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Quando c'è bullismo tra bambini e adolescenti? Come si definisce? E conseguenze e responsabilità dei genitori

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E’ molto diffuso il fenomeno del bullismo soprattutto tra gli adolescenti: ecco come si manifesta e cosa dovrebbero fare i genitori
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Quando c'è bullismo tra bambini e adolescenti? Come si definisce? E conseguenze

Come si definisce il bullismo?

Il bullismo si può definire come una forma di violenza verbale, fisica e psicologica ripetuta e nel tempo e perpetuata in modo intenzionale da una o più persone, definiti bulli, nei confronti di un'altra (la vittima) con il preciso intento di prevaricare e danneggiare.

Quando si verifica e come si definisce il bullismo tra bambini e adolescenti? Il fenomeno del bullismo tra bambini e adolescenti, a scuola e non, è sempre molto diffuso e inizia ad essere anche molto preoccupante.

Secondo recenti indagini Istat sui comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi, più del 50% dei ragazzi di età compresa tra 11 e 17 anni è stata vittima di un episodio offensivo, irrispettoso o violento da parte di coetanei. Cerchiamo di chiarire quando si verifica realmente il bullismo tra adolescenti e di chi sono le responsabilità.

  • Quando si verifica il bullismo tra i bambini e gli adolescenti e come si definisce
  • Quali sono le responsabilità dei genitori e le conseguenze

Quando si verifica il bullismo tra i bambini e gli adolescenti e come si definisce

Il bullismo si può definire come una forma di violenza verbale, fisica e psicologica ripetuta e nel tempo e perpetuata in modo intenzionale da una o più persone, definiti bulli, nei confronti di un'altra (la vittima) con il preciso intento di prevaricare e danneggiare.

Si manifesta con comportamenti aggressivi ripetitivi perpetrati da una o più persone nei confronti di una vittima incapace di difendersi e, per definizione, le principali caratteristiche che definiscono un episodio come di bullismo sono soprattutto l’intenzionalità del comportamento aggressivo e la sistematicità delle azioni aggressive che diventano persecutorie.

Si tratta di comportamenti che negli ultimi tempi sono sempre più frequenti e soprattutto tra gli adolescenti, tra cui spesso di registrano derisioni per l’aspetto fisico o per il modo di parlare, offese con pesanti parolacce e insulti, emarginazione, aggressioni fisiche.

Comportamenti che oggi definiamo decisamente inaccettabili e per cui spesso ci chiediamo da dove derivino.

Perchè i ragazzi di oggi sono diventati così aggressivi e violenti, ormai lontani dalla gentilezza e della genuinità dell'essere giovani, dal senso di amicizia?

Quali sono le responsabilità dei genitori e le conseguenze

E’ chiaro che qualsiasi atteggiamento e comportamento un bambino o un adolescente assuma è il risultato dell’educazione familiare.

Possono certamente essere tanti i fattori che influenzano il suo modo di comportarsi ma la base è la casa, la famiglia, il suo esempio, le sue orme. 

I genitori sono responsabili dei figli e dei loro modi di comportarsi.

E spetta a loro pagare le conseguenze di comportamenti troppo ‘forti’ nei confronti di coetanei. I genitori hanno il compito, se non il vero e proprio dovere, di educare i propri figli nel vero senso della parola ma anche all’altro, alla condivisione, all’altruismo, alla socialità, all’inclusione delle diversità, all’amore. 

Devono, inoltre, controllare i propri figli e intervenire per correggere comportamenti inadeguati, che sono poi alla base della loro responsabilità civile per gli atti illeciti commessi dal figlio minorenne.

La stessa Corte di Cassazione, con la sentenza 15706/201, ha stabilito che la colpa del genitore emerge non solo nell’assenza di controllo sul comportamento del minore ma anche sul comportamento antecedente allo stesso, cioè dalla violazione dei doveri concernenti l’esercizio della responsabilità genitoriale. 

Nei casi di bullismo, il genitore deve fornire la prova positiva di aver dato al figlio una buona educazione in conformità alle condizioni sociali, familiari, all’età, al carattere e all’indole del minore.

Inoltre, come stabilito dalla normativa vigente, i genitori dei bulli possono anche dover risarcire i danni causati dalle azioni dei propri figli, se chiaramente non dimostrano di aver impartito un’adeguata educazione e di aver esercitato un controllo costante sul loro comportamento.

Rientra in questo contesto anche il controllo da parte di genitori sui cellulari dei figli.

Per evitare un uso sconsiderato, fino anche ad essere considerato esagerato e che si possano servire di tale mezzo per perpetrare atteggiamenti da bulli, la normativa vigente stabilisce che spetta proprio ai genitori la responsabilità nonché il dovere di controllare e sorvegliare i figli minori nell’uso del cellulare, considerando i rischi che la navigazione può prospettare. 

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