Quali tasse sulla casa non si pagano se immobile è in ristrutturazione

L'Imu non è dovuta sulla prima casa ovvero sull'abitazione principale con residenza anagrafica e dimora abituale, e relative pertinenze. La Tari è la tassa sui rifiuti.

Quali tasse sulla casa non si pagano se

Si pagano le tasse se immobile è in ristrutturazione?

L'Imu va pagata anche nel caso in cui l'immobile sia in ristrutturazione. Il suo presupposto è il possesso e non l'utilizzo. A differenza dell'Imu, la Tari non è dovuta se l'abitazione è inagibile per lavori di ristrutturazione. Il motivo è molto semplice: l'assenza di inquilini - proprietari o meno - in grado di produrre rifiuti.

Dal pagamento delle tasse non si scappa. Si tratta di una certezza che tutti i proprietari di una casa conoscono molto bene. Sono due le imposte fisse da corrispondere: l'Imu ovvero la tassa sulla proprietà dell'immobile e la Tari ovvero la tassa sui rifiuti. La Tasi, l'imposta sui servizi indivisibili, è stata invece formalmente annullata.

Ci si chiede allora se e quali tasse il proprietario è chiamato a corrispondere nel caso in cui l'immobile sia in ristrutturazione.

La circostanza è sicuramente singolare perché la casa, indipendentemente dalla sua localizzazione e dalle dimensioni, non può essere utilizzata e di conseguenza occorre capire se continua a gravare o meno l'imposizione fiscale. Analizziamo le varie situazione in questo articolo e più precisamente:

  • Si paga l'Imu se immobile è in ristrutturazione
  • Si paga la Tari se immobile è in ristrutturazione

Si paga l'Imu se immobile è in ristrutturazione

L'Imu va pagata sugli immobili di cui si è proprietari o su cui si ha un diritto reale tra usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. Sono chiamati al pagamento i proprietari o coloro che hanno un diritto reale di usufrutto, uso, enfiteusi, superficie, abitazione sui fabbricati, sui terreni e sulle aree fabbricabili.

Stessa cosa per i locatari di immobili concessi in locazione finanziaria così come per i concessionari di aree demaniali. Per abitazione principale si intende un'unica unità immobiliare nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Il fabbricato è l'unità immobiliare iscritta nel catasto. Il fabbricato di nuova costruzione è soggetto a imposta dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione. Per pertinenza si intende l'unità immobiliare a servizio dell'abitazione principale e classificate nelle categorie catastali C2, C6 e C7.

In ogni caso, l'Imu non è dovuta sulla prima casa ovvero sull'abitazione principale con residenza anagrafica e dimora abituale, e relative pertinenze. Tuttavia nel caso in cui l'immobile si accatastato come di lusso ovvero rientrante nelle categorie A1, A8 e A9 e relative pertinenze, il passaggio alla cassa è sempre obbligatorio.

Se queste sono le premesse ovvero la normativa che regola questa imposta in tutta Italia, l'Imu va pagata anche nel caso in cui l'immobile sia in ristrutturazione. Il suo presupposto è il possesso e non l'utilizzo.

Si paga la Tari se immobile è in ristrutturazione

La Tari è dovuta per il possesso, l'occupazione o la detenzione di locali a qualsiasi uso e in grado di produrre rifiuti urbani e assimilati. Ogni anno sono approvate le tariffe per l'anno di imposta in corso per ciascuna categoria cui i locali sono adibiti.

Il contribuente ha l'obbligo di dichiarare i dati e che incidono sul calcolo dell'avviso di pagamento. Si tratta della denuncia di inizio occupazione nel caso di prima iscrizione nell'elenco dei contribuenti. Quindi della denuncia di cessazione nel caso di chiusura della posizione tributaria del contribuente nei casi consentiti dalla normativa vigente.

Infine della denuncia di variazione nel caso di cambiamento della posizione tributaria. Pensiamo ad esempio alla variazione di indirizzo all'interno del territorio comunale, alla richiesta di riduzione o alla variazione della metratura tassabile.

A differenza dell'Imu, la Tari non è dovuta se l'abitazione è inagibile per lavori di ristrutturazione. Il motivo è molto semplice: l'assenza di inquilini - proprietari o meno - in grado di produrre rifiuti.

Il proprietario dell'immobile deve comunque tenere aggiornato il Comune sulle variazioni ovvero sull'inizio e sulla fine dei lavori. In caso di mancata presentazione della dichiarazione Tari, il Comune provvede d'ufficio all'iscrizione negli elenchi della tassa e al recupero delle annualità pregresse, con maggiorazione di sanzioni e interessi.

Il mancato versamento entro i termini indicati - siano essi annuali o con frequenza ridotta - nel provvedimento comportano l'attivazione delle procedure di riscossione coattiva.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il