Per determinare con precisione qual è l'orario di lavoro che dà diritto ai buoni pasto nel 2025, è necessario consultare i singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). Non esiste infatti un criterio uniforme a livello nazionale, sebbene generalmente si richieda un minimo di 6 ore lavorative per ottenere questo beneficio.
I ticket restaurant rappresentano uno strumento estremamente versatile per i lavoratori dipendenti, tanto che vengono riconosciuti anche quando è già presente un servizio mensa aziendale. Questa duplice opzione mira a garantire un'alternativa al dipendente, offrendo maggiore flessibilità nella scelta della soluzione per il pasto.
Nel 2025, i criteri orari per l'assegnazione dei buoni pasto variano significativamente in base al contratto collettivo di riferimento. I principali CCNL in Italia – tra cui terziario e servizi, edilizia, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura, enti pubblici e privati, chimica, poligrafici, spettacolo e marittimi – prevedono ciascuno specifiche disposizioni.
Ecco come si articolano alcuni esempi:
È importante sottolineare che, indipendentemente dal tipo di contratto (full-time, part-time, a tempo determinato o indeterminato), il diritto ai buoni pasto è legato principalmente all'orario di lavoro effettuato tra pause, pranzo e altre variabili e alle previsioni del CCNL applicato.
La giurisprudenza ha consolidato alcuni principi importanti nel 2025 riguardo al diritto ai buoni pasto. La Corte di Cassazione, con diverse sentenze, ha chiarito che il buono pasto non costituisce un elemento della retribuzione, ma rappresenta un beneficio di natura assistenziale.
Un importante orientamento giurisprudenziale stabilisce che, in assenza di specifiche previsioni contrattuali, i lavoratori part-time hanno diritto ai buoni pasto in misura proporzionale al loro orario di lavoro, a condizione che questo comprenda la fascia oraria destinata alla pausa pranzo.
Per esempio, la sentenza della Cassazione n. 8734/2023 (ancora valida nel 2025) ha confermato che il diritto ai buoni pasto sussiste anche per i lavoratori part-time verticale, quando la prestazione si svolge durante l'intervallo temporale in cui è prevista ordinariamente la pausa pranzo.
Nel 2025, i buoni pasto mantengono la loro natura di strumento flessibile, utilizzabile dai lavoratori subordinati anche qualora l'orario non contempli una specifica pausa per il pasto. Questo beneficio si estende inoltre ai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione, anche non subordinata.
I ticket restaurant devono essere utilizzati esclusivamente per l'intero valore facciale e presentano precise caratteristiche:
Questi voucher consentono all'esercizio convenzionato di documentare l'avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione e permettono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo di mensa equivalente al valore nominale del buono.
La normativa sui buoni pasto ha subito importanti aggiornamenti nel 2025, in particolare riguardo alla tassazione e all'esenzione fiscale. I buoni pasto elettronici mantengono un'esenzione fiscale fino a 8 euro, mentre per quelli cartacei il limite resta fissato a 4 euro.
Un aspetto fondamentale della regolamentazione 2025 riguarda i requisiti formali del buono pasto, che deve sempre contenere:
Nel 2025, i buoni pasto elettronici rappresentano una soluzione sempre più diffusa. Si tratta di carte elettroniche leggibili tramite POS abilitati, con un valore predefinito stabilito dal datore di lavoro in accordo con la società di emissione.
I vantaggi del formato elettronico includono maggiore praticità, impossibilità di smarrimento dei singoli ticket, tracciabilità completa e, soprattutto, un trattamento fiscale più favorevole rispetto ai buoni cartacei.
Nel 2025, i contesti in cui è possibile utilizzare i buoni pasto sono notevolmente ampliati rispetto al passato. Nel rispetto delle normative sul lavoro, i ticket sono spendibili in vari ambiti:
Questa ampia gamma di possibilità conferma la crescente flessibilità dello strumento buono pasto nel panorama lavorativo italiano del 2025.
Nel 2025, diverse situazioni particolari riguardanti il diritto ai buoni pasto sono state chiarite da interventi giurisprudenziali. In particolare:
Una recente sentenza del Consiglio di Stato (n. 1052/2024) ha ribadito che, in assenza di una specifica disciplina contrattuale, non esiste un diritto soggettivo al buono pasto, confermando che tale beneficio è legato alle previsioni del CCNL applicato o agli accordi aziendali.
Per determinare con certezza se si ha diritto ai buoni pasto nel 2025, è fondamentale seguire questi passaggi:
Ricordiamo che, nonostante le linee guida generali, ogni situazione lavorativa presenta specificità che possono influenzare il diritto ai buoni pasto. L'indennità di mensa secondo i contratti CCNL e i buoni pasto e le indennità di mansione rappresentano elementi di welfare aziendale sempre più importanti nel contesto lavorativo italiano.