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Quali dati privati e medici puņ chiedere di conoscere il datore di lavoro prima dell'assunzione

Durante il processo di selezione, i confini tra diritto alla privacy e interessi del datore di lavoro possono risultare sfumati. Normativa e protezione delle informazioni personali

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Quali dati privati e medici puņ chiedere

Nel contesto delle assunzioni lavorative, il rispetto della Privacy rappresenta un tema di grande rilevanza. Le normative vigenti, stabiliscono limiti precisi sulle informazioni che i datori di lavoro possono richiedere ai candidati. Tali regolamentazioni mirano a garantire un bilanciamento tra l’interesse del datore di lavoro a valutare i candidati e il diritto alla riservatezza di quest’ultimi.

I principi della protezione dei dati personali in ambito lavorativo

Nel mondo del lavoro, i principi fondamentali della protezione dei dati personali si basano sui concetti di liceità, necessità e proporzionalità. Il datore di lavoro può trattare i dati personali dei candidati o dei dipendenti solo quando strettamente necessario e per finalità legittime, come la valutazione delle competenze ai fini dell’assunzione. Ogni raccolta di dati deve essere limitata a quanto realmente indispensabile per il ruolo lavorativo offerto.

La normativa prevede altresì che il trattamento sia trasparente e soggetto al consenso informato dell’interessato, a meno che non sia giustificato da obblighi legali. Oltre alla disciplina generale del GDPR, lo Statuto dei Lavoratori italiano specifica ulteriori garanzie, come il divieto assoluto di indagini su idee politiche, religiose e sindacali dei candidati. 

Cosa può richiedere il datore di lavoro durante i controlli pre-assunzione

Durante i controlli pre-assunzione, il datore di lavoro può richiedere esclusivamente informazioni strettamente necessarie alla valutazione della candidatura in relazione alla posizione offerta. Tra i dati consentiti rientrano:

  • Dati anagrafici: nome, cognome, data e luogo di nascita e residenza, indispensabili per identificare il candidato.
  • Qualifiche professionali: titoli di studio e certificazioni pertinenti al ruolo, nonché eventuali iscrizioni a ordini o albi professionali obbligatori.
  • Esperienze lavorative precedenti: informazioni sui ruoli precedentemente ricoperti e sulle competenze acquisite, sempre limitate alle funzioni rilevanti per il lavoro proposto.
  • Certificato penale: disponibile solo in specifici casi prescritti dalla legge o in conformità al contratto collettivo, escludendo la verifica di carichi pendenti.
  • Requisiti specifici: come il possesso della patente di guida, esclusivamente se collegato alle mansioni lavorative.

Il datore non può esaminare aspetti della vita privata o dati non rilevanti, come abitudini personali od opinioni politiche, religiose e sindacali, come stabilito dall’Articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori. Richieste illegittime violano il diritto alla privacy del candidato e possono comportare sanzioni amministrative.

Divieti e limiti legali nella raccolta di dati personali dei candidati

Il Codice in materia di protezione dei dati personali e lo Statuto dei Lavoratori vietano esplicitamente l'acquisizione di informazioni non necessarie per la valutazione professionale del candidato. I divieti e i limiti legali nella raccolta di dati personali dei candidati sono definiti per prevenire pratiche discriminatorie e proteggere i diritti fondamentali.
Tra le principali restrizioni figurano:

  • Opinioni politiche, religiose e sindacali: qualsiasi indagine su queste categorie viola l’Articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori ed è considerata una discriminazione diretta.
  • Stato di salute: non è consentito richiedere informazioni su condizioni mediche o disabilità, salvo che siano necessarie per posti specifici e dichiarate volontariamente dal candidato appartenente a categorie protette.
  • Stato familiare: domande su matrimonio, gravidanza, orientamento sessuale e piani familiari violano il decreto Legislativo 198/2006, che tutela contro qualsiasi discriminazione basata sul sesso.
  • Dati giudiziari: la richiesta del certificato dei carichi pendenti è vietata, mentre è consentita quella del casellario giudiziale solo nei casi previsti dal contratto collettivo.
  • Test psicologici: i test attitudinali devono essere pertinenti al ruolo e svolti esclusivamente da professionisti abilitati.

I datori di lavoro devono garantire che la raccolta di dati sia sempre proporzionale, evitando qualsiasi forma di intrusione nella sfera privata. Eventuali violazioni della normativa espongono l’azienda a sanzioni amministrative e penali.