Incentivi tornano per auto. Per chi, quali auto e quelli già in essere

L'accordo tra le due forze politiche prevede che il contributo concesso per l'acquisto di un nuovo veicolo ibrido o elettrico rappresenti solo il primo passo.

Incentivi tornano per auto. Per chi, qua

Incentivi per l'acquisto di auto elettriche


Tornano gli incentivi per le auto. Vediamo quali sono quelli che dovrebbero arrivare per quali modelli e qualli che sono già, invece, in vigore perchè alcuni lo sono già tra regionali (soprattutto auto ibride, elettriche, ma non solo) e anche degli stessi privati.
 

Idee chiare su auto elettriche, trasporti e infrastrutture da parti di Movimento 5 Stelle e Lega che dedicano ampio spazio nella versione finale del contratto di governo. Il concetto di base è chiaro: meno veicoli alimentati a benzina e diesel e più mezzi elettrici, meno inquinamento ambientale e più mobilità sostenibile. Come raggiungere questo obiettivo? Incentivando l'acquisto di un nuovo veicolo ibrido o elettrico attraverso lo strumento della rottamazione ovvero di quella che viene definita la vendita di un mezzo con motore endotermico o per interventi di retrofit per veicoli a combustione interna. Ed è la prima volta che un governo (o un governo in via di formazione) si esprime così chiaramente su questo punto.

Incentivi per l'acquisto di auto elettriche

L'accordo tra le due forze politiche prevede che il contributo concesso per l'acquisto di un nuovo veicolo ibrido o elettrico, da aggiornare sulla base del tasso di diminuzione dei prezzi internazionali delle vetture elettriche, rappresenti il primo passo per il rafforzamento della presenza sul territorio di un sistema di vendita e dell'infrastruttura di ricarica. Chi insomma è stato finora frenato dal passare a un'auto elettrica per timore dell'assenza di stazione di ricarica deve entrare nell'ordine dell'idea dell'esistenza di un sistema di causa ed effetto. In buona sostanza, a un maggior numero di auto alimentate elettricamente dovrà per forza seguire la creazione di un maggior numero di punti per la ricarica.

Di più: nel contratto si legge come sia necessario introdurre o sperimentare anche altre azioni di accompagnamento, come premi e incentivi per chi utilizza mezzi a basse emissioni, secondo la regola del "chi inquina paga". Viene tirato in ballo il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, in grado di diventare uno strumento per di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative a eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale sia locale e così contribuire allo sviluppo della mobilità elettrica. E viene infine ritenuto necessario concedere spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta.

Auto elettriche sì, ma anche trasporti e infrastrutture

Interessante notare l'attenzione riservata al trasporto ferroviario regionale ed esattamente all'urgenza avvertita dell'ammodernamento e del potenziamento delle linee ferroviarie preesistenti. La ferrovia viena adesso messo al centro del sistema di trasporto ad alta densità perché considerata l'unica soluzione di mobilità sostenibile per le medie e lunghe percorrenze, contribuendo ad alleviare i problemi di congestione dei pendolari, di sicurezza e di pressione ambientale.

Incentivi regionali, qualcosa si muove

Si parla tanto di mobilità sostenibile e di tutela dell'ambiente, ma risulta che finora, la sola provincia italiana a proporre incentivi per l'acquisto di auto elettriche è quella di Bolzano. Gli acquirenti hanno due possibilità di scelta: 4.000 euro per un veicolo elettrico oppure 2.000 euro per un'auto ibrida plug-in. Siamo dunque ancora lontani dal passare dalle parole ai fatti sul fronte dei cambiamenti nell'utilizzo dell'auto privata. Anche se inquinamento, congestione urbana, problemi di parcheggio, di rumore o aumento del prezzo dei carburanti sono tutti elementi a favore di modelli alternativi, la realtà racconta come l'Italia procede a ritmo lento.

L'auto personale sembra essere usata più come uno dei tanti mezzi di trasporto, anziché come mezzo unico ed esclusivo. Lo sanno bene nella provincia di Bolzano, in cui l'incentivo per scegliere una soluzione elettrica passa dalla disponibilità dell'amministrazione provinciale e delle concessionarie che divideranno l'onere dell'incentivo. Stando alle regole approvate, possono accedere ai contributi i residenti in Alto Adige e il veicolo deve essere immatricolato nella Provincia di Bolzano. Il possesso dell'auto sembra una condizione irrinunciabile per la maggioranza degli automobilisti ma le offerte di alcuni costruttori, che propongono la batteria a noleggio, sono indice che i comportamenti stanno cambiando. A poco e poco si sta preferendo l'utilizzo al possesso.

