Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

I diritti dei disabili nei condomini in base al Codice Civile e giurisprudenza

WhatsApp X Telegram
Quali sono i diritti che devono sempre essere riconosciuti ai disabili in un condominio: cosa prevedono le leggi in vigore e il Codice Civile
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
I diritti dei disabili nei condomini in base al Codice Civile e giurisprudenza

Quali sono i diritti che vengono riconosciuti dalla legge ai disabili in condominio?

Stando a quanto previsto dalle leggi vigenti e dal Codice Civile, ai disabili in condominio sono riconosciuti specifici diritti volti alla loro tutela che prevedono soprattutto il diritto ad avere il posto auto più vicino al portone, la possibilità di chiedere l’abbattimento delle barriere architettoniche nonché di effettuare interventi a proprie spese in condominio se per realizzarli non si raggiunge la maggioranza necessaria in assemblea. 
 

Quali sono i diritti dei disabili nei condomini? La legge in vigore prevede diversi diritti e tutele disabili in condominio.

La disabilità può, infatti, avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone e le leggi vigenti definiscono agevolazioni per le categorie di persone definite disabili o invalide, garantendo loro diritti specifici, proprio come quelli di cui godono in condominio. Vediamo di quali si tratta nel dettaglio.

  • Diritto ad avere il posto auto più vicino al portone
  • La richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche
  • Quali sono i casi in cui un disabile può effettuare interventi a proprie spese in condominio


Diritto ad avere il posto auto più vicino al portone

Tra i primi diritti sempre riconosciuti ai disabili che vivono in un condominio c’è quello di avere il posto auto più vicino al portone, per agevolarne gli spostamenti senza creare ulteriori complicazioni e problemi al soggetto interessato e ai suoi familiari che lo assistono.

Inoltre, la legge in vigore prevede che, se il condominio non è dotato di parcheggi riservati, al disabile deve essere garantita la possibilità di ottenere il posto pubblico più vicino, tramite richiesta di apposita segnaletica al Comune di residenza e definizione delle ben note strisce gialle.

Per avere il parcheggio personale, se non presente all’interno del luogo di residenza, bisogna abitare o lavorare in un'area urbana ad alta densità di traffico veicolare e dove è difficile trovare posti per la sosta. 

La richiesta di abbattimento delle barriere architettoniche

La legge 13/1989 stabilisce poi il diritto esplicito per i disabili in un condominio di chiedere gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche. 

Secondo quanto previsto dal Codice Civile, per l’esecuzione di tali lavori è necessario ottenere il consenso della maggioranza dell’assemblea del 50%+1 dei presenti in assemblea che rappresentino almeno la metà dei millesimi (500/1.000) e, se si raggiunge, anche i condomini che non sono d'accordo devono contribuire alle spese di abbattimento delle barriere architettoniche necessarie al disabile.

Gli interventi possono essere diversi, come l’installazione dell’ascensore (sia interno che esterno senza che però pregiudichi lo spazio delle scale), fondamentale per garantire un comodo accesso all’abitazione, o di montascale, o di servoscala.

Con particolare riferimento all'installazione dell'ascensore in condominio, però, il tribunale di Milano ha ritenuto che, dovendo essere deliberato come lavoro, la maggioranza prevista possa valere anche se nel condominio non vivono disabili.

E’, infatti, di un intervento che serve a facilitare l’accesso di tutti i disabili nell'edificio, non solo se residenti nello stesso. 

Può favorire l’ingresso in condominio anche di disabili in visita a qualcuno che vi abita o che devono recarsi presso qualche studio medico situato nello stesso edificio condominiale.  

Quali sono i casi in cui un disabile può effettuare interventi a proprie spese in condominio

La legge riconosce ai disabili in condominio anche il diritto a effettuare degli interventi, a proprie spese, per rendere più agevole l’accesso in condominio o alla propria abitazione.

Generalmente si tratta di lavori che il disabile e la sua famiglie pagano di tasca loro quando l’assemblea condominiale non raggiunge la maggioranza necessaria per effettuarli.

In questo caso, il singolo individuo con disabilità o chi ne esercita tutela o potestà, può prendere l’iniziativa e installare a proprie spese, per esempio, un montascale o strutture mobili che possono essere facilmente rimosse.

Inoltre, può avviare lavori per allargare gli ingressi e le porte senza richiedere l’approvazione dell’assemblea, ma solo dopo aver informato preventivamente l’amministratore.

In ogni caso, è bene precisare che, pur riconoscendo il libero diritto di agire al disabile, gli eventuali interventi che si intendono realizzare non devono mai causare danni alla stabilità o alla sicurezza del complesso condominiale.


 

Per approfondire