Quando si può chiedere aspettativa retribuita dal lavoro. Tutti i casi

L'aspettativa retribuita dal lavoro è un trattamento eccezionale che viene riconosciuto al lavoratore solo per casi ed eventi ben precisi. Scopriamo tutto.

Quando si può chiedere aspettativa retri

Quali sono i casi per cui è possibile chiedere l'aspettativa retribuita dal lavoro

Il primo caso per cui è possibile chiedere l'aspettativa retribuita dal lavoro è l'assistenza di un familiare in condizione di grave disabilità. Il secondo è riservato al lavoratore dipendente a cui è stata riconosciuta l'invalidità civile che deve sottoporsi a cure legate alle condizioni di salute. Il terzo caso è quello dell'aspettativa retribuita per dottorato di ricerca nel comparto pubblico. Il quarto è per volontariato.

Lavorare in aspettativa retribuita si può e ad ammetterlo è lo stesso ordinamento legislativo italiano. In termini pratici significa assentarsi dal lavoro, ritrovare il posto al rientro e continuare a essere regolarmente pagati. Si tratta quindi di un trattamento eccezionale che viene riconosciuto solo per casi ed eventi ben precisi.

Le ragioni devono essere di una tale gravità o comunque importanza da spingere il datore ad accettare la richiesta. Pensiamo ad esempio alle motivazioni di carattere sanitario o personali per cui l'interruzione temporanea dell'attività lavorativa è un passaggio necessario.

L'aspettativa retribuita dal lavoro non va confusa con quella non retribuita, la cui differenza va cercata nel mancata erogazione dello stipendio per l'intero periodo di assenza. Anche in questo caso devono esistere motivazioni concrete per la concessione anche se non di livello tale da giustificare il mantenimento dello stipendio.

Analizziamo la situazione aggiornata sulla base delle ultime novità legislative e senza dimenticare le numerose particolarità contenute nei Contratti collettivi nazionali di lavoro. Approfondiamo quindi

  • Aspettativa retribuita dal lavoro, quando si può chiedere
  • Tutti i casi dell'aspettativa retribuita dal lavoro

Aspettativa retribuita dal lavoro, quando si può chiedere

Il ventaglio dei motivi per chiedere l'aspettativa retribuita è dunque piuttosto limitato perché la duplice tutela di conservare il posto di lavoro e mantenere lo stipendio viene riconosciuta in circostanze ben precise.

La prima è quella dell'assistenza di un familiare in condizione di grave disabilità, ma con due condizioni supplementari: innanzitutto è che la persona da assistere non sia ricoverato a tempo pieno in un istituto specializzato per ricevere tutte le cure del caso; la seconda è la fruizione di questa possibilità fino a due anni per tutta la carriera lavorativa. In buona sostanza, questa esperienza non può essere ripetuta.

A quel punto c'è un ordine ben preciso di concessione dell'aspettativa perché possono fruirne prima il coniuge convivente, quindi i genitori e poi i figli conviventi. A seguire questa opzione è percorribile da fratelli o sorelle conviventi e quindi da parenti o affini entro il terzo grado, sempre se conviventi.

L'aspettativa retribuita dal lavoro viene riconosciuta anche nel caso di un lavoratore dipendente a cui è stata riconosciuta l'invalidità civile o con una riduzione della capacità di lavorare maggiore del 50% abbia bisogno di sottoporsi a cure legate alle condizioni di salute. Cambiano però i termini perché la durata massima è di 30 giorni all'anno.

Tutti i casi dell'aspettativa retribuita dal lavoro

Al di là dei vari Ccnl (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), la normativa generale prevede quattro casi in cui si può chiedere aspettativa retribuita dal lavoro.

Come abbiamo visto, il primo è l'assistenza di un familiare in condizione di grave disabilità che non sia ricoverato a tempo pieno in un istituto specializzato.

Il secondo è quindi riservato al lavoratore dipendente a cui è stata riconosciuta l'invalidità civile o con una riduzione della capacità di lavorare maggiore del 50% che deve sottoporsi a cure legate alle condizioni di salute. Il terzo caso è quello dell'aspettativa retribuita per dottorato di ricerca nel comparto pubblico.

Il quarto è per volontariato, rispetto a cui si ha diritto fino a 10 giorni consecutivi e fino a 30 giorni annui per attività di formazione legate a situazioni di emergenza e fino a 30 giorni consecutivi e fino a 90 giorni annui, che possono diventare il doppio in caso di emergenza nazionale.

Un'ultima nota è fondamentale: nonostante la durata massima, il lavoratore può sempre interrompere l'aspettativa se viene a cadere il motivo per cui era stata richiesta al proprio datore di lavoro o all'amministrazione pubblica in cui si lavora.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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