Finestre mobili per la pensione, si deve lavorare o no

Cosa sono le finestre mobili, per quali forme pensionistiche valgono: calcoli e chiarimenti su obbligo o meno di lavoro

Finestre mobili per la pensione, si deve lavorare o no

Cosa sono le finestre mobili?

Le finestre mobili sono quel periodo di tempo che trascorre tra la maturazione dei requisiti previsti per andare in pensione e la decorrenza della pensione stessa, ma le finestre non vengono applicate a tutte le forme pensionistiche di uscita.

 

Pensione di vecchiaia, ape social e pensione per usuranti non prevedono alcuna finestra per la pensione. Sono, invece, previste diverse finestre per l’uscita con pensione anticipata, quota 100, opzione donna. Ciò che spesso ci si chiede è se durante il periodo delle finestre bisogna lavorare. Cerchiamo di chiarire come funziona il meccanismo delle finestre.

Si lavora durante il periodo della finestra mobile?

Generalmente durante il periodo delle finestre mobili bisognerebbe lavorare ma non è obbligatorio, ma continuare a lavorare anche nei periodi di finestra mobile è utile per chi sta per andare in pensione soprattutto per un aspetto puramente economico, perché non percepire stipendio e pensione per mesi potrebbe creare non poche difficoltà per vivere chiaramente. Continuando a lavorare, invece, i pensionandi continuano a guadagnare senza rimanere senza entrate per mesi e continuare a lavorare non implica alcuna conseguenza nè rischi per la pensione finale.

Finestre per pensioni di vecchiaia e anticipata

Se, come sopra accennato, per andare in pensione di vecchiaia non è richiesta alcuna finestra ma bisogna maturare solo i requisiti richiesti di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, diversa è la situazione per la pensione anticipata.

Quest’anno è stato approvato il blocco delle aspettative di vita, per cui i requisiti sono rimasti fermi a 42 anni e dieci mesi di contributi per la pensione degli uomini e a 41 anni e dieci mesi di contributi per la pensione delle donne, a prescindere dall’età, ma per la pensione anticipata, sia per uomini che per donne, a differenza della pensione di vecchiaia, è richiesta una finestra di tre mesi.

Ciò significa che per lavoratori privati iscritti a tutte le gestioni che decidono di andare in pensione anticipata, con la finestra di tre mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra. Per esempio se maturano i requisiti richiesti il 20 settembre maggio potranno effettivamente uscita il primo gennaio.

Per lavoratori pubblici iscritti a gestioni esclusive che decidono di andare in pensione anticipata, con la finestra di tre mesi, la pensione decorre dal primo giorno successivo alla finestra, per esempio se maturano i requisiti richiesti il 20 settembre potranno effettivamente uscire il 21 dicembre.

Finestre per pensioni con quota 100 e opzione donna

Per quanto riguarda, invece, la pensione con quota 100 per uscire a 62 anni di età e 38 anni di contributi, sono previste due finestre, una di tre mesi per i lavoratori dipendenti privati e una di sei mesi per i lavoratori pubblici. Per esempio, per i lavoratori pubblici che decidono di andare in pensione con quota 100, calcolando la finestra di sei mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra. Per esempio se maturano i requisiti richiesti il 20 settembre potranno effettivamente uscire il primo aprile.
 
Per i lavoratori privati iscritti al Fondi dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive o gestione separata che decidono di andare in pensione con quota 100, calcolando una finestra di tre mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra. Per esempio se maturano i requisiti richiesti il 20 ottobre potranno effettivamente uscire il primo febbraio.

Due finestre sono previste anche per la pensione con opzione donna per l’uscita anticipata delle lavoratrici che abbiano maturato almeno 35 anni di contributi maturati al 31 dicembre 2018, una di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e una di 18 mesi per le lavoratrici autonome.

E in tal caso, per esempio, per le lavoratrici dipendenti private iscritte a Fondi dipendenti o gestioni sostitutive che decidono di andare in pensione con opzione donna, calcolando una finestra di 12 mesi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla finestra. Per esempio se hanno maturato i requisiti richiesti il 20 maggio 2019 potranno effettivamente uscire il primo giugno 2020.

O, altro esempio, per le lavoratrici dipendenti pubbliche iscritte all'Ex Inpdap che decidono di andare in pensione con opzione donna, calcolando una finestra di 12 mesi, la pensione decorre dal primo giorno successivo alla finestra, per cui se hanno maturato i requisiti richiesti il 20 maggio 2019 potranno effettivamente uscire il 21 maggio 2020.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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