Daniela Martani, vegani sembrano una setta. E racconto di chi ha provato a diventarlo

L'ex gieffina sarebbe stata delegittimata ovvero accusata di non essere rappresentativa del movimento vegano, di non amare gli animali e di aver fatto soltanto del male.

Daniela Martani, vegani sembrano una set

Il duro attacco di Daniela Martani


Una sfogo contro i Vegani, che l'avrebbero attaccata in maniera molto forte per un pezzo di torta, almeno secondo quello che raccontana Daniele Martani. Ma anche il racconto di chi ha provato a vivere come un vegano e cosa ne pensano gli italiani secondo alcuni sondaggi sui vegani e i vari regimi e abitudini alimentari.
 

La sua popolarità è legata alla partecipazione al Grande Fratello e a qualche manifestazione pubblica di protesta in occasione del periodo di crisi più nera di Alitalia. Perché Daniela Martani è stata anche una hostess della compagnia di bandiera. Adesso conquista gli onori delle cronache perché lei, da vegana, accusa proprio i vegani. E non le manda certo a dire perché li etichetta come una setta: o sei con loro in tutto e per tutto o sei fuori e diventi una nemica da combattere. La ragione di questo esternazione va ricercata in un litigio che ha presto toccato punte al limite del paradosso. Stando infatti a quanto raccontato da Daniela Martani, per aver mangiato una fetta di torta è stata etichettata come assassina.

Il duro attacco di Daniela Martani: considerata un'assassina

L'occasione per esprimere la sua posizione le è stata concessa da ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano. C'è innanzitutto la sua ricostruzione dei fatti. L'ex concorrente della trasmissione televisiva Grande Fratello ha ricordato come tutto sia avvenuto in occasione del compleanno di suo fratello, dove ha mangiato una fetta di torta con la panna e dunque fatta con il latte. Da lì, il durissimo attaccato subito dai vegani che le avrebbero dato dell'assassina e invitata a mangiare anche il prosciutto, perché in fin dei conti non cambierebbe un granché.

Quindi sarebbe stata delegittimata ovvero accusata di non essere rappresentativa del movimento vegano, di non amare gli animali e di aver fatto soltanto del male. Martani si difende argomentando di non voler rappresentare nessuno ma solo se stessa. Da qui l'impressione che il mondo vegano sia una grande setta di cui non vuole fare parte perché "non mi devo sentire puntare il dito contro se decido di sgarrare per un giorno. Non posso avere gli inquisitori contro se un giorno succede che per qualche motivo sgarro". Un concetto che fa evidentemente a pugni con la filosofia dei vegani integralisti, secondo cui ogni sgarro rappresenta una concessione non accettabile.

E adesso è ancora vegana?

E adesso Daniela Martani è ancora vegana? Innanzitutto una premessa e