Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Si può pagare un avvocato solo se vince una causa e in base ad una percentuale prestabilita o è vietato

WhatsApp X Telegram
Cosa prevede la normativa vigente sull’obbligo di pagamento degli avvocati in base all’esito delle cause e gli importi previsti
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Si può pagare un avvocato solo se vince una causa e in base ad una percentuale p

E' possibile pagare l'avvocato solo se vince la causa?

Stando a quanto previsto dalla normativa vigente, a prescindere dall'esito di una casa legale, civile o penale che sia, gli avvocati hanno sempre diritto a ricevere il pagamento del compenso pattuito con il proprio cliente al momento dell'affidamento della causa stessa.

L’avvocato si paga solo se si vince una causa? Quando si ha bisogno di un avvocato per affrontare una causa legale, civile o penale che sia, è sempre necessario valutare il professionista a cui affidarsi per accrescere le possibilità di vittoria. 

Bisognerebbe considerare la sua età, e di conseguenza l’esperienza maturata sul campo, come se ne parla, la percentuale di vittorie conseguite, la parcella generalmente richiesta ma anche il modo in cui si pone, la schiettezza, la trasparenza.

Si tratta di doti molto importanti negli avvocati, perché permettono di instaurare con loro un rapporto più o meno di fiducia. 

Una volta scelto l’avvocato, arriva il momento di pensare ai pagamenti, sempre tasto dolente dei professionisti. 

  • Si può pagare un avvocato solo se vince una causa 
  • Quanto si deve pagare un avvocato

Si può pagare un avvocato solo se vince una causa 

Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, non è possibile pagare un avvocato solo se si vince una causa e si ha un esito positivo.

Il pagamento è sempre dovuto, anche se perde una causa, perché ‘ripaga’ comunque dell’impegno, della professionalità, del tempo impiegato e del lavoro svolto dal professionista. 

Anche se una sentenza della Corte di Cassazione, la n.4781 del 26/02/2013, aveva stabilito che l’avvocato avesse diritto al compenso solo nei casi di vittoria e non ne avesse se l’attività si rivelasse totalmente infruttuosa, in realtà la legge ribadisce la natura dell’obbligazione dell’avvocato.

Tuttavia, esistono anche limiti precisi alla possibilità di pagare l’avvocato in base alla vittoria di una causa. 

Sempre secondo la Cassazione (ordinanza n. 6792/2024), si può pagare un avvocato solo se vince una causa esclusivamente se ne viene riportato in forma scritta un relativo accordo, dimostrato dal cliente e inopponibile.

In caso contrario, gli avvocati devono sempre essere pagati.

Quanto si deve pagare un avvocato

Il compenso per la parcella di un avvocato non è più prestabilita dalla legge e da apposite tariffe professionali.

Possono, infatti, deciderla le parti e stabilire se pagare a ore, a udienze o à forfait e il relativo importo. 

Solitamente, la parcella dell’avvocato si paga nel momento in cui il professionista la compila, ma è possibile trovare anche un accordo alternativo, per esempio per una eventuale rateizzazione.

Questo dipende dalla liberalizzazione delle tariffe degli avvocati, che ha cancellato i minimi tariffari.

Gli avvocati possono, dunque, concordare la parcella con il proprio cliente, di qualsiasi costo si parli, a condizione di riportare il tutto su un preventivo scritto al momento del conferimento del mandato.

In mancanza di un preventivo scritto e senza accordo tra le parti, l’importo del compenso dovuto al professionista viene stabilito dal giudice. 

Dunque, per riassumere, quando si conferisce un mandato a un avvocato, il professionista fa un preventivo con la sua parcella.

Il costo è variabile e oggi non esistono più dei tariffari fissi e, inoltre, si dovranno comunque sostenere delle spese stabilite dal giudice di competenza.
 

Per approfondire