alla legge sul finanziamento ai partiti.

La proposta è stata elaborata da due emendamenti presentati dai partiti di opposizione, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, e inserita in un emendamento al decreto fiscale. Ma non ha avuto molto successo e ora si cambia ancora. 

  • Qual è l’accordo finale ufficiale approvato per il finanziamento pubblico ai partiti
  • Cosa prevedeva l’emendamento bloccato 
  • Come funziona il finanziamento pubblico ai partiti 


Qual è l’accordo finale ufficiale approvato per il finanziamento pubblico ai partiti

Per la soluzione della questione sul finanziamento pubblico ai partiti si è tornati all’ipotesi iniziale, cioè di aumentarli fino a 3 milioni di euro in più, e passeranno così da 25,1 a 28,1 milioni di euro.

Il limite attuale di fondi che i partiti possono ricevere dal 2 per mille è di 25,1 milioni. Un emendamento riformulato dal governo ridisegnava l'intera disciplina, aumentando il finanziamento a 42,3 milioni, ma non è stato ben accolto dal Quirinale. 

Alla fine il testo approvato è tornato nella versione originale presentata dall'opposizione, con il tetto a 28,1 milioni.

Il provvedimento è passata con il voto di quasi tutti i partiti. Solo il M5S ha espresso parere contrario. 

Cosa prevedeva l’emendamento bloccato 

Dopo lo stop Presidente della Repubblica Mattarella alla modifica per la normativa sul finanziamento dei partiti, è comunque passata la proposta di aumento del tetto stabilito: sarà di tre milioni.

Partito democratico e Alleanza verdi sinistra avevano presentato un emendamento per aumentare il finanziamento pubblico ai partiti tramite il 2×1000. 

L’accordo prevedeva di passare dal finanziamento pubblico (agli stessi partiti) attraverso il 2xmille, quota dell'Irpef che il contribuente può destinare al sostegno dei partiti politici, a un nuovo sistema che avrebbe permesso di distribuire alle forze politiche anche il cosiddetto inoptato, cioè di soldi che i cittadini non destinano a nessuno. 

La riformulazione prevedeva la modifica dell’intera disciplina del 2 per 1.000, prendendo come esempio quella che regola l’8 per 1.000, cioè il finanziamento alla Chiesa cattolica, senza tetto.

Questo sistema avrebbe permesso di aumentare in maniera decisamente troppo elevata i fondi ai partiti e sarebbero passati addirittura da 25 a ben 42 milioni di euro. Ma il Quirinale ha bloccato l’emendamento.

L’inserimento della norma nel Decreto fiscale è sembrata inadeguata. 

Come funziona il finanziamento pubblico ai partiti 

Il finanziamento pubblico rappresenta una delle modalità che permette ai partiti politici di percepire soldi per finanziare le proprie attività e da sommare a quelli derivanti da raccolte fondi e quote di iscrizione.

E’ un sistema assolutamente legale, in vigore in moltissimi Paesi. Dopo diverse modifiche avvenute nel corso degli anni sulla disciplina, a partire dal 2014, è stato stabilito che ogni contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a favore di un partito politico iscritto nel relativo registro nazionale.

In particolare, i partiti possono contare non solo sui contributi da parte dello Stato direttamente erogati ai partiti e movimenti politici, ma anche sui finanziamenti dei privati.

Questi possono avvenire o tramite la destinazione volontaria del due per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche su precisa scelta del contribuente, o tramite erogazioni liberali dei privati, che permettono ai cittadini di usufruire delle relative detrazioni fiscali. 

Sono, però, pochissimi gli italiani che decidono di donare il 2 per mille, nel 2023 sono stati appena il 4,2%, mentre il restante 95,8%, ha preferito non decidere, lasciandolo così allo Stato

Sono pochi anche i contribuenti che corrispondono il 2 per mille tramite il pagamento dell’Irpef: su 41 milioni di contribuenti, infatti, ben 12,8 milioni hanno redditi troppo bassi o troppe detrazioni, per cui ne restano 28,4 milioni.

Precisiamo che, come stabilito dalla normativa vigente, possono erogare contributi ai partiti e ai gruppi parlamentari, i singoli privati (cioè le persone fisiche) e le persone giuridiche (enti, associazioni, società, ecc.). 


 

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