La richiesta di competenze linguistiche, in particolare della lingua inglese, è cresciuta esponenzialmente nel mercato del lavoro italiano. Questo fenomeno è dovuto all'importanza dell'internazionalizzazione, che spinge le aziende a operare in contesti sempre più globalizzati. Tra i livelli di riferimento, il Quadro Comune Europeo di Riferimento per la conoscenza delle lingue (CEFR) classifica le competenze linguistiche in una scala standardizzata che va da A1 a C2.
Le certificazioni linguistiche rappresentano un vero e proprio punto di svolta nel mercato del lavoro, dato che certificano ufficialmente il livello di competenza di chi intende inserirsi in contesti professionali globalizzati. Nel caso della lingua inglese, i datori di lavoro valorizzano queste attestazioni per semplificare la selezione dei candidati, specialmente nelle fasi preliminari di screening dei curriculum vitae.
A livello pratico, certificazioni come IELTS, TOEIC e TOEFL, tra le altre, sono indicatori affidabili della capacità di padroneggiare competenze chiave come listening, reading, writing e speaking, requisiti fondamentali per molte posizioni lavorative. Le aziende italiane, specialmente quelle orientate all’export o in settori come la tecnologia e la finanza, usano tali certificazioni per valutare se i candidati siano in grado di comunicare efficacemente in contesti internazionali.
Inoltre, tali attestazioni sono un segnale di affidabilità e dedizione del candidato, evidenziando il suo impegno nel migliorare il proprio profilo professionale. Questo è particolarmente rilevante per settori come la Pubblica Amministrazione e l’istruzione, che spesso richiedono livelli di inglese avanzati per specifici incarichi.
Oltre al livello generale, molte aziende richiedono competenze specifiche:
Per posizioni operative o di bassa complessità linguistica, il livello B1 è spesso sufficiente; questo livello attesta una competenza intermedia che permette di comunicare in modo chiaro e di comprendere argomenti familiari. Tuttavia, per ruoli più complessi, come quelli manageriali o internazionali, diventa fondamentale possedere almeno un livello B2, che garantisce un uso più autonomo della lingua.
In settori come la tecnologia, la finanza e il marketing, si evidenzia una crescente richiesta di livelli avanzati (C1 o C2) per la gestione di trattative e documentazioni tecniche in lingua inglese. Tali livelli dimostrano la capacità di esprimersi fluentemente e di comprendere testi complessi. Le aziende esportatrici e multinazionali posizionano il requisito linguistico al centro dei processi di selezione, poiché la comunicazione internazionale rappresenta un elemento centrale per il successo aziendale.
Nel caso della Pubblica Amministrazione, i requisiti possono variare, ma spesso si richiede il livello B2 per partecipare ai concorsi, specialmente in ambiti che implicano interazioni internazionali.
Tra le certificazioni di inglese più richieste a livello internazionale si distinguono: