Quali sono le differenze tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato nel 2021. I pro e contro

Sebbene il contratto stagionale sia una forma di contratto a tempo determinato, le differenze sono numerose anche dal punto di vista formale.

Quali sono le differenze tra contratto s

Contratti stagionali e a tempo determinato, quali differenze?

Solo nel caso del contratto a tempo determinato vale la durata massima totale di 24 mesi. Si tratta di una disposizione che rende più rigida questa formula contrattuale e di conseguenza più flessibile quella del contratto stagionale. Ma le differenze sono anche molte altre.

Ci sono alcuni periodi dell'anno in cui si pone con maggiore forza la questione della scelta tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato. Lo fa il datore di lavoro perché ha la necessità di poter contare su forze fresche per affrontare una maggiore produzione in alcuni periodi dell'anno. E lo fa lo stesso lavoratore, intenzionato a conoscere le opportunità e i limiti delle due forme contrattuali.

Ebbene, il punto in comune tra contratto stagionale e contratto a tempo determinato è la loro durata limitata nel tempo. Si tratta infatti di accordi che hanno una data di inizio, ma anche di conclusione, ed entrambe devono essere messe per iscritto. La prima importante differenza da evidenziare è invece relativa agli ambiti di applicazione in quanto il contratto stagionale può essere applicato solo per lo svolgimento di alcune attività in settori ben definiti. Andiamo oltre:

  • Pro e contro contratti stagionale e a tempo determinato, quali differenze
  • Quando è possibile attivare un contratto stagionale

Pro e contro contratti stagionale e a tempo determinato, quali differenze

Sebbene il contratto stagionale sia una forma di contratto a tempo determinato, le differenze sono numerose. Di conseguenza nella fase di scelta tra le due formule, il datore di lavoro e il lavoratore devono attentamente valutare pro e contro. Solo nel caso del contratto a tempo determinato vale la durata massima totale di 24 mesi. Si tratta di una disposizione che rende più rigida questa formula contrattuale e di conseguenza più flessibile quella del contratto stagionale.

Un'altra dimostrazione? L'assenza dell'obbligo di causale dopo i primi 12 mesi e del rispettare della pausa tra un contratto e l'altro nel contratti stagionali. Con il tempo determinato, il datore di lavoro deve invece fare trascorrere 10 o 20 giorni sulla base della durata del rapporto di lavoro, minore o maggiore di 6 mesi. Con il contratto stagiona viene a cadere il tetto del numero di contratti successivi e allo stesso tempo il lavoratore conserva il diritto di precedenza su nuove assunzioni a tempo determinato nella stessa azienda e per le stesse mansioni.

Dal punto di vista strettamente economico, il datore di lavoro non è chiamato al pagamento del contributo addizionale Inps ai fini dell'eventuale versamento successivo dell'indennità di disoccupazione. I lavoratori stagionali possono infatti accedere a questo strumento di sostegno al reddito.

Quando è possibile attivare un contratto stagionale

Ecco allora che, come abbiamo spiegato, è importante sapere quando è possibile attivare un contratto stagionale.

I casi ammessi sono disciplinati dalla normativa vigente e comprendono taglio dei boschi, per il personale addetto all'abbattimento delle piante per legname da opera, alle operazioni per la preparazione della legna da ardere, alle operazioni di carbonizzazione nonché alle relative operazioni di trasporto, lavorazione industriale di frutta, ortaggi e legumi per la fabbricazione di prodotti conservati e di bevande e dei relativi contenitori, fabbricazione e confezionamento di specialità dolciarie nei periodi precedenti le festività del Natale e della Pasqua.

Ma anche raccolta, cernita, spedizione di prodotti ortofrutticoli freschi e fabbricazione dei relativi imballaggi, attività svolte in colonie montane, marine e curative e attività esercitate dalle aziende turistiche, motoaratura, mietitura, trebbiatura meccanica dei cereali e pressatura dei foraggi, produzione di formaggi in caseifici che lavorano esclusivamente latte ovino, attività del personale addetto alle arene cinematografiche estive, estrazione di essenze da erbe e frutti allo stato fresco, raccolta e conservazione dei prodotti sottobosco.

Via libera al contratto stagionale pure per sgusciatura e insaccamento delle nocciole, raccolta e spremitura delle olive, lavaggio e imballaggio della lana, salatura e marinatura del pesce, esca e lavorazione del tonno, lavorazione delle carni suine, produzione del vino comune, cave di alta montagna, spalatura della neve, estrazione dell'olio, fiere ed esposizioni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il