Gli incidenti nelle scuole sono potenzialmente all'ordine del giorno: una spinta durante la ricreazione, una caduta dalle scale all'entrata o all'uscita, una collisione contro un banco, una distorsione durante una lezione di educazione fisica. Questi eventi, purtroppo comuni, possono causare lesioni serie ai bambini e ai ragazzi. Ma quando un alunno si fa male, chi paga per i danni? La questione coinvolge diverse figure: dagli insegnanti ai genitori, dai bidelli all'istituto scolastico stesso, sia esso pubblico o privato, fino al compagno di classe che potrebbe essere ritenuto responsabile.
Quando un bambino si infortuna a scuola, la prima questione da affrontare è capire chi, tra le varie figure coinvolte, è tenuto a rispondere per l'accaduto. La scuola, intesa come ente, ha un ruolo di custodia e vigilanza sui minori durante l'orario scolastico. Questo significa che, in linea di principio, è responsabile di garantire un ambiente sicuro e di prevenire situazioni che possano portare a infortuni. Entriamo nei dettagli:
Chi risarcisce se un bambino si fa male a scuola
Infortuni coperti e responsabilità
Per avviare una richiesta di risarcimento, i genitori devono dimostrare che l'incidente è avvenuto a scuola e durante l'orario di lezione. L'onere della prova passa all'istituto scolastico, che dovrà dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire l’incidente. Per supportare la richiesta bisogna documentare il fatto storico dell'incidente, il momento in cui è avvenuto e l'entità del danno subito dallo studente, che può essere attestata attraverso referti medici e certificati che descrivano la natura e la durata delle lesioni.
Dopo un infortunio, la priorità è portare il bambino al pronto soccorso per le cure necessarie. Il referto medico rilasciato dal personale sanitario è cruciale per dimostrare il nesso di causalità tra l'incidente e le lesioni subite. Agire rapidamente aiuta a fornire una documentazione chiara e convincente del danno subito. Conservare tutta la documentazione medica è fondamentale. Dopo il primo soccorso, è consigliabile seguire tutte le cure necessarie e mantenere traccia di ogni certificato medico, referto diagnostico e spesa sostenuta. Questa documentazione è essenziale per la richiesta di risarcimento, che deve riflettere tutti i costi e i danni subiti.
Una volta concluso il percorso terapeutico, il bambino dovrebbe essere sottoposto a una visita medico-legale. Questo esame serve a determinare l’eventuale presenza di postumi temporanei o permanenti e a quantificare il danno complessivo. La richiesta di risarcimento che può avere due esiti:
se l'istituto riconosce la responsabilità, si procederà con il risarcimento dei danni;
se l'istituto ritiene che l'incidente sia dovuto a cause imprevedibili e inevitabili o che tutte le misure di sicurezza erano state adeguatamente adottate, la richiesta può essere respinta.
Se la scuola respinge la richiesta di risarcimento, l'unica alternativa è rivolgersi al Tribunale e avviare un'azione legale contro il Ministero dell'Istruzione.
La scuola deve garantire che l'edificio e le sue infrastrutture siano sicuri. Comprende la manutenzione di elementi strutturali come i bagni e gli impianti elettrici. La sicurezza non si limita agli interventi strutturali. La sorveglianza attiva dei ragazzi durante le lezioni e nei momenti comuni è essenziale per evitare incidenti, come cadute o scontri. Gli insegnanti devono vigilare costantemente per prevenire situazioni pericolose che possono sorgere all'interno dell'ambiente scolastico.
Secondo il Codice Civile, "i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza". Questo principio si basa su una presunzione di colpa: se un incidente avviene durante l'orario scolastico, si presume che i supervisori abbiano mancato di prevenire l'evento. Per liberarsi da questa responsabilità, la scuola deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'incidente.
Le scuole, per tutelarsi e garantire protezione agli studenti, devono avere una polizza assicurativa Inail per ogni alunno. Questa assicurazione copre le richieste di risarcimento avanzate dai genitori o dai tutori in caso di infortunio.
Una sentenza della Corte di Cassazione ha approfondito la questione della responsabilità scolastica quando uno studente si ferisce autonomamente durante le attività scolastiche. La decisione sottolinea che, anche se l'infortunio è auto-inflitto, la scuola può essere ritenuta responsabile se non ha garantito una supervisione adeguata. La responsabilità della scuola rimane finché non prova che l'incidente è stato causato da un evento straordinario e imprevedibile che non avrebbe potuto evitare, nonostante tutte le misure di sicurezza adottate.
La scuola è generalmente considerata responsabile per gli infortuni accaduti durante l'orario scolastico. Anche se un altro soggetto - un compagno di classe, un adulto o lo stesso studente - è il responsabile materiale dell'incidente, l'istituto scolastico ha una responsabilità presunta per non aver garantito un'adeguata vigilanza.
La scuola può evitare di essere ritenuta responsabile solo se riesce a dimostrare che l'incidente è stato causato da un evento straordinario ed eccezionale, completamente imprevedibile e inevitabile. Deve inoltre provare di aver adottato tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli studenti. Se la scuola non riesce a fornire queste prove, sarà tenuta a pagare il risarcimento per i danni subiti dagli studenti.