Che cos'è l'indennità di mensa secondo contratti CCNL 2021. Spiegazione e significato

L'indennità di mensa spetta potenzialmente a tutti i lavoratori, quelli assunti a tempo indeterminato o determinato, con contratto a tempo pieno oppure part-time.

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Indennità di mensa, che cos'è?

L'indennità di mensa è una vera a propria alternativa al servizio di mensa aziendale. In termini pratici si tratta di un corrispettivo economico che viene inserito nella busta paga ovvero integrato nella retribuzione ordinaria.

Le giornate di lavoro possono essere molto lunghe con uffici e fabbriche distanti dal luogo di abitazione. Ecco che per consentire una pausa pranzo degna di questo nome, il datore di lavoro può offrire il servizio di mensa. Tuttavia non sempre ci sono gli spazi necessari per proporre questa opportunità.

Ecco quindi che diventano indispensabili alternative sulla base di quanto previsto dal Ccnl 2021 applicato. Una di queste è proprio l'indennità di mensa. Si tratta di uno strumento retributivo che presenta caratteristiche molto particolari anche dal punto di vista fiscale.

Come esamineremo in questo articolo, non è la sola opzione in mano al datore di lavoro che può ad esempio proporre l'alternativa dei buoni pasto.

Di conseguenza la scelta migliore per l'azienda deve tenere conto di una serie di considerazioni, tra cui l'ubicazione del luogo di lavoro, il numero di dipendenti, questioni logistiche, orari di lavoro. Ancora più precisamente, la decisione è legata alle conseguenze gestionali, fiscali e amministrazione. Vediamo nel dettaglio alcuni aspetti della normative vigente in materia ovvero:

  • Indennità di mensa 2021, che cos'è
  • Quale alternativa all'indennità di mensa

Indennità di mensa 2021, che cos'è

L'indennità di mensa è una vera a propria alternativa al servizio di mensa aziendale. In termini pratici si tratta di un corrispettivo economico che viene inserito nella busta paga ovvero integrato nella retribuzione ordinaria.

Spetta potenzialmente a tutti i lavoratori, quelli assunti a tempo indeterminato o determinato, con contratto a tempo pieno oppure part-time.

L'aspetto a cui prestare attenzione è piuttosto un altro ovvero che la cifra da erogare sotto forma di indennità viene valutata in via discrezionale dalle singole aziende e di conseguenza non assume un valore fisso.

Le valutazioni dell'azienda tengono conto delle disposizioni generali in materiale, ma anche dalla contrattazione collettiva ovvero dal Ccnl applicato al lavoratore (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici).

L'indennità di mensa è soggetta alla contribuzione previdenziale e a quella fiscale. Ed è esente da tassazione nel caso di orario di lavoro che include la pausa per il pranzo, di lavoro stabile in una unità produttiva e se quest'ultima non permette di andare al più vicino luogo di ristorazione senza utilizzare mezzi di trasporto.

Quale alternativa all'indennità di mensa

L'alternativa all'indennità di mensa è rappresentata dai buoni pasto, anch'essi con delle caratteristiche ben precise e disponibili in versione cartacea e ora anche in formato elettronico. In particolare sono utilizzabili solo dal titolare con esplicita esclusione di qualunque altra persona, sia esso un collega di lavoro o un familiare.

Dopodiché non sono cumulabili oltre il limite di 8, qualunque sia il tipo di spesa effettuata. Nel caso in cui la cifra da corrispondere sia maggiore, la differenza va pagata a parte, in contanti o con uno strumento tracciabile.

La terza caratteristica di base dei buoni pasto è non sono commercializzabili ovvero il titolare non può per alcuna ragione venderli e ottenere la corrispondente somma di denaro.

Ecco quindi che il titolare non può cedere i buoni pasto, neanche a un collega. Infine, in merito alle modalità di utilizzo, in buoni pasto 2021 possono essere spesi esclusivamente per l'intero valore facciale, anche quelli elettronici.

L'alternativa per eccellenza all'indennità di mensa è ovviamente il servizio mensa in sé. Dal punto di vista pratico può essere proposto sia all'interno e sia all'esterno dello stabile aziendale. Il datore può somministrare direttamente o tramite terzi il pasto (pranzo o cena in base agli orari di lavoro) ai propri dipendenti.

Anche in questo caso il valore del servizio non contribuisce a formare il reddito da lavoro e non è soggetto a contribuzione previdenziale o fiscale.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il