Ricorso contro multa autovelox, cambia l'onere della prova su corretta taratura

La recentissima sentenza della Cassazione sul ricorso contro multa per eccesso di velocità segnalata dall'autovelox è tra quelle che cambia le regole del gioco.

Ricorso contro multa autovelox, cambia l

Anche se la normativa sul ricorso contro la multa auto è immutata da anni, ci pensano le decisione dei tribunali ad aggiornarlo. E la recentissima sentenza della Cassazione sul ricorso contro multa per eccesso di velocità segnalata dall'autovelox è tra quelle che cambia le regole del gioco.

In buona sostanza cambia l'onere della prova per la verifica della corretta taratura di questi dispositivi e trarre beneficio è proprio l'automobilistico. Vediamo tutto in questo articolo, ricordando che la strada per il presunto trasgressore è duplice: al prefetto o al giudice di pace.

Non c'è una opzione da preferire alle altre, ma alcuni dettagli sono interessanti e fanno perdere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Il ricorso al prefetto è gratuito, ma nel caso in cui non vengano condivise le ragioni, il rischio è di pagare il doppio dell'importo della multa originaria.

Tuttavia se con il prefetto dovesse andare male c'è sempre la possibilità di rivolgersi al giudice di pace chiedendo il pagamento della prima sanzione ovvero quella indicata sul verbale. Il ricorso al giudice di pace prevede il pagamento di spese e la presenza in udienza, ma non occorre farsi affiancare da un avvocato. Vediamo adesso tutti i dettagli e quindi

  • Multa autovelox, cambia l'onere della prova
  • Ricorso contro multa, non solo corretta taratura

Multa autovelox, cambia l'onere della prova

Una delle contestazioni più di frequente mosse dagli automobilisti sorpresi a infrangere i limiti di velocità è il corretto funzionamento dell'autovelox. Tecnicamente si tratta della taratura ovvero quell'operazione che accerta se il dispositivo sia stato revisionato nei tempi e nei modi corretti.

La novità è adesso un'altra: non spetta più al presunto trasgressore dimostrare l'esistenza di un difetto bensì al giudice ordinare di eseguire i test necessari. La sentenza della Cassazione sull'autovelox inverte l'onere della prova e sgrava l'automobilista di un compito impegnativo.

Il giudice può dunque chiedere di controllare che lo strumento elettronico di rilevazione della velocità sia attendibile ovvero che sia stato sottoposto alla procedura di taratura annuale. In caso contrario il verbale contenente la multa per autovelox perde valore ed è destinato a essere annullato.

Nel ricorso contro la multa per autovelox l'automobilista può quindi chiedere l'annullamento del verbale, ma anche le altre opzioni che restano valide ovvero la modifica della sanzione applicata per l'infrazione contestata in un'altra ritenuta più corretta oppure la rateizzazione della somma da pagare (con questa richiesta si rinuncia espressamente a ricorrere contro la multa davanti al prefetto o al giudice di pace) e la sospensione degli effetti del verbale e delle sanzioni accessorie tra sospensione della patenta di guida e decurtazione dei punti.

Ricorso contro multa, non solo corretta taratura

Ricordando che i limiti di velocità da rispettare sono di 130 chilometri orari sulle autostrade ovvero 150 chilometri orari in caso di presenza di tre corsie, 110 chilometri orari per le strade extraurbane principali, 90 chilometri orari per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, 50 chilometri orari per le strade nei centri abitati con la possibilità di elevarlo a 70 chilometri orari per le strade urbane in cui è possibile circolare più liberamente, non ci sono solo la certificazione e la sottoposizione a taratura dell'autovelox entro un anno dalla messa in funzione a rappresentare validi motivi contestabili.

I dispositivi per la rilevazione della velocità devono infatti essere segnalati con anticipo con tanto di chiara visibilità del cartello.

Anche perché, ulteriori sanzioni accessorie a parte, di mezzo ci sono multe ben salate: tra 41 a 169 euro fino a 10 chilometri orari di sforamamento del limiti di velocità, tra 169 e 680 euro fra 10 e 40 chilometri orari, tra 532 a 2.127 euro con sospensione della patente da uno a tre mesi fra 40 e 60 chilometri orari, tra 829 e 3.316 euro con sospensione della patente da sei a dodici mesi, oltre 60 chilometri orari.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Ultime Notizie