La sfida del veicolo elettrico consiste nel far dialogare settori che non sono abituati a intrattenere rapporti su questo terreno, come le infrastrutture, il mondo delle automobili e quello delle telecomunicazioni. Mettendosi d'accordo, gli operatori possono trasformare il veicolo elettrico nel veicolo del futuro e farlo emergere nell'ambito delle flotte aziendali e delle stazioni di veicoli condivisi, dove il modello economico dell'auto elettrica sembra più adatto. A livello individuale, il valore residuo di un veicolo elettrico, ovvero l'importo che il proprietario può sperare di ottenere dalla futura rivendita, rappresenta il grande punto interrogativo nell'analisi del costo totale di proprietà.

Incentivi privati con sconti per comprar auto elettrica

Una possibilità concreta che l'auto elettrica diventi davvero più vicina e accessibile a tutti in Italia, anche da noi, è la Nissan Leaf di seconda generazione un auto che si potrà provare tra pochissimo nei concessionari, ad un costo che dovrebbe essere realmenrte abbastanza accessibike s pinta nell'uso e nell'acquisto da diversi accordi e alleanze come con Enel. E non è un caso che ci sono già 10mila ordini in Europa.

Nissan sembra più avanti sotto diversi aspetti per l'auto elettrica, in modo particolare per la Nissan Leaf, ma non solo

Due colpi in uno: da una parte quello di favorire la diffusione delle sue auto elettrica Nissan Leaf e Nissan Note e-POWER, dall'altra quella di promuovere la mobilità condivisa. Arriva dal Giappone (lo farà dalla metà del prossimo mese di gennaio) la proposta e-share mobi che si basa su un principio molto semplice e differente da quelli fin qui conosciuti. L'automobilista paga solo l'utilizzo effettivo della vettura ovvero il consumo. Nessuna tariffa mensile fissa per intenderci. 

L'Italia per ora deve "accontentarsi" della nuova generazione della Leaf di Nissan che, ricordiamo, è l'auto 100% elettrica più venduta al mondo. Il produttore giapponese ha raggiunto una intesa con Enel, grazie a cui chi acquisterà la nuova Leaf riceverà due anni di ricarica gratis nelle colonnine pubbliche e il kit per la ricarica nella propria abitazione.  Si tratta senza ombra di dubbio di una interessante forma di incentivo all'utilizzo delle auto elettriche che va al di là dei tradizionali sconti per l'acquisto.

Ed è un grande successo proprio per la Nissan Leaf con 10mila ordini, dopo la presentazione ad Ottobre, in tutta Europa e che arriverà a Febbraio nelle concessionarie italiane da provare e poter così verificare e toccare con mano l'auto elettrica che al momento, come scritto, è la più venduto in assoluta.
E gli ordini vanno così bene che la società giappine ha dato il via all'aumentod ella produzione, in modo particolare nello stabilimento inglese, il principale che servirà le nazioni Ue.

Una singola ricarica della Nissan Leaf sarà di 378 Km e come caratteristiche tecniche ha alcune innovazioni interessanti come e-Pedal che permette attraverso il solo pedale dell'acceleratore di gestire il veicolo interamente ed è presenta nel modello base senza ulteriori costi. E poi altre due tecnologie che aiutano nella guida come il ProPILOT Park per il parcheggio automatico completo e il ProPILOT che mantiene l'auto in mezzo alla corsia e controlla la distanza dl'auto rispetto all'altro veicolo davanti per evitare tamponamenti.

E incentivi con bollo auto ibride ed elettriche o anche normali

Scatta l'esenzione dal pagamento del bollo auto per tre anni in Lombardia (ma ci sono altri casi in altre regioni) per chi decide di rottamare un veicolo inquinante con una nuovo mezzo con un limitato impatto sull'atmosfera. L'iniziativa si inquadra evidentemente nel contesto delle politiche per la difesa della qualità dell'aria e la lotta all'inquinamento atmosferico che a Milano e nell'hinterland è molto avvertita. In parallelo contribuisce al raggiungimento dei valori limite di particolato e di ossidi di azoto in atmosfera, imposti dalla normativa nazionale e comunitaria. Più esattamente, l'azzeramento dell'imposta è previsto se i veicoli rottamati sono di proprietà dell'acquirente o dei componenti del suo nucleo familiare il nuovo veicolo, anche in regime di locazione finanziaria.

Come spiegato dalla stessa amministrazione regionale, le autovetture ad uso privato di cilindrata non superiore a 2.000 cc acquistate, usate o nuove e appartenenti alle classi emissive euro 5 e 6 a benzina, sono esenti dal pagamento della tassa automobilistica purché si sia provveduto alla demolizione di veicolo appartenente alla classe di inquinamento euro 0, 1 se alimentato a benzina oppure euro 0, 1, 2, 3 se alimentato a gasolio. Tutte le operazioni devono necessariamente avvenire nel corso del 2018. A ciascun veicolo demolito può essere associato l’acquisto di una sola autovettura. In aggiunta si segnala il contributo di 90 euro per la demolizione di motocarro, autocarro, autovettura inquinanti e appartenenti alle stesse classi di emissioni.

E la Regione Piemonte propone l'esenzione per i veicoli ibridi fino a 100 kwh di potenza nei primi 5 anni dopo l'immatricolazione. Terminato il quinquennio, il bollo si pagherà solo per la parte del motore a scoppio e mai su quella elettrica. Si tratta dunque di un provvedimento che mira alla promozione della diffusione di mezzi meno inquinanti in un territorio che, soprattutto nel suo capoluogo, presenta elevati livelli di criticità. L'incentivo è un esempio concreto di come possano essere raggiunti due obiettivi con un solo provvedimento.

Cosa succede nelle altre regioni

Sono chiamati a pagare il bollo auto 2018 tutti i proprietari, anche se il veicolo non viene utilizzato. Ci sono alcuni casi in cui è prevista l'esenzione totale o parziale del pagamento del bollo auto. In linea di massima sono previste esenzioni auto per disabili, invalidi e portatori di handicap; per le auto ibride; per auto elettriche; riduzioni per auto alimentate esclusivamente a gpl e metano. A queste si aggiunge la tassa di circolazione ridotta per veicoli storici ultratrentennali a uso proprio o promiscuo. Tuttavia la rotta tracciata è proprio quella di prevedere facilitazioni per chi preferisce vetture ecologiche e con un impatto limitato sull'ambiente, come appunto i veicoli elettrici.

E una seconda decisione importante sempre privata per incentivo alla diffusione

Enel ha deciso di accelerare sul mercato delle auto elettriche e lo fa intervenendo con decisione su uno degli aspetti più delicati ovvero quello della ricarica dei mezzi, strettamente legato alla durata della batteria. Se nel medio periodo l'obiettivo è installare 7.000 colonnine di ricarica entro il 2020, da raddoppiare nei due anni successivi, la stretta attualità passa da un gesto che è anche simbolico: cominciare questo percorso da un autodromo, quello di Vallelunga, che si trova a 40 chilometri da Roma. Proprio qui intende dare una scossa e un segnale al comparto con la creazione del polo tecnologico per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per la mobilità elettrica. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia e si pone come aggregatore di istituti di ricerca e start up che operano nel settore.

L'appuntamento di Vallelunga è stato duque strategico per fare luce sulle strategie di Enel ovvero sulle caratteristiche tecniche delle 7.000 colonnine di ricarica per mezzi elettrici che faranno sentire un po' più al sicuro gli automobilisti italiani. La maggior parte di loro sarà installata nelle aree cittadine, e solo il 20% su autostrade e grandi arterie per i lunghi viaggi. Una scelta non proprio casuale perché una ricerca sulle abitudini degli italiani ha svelato che l'87% degli spostamenti quotidiano ha una percorrenza inferiore ai 60 chilometri. A ogni modo, saranno impiegate

  1. le colonnine Quick da 22 kW nelle aree urbane,
  2. le colonnine Fast (50 kW) e Ultra Fast (150 kW) per la ricarica veloce sulle strade extraurbane.

Si andranno ad aggiungere alle 900 colonnine collegate alla piattaforma cloud Electric Mobility Management con cui gestire in remoto e monitorare l'auto. Le infrastrutture di ricarica sono adesso concentrate nei centri urbani e l'autonomia dei veicoli elettrici è di circa 150 chilometri. A oggi l'Italia è il secondo Paese in Europa per densità di auto circolanti, ma il parco veicoli è tra i più anziani in Europa: una su tre ha circa 10 anni ed è inquinanti

La strategia adottata finora, maggiori costi invece di incentivi

Nel mirino sono adesso finite le auto con alimentazione diesel. Sia l'Italia e sia l'Unione europea stanno studiano misure ad hoc per limitare l'utilizzo perché considerate più inquinanti e dunque dannose per l'ambiente. Dalle nostre parti l'idea di base è legare l'importo del bollo auto all'inquinamento prodotto. Si ricorda che l'imposta si paga per il possesso di una vettura e non per il suo utilizzo: di conseguenza sarebbero coinvolte tutte le auto a prescindere dai chilometri percorsi. A livello europeo, segnala tra l'altro l'entrata in vigore dello standard Wltp (Worldwide harmonized light-duty vehicle test procedure ovvero il ciclo di calcolo armonizzato mondiale) per l'omologazione delle emissioni inquinanti delle automobili. Ma non si tratta dell'unico provvedimento,

Non sarà comunque semplice riuscire a far passare questa misura ovvero l'introduzione del bollo auto progressivo in funzione della quantità di inquinanti emessi nell'ambiente. C'è infatti un fronte contrario secondo cui a rimetterci sarebbero i possessori di vetture più datate, i pensionati ad esempio, ma anche chi non ha la disponibilità economica per sostituire l'auto vecchia con una nuova. Di conseguenza si tratterebbe di un provvedimento iniquo. Attualmente il parametro di riferimento per determinare la somma da pagare è la potenza del veicolo, così come indicata nella carta di circolazione. Per le auto di potenza superiore ai 100 KW o 136 CV il calcolo va effettuato aggiungendo all'importo base moltiplicato per 100 KW o 136 CV i singoli KW eccedenti i 100 o i CV eccedenti i 136 moltiplicati per l'importo unitario. Non tutti sono però chiamati a pagare il bollo auto. Tra le esenzioni totali o parziali si segnalano quelle relative a

  1. auto ibride
  2. veicoli storici ultratrentennali
  3. auto per disabili, invalidi e portatori di handicap
  4. auto elettriche
  5. auto alimentate esclusivamente a Gpl e metano

Anche l'Unione Europea

Succede invece che a livello europeo si vuole fare in fretta e viene ipotizzato il divieto di vendere auto e moto con alimentazione a combustibile fossile dal 2040 e in parallello l'incentivo a una maggiore mobilità sostenibile. Ma non si tratta dell'unica idea allo studio poiché si valutano anche

  1. la previsione di tariffe di parcheggio differenziate
  2. finanziamenti per il trasporto pubblico locale
  3. incentivi per la diffusione di veicoli elettrici e piste ciclabili
  4. l'alimentazione dei pullman con combustibili alternativi
  5. il congelamento dei mezzi a combustione interna

Ma è presto per parlare di addio ai motori diesel. Per almeno due motivi: come metterla con le accise sul carburante, preziose soprattutto in Italia? Come contenere l'impatto occupazionale sull'industria automotive? Cambiano poi le norme e le modalità di effettuazione dei test per gli autoveicoli omologati dopo con importanti risultati di cui si potrà usufruire a breve e medio termine. Per effetto della stretta sulle emissioni che è contenuta nelle nuove norme europee, a partire dal 2020 dallo scarico dei diesel e dei motori benzina a iniezione diretta Cdi non uscirà in pratica più particolato, uno dei nemici più temibili dell'apparato respiratorio. Lo ha sottolineato l'Associazione per il controllo delle emissioni tramite catalizzatore, che ha analizzato dettagli e positività delle nuove norme europee Real driving emissions (Rde) che prevedono la misura delle emissioni anche in condizioni reali di guida su strada.

Tra le altre novità ci sono la stretta sugli NOx, misurati su strada e non in laboratorio, e che non potranno superare di 2,1 volte quanto certificato per l'omologazione Euro 6 in vigore attualmente con una ulteriore riduzione a 1,5 volte entro il gennaio 2020. Assieme alle norme Rde, come premesso, sono entrati i vigore anche gli standard Wltp che avvicinano i controlli eseguiti in laboratorio a quelli su strada. Come ribadisce Aecc questa novità servirà a rendere i test più vicini alla realtà dell'uso dell0auto, con maggiori velocità sui banchi prova e durate incrementate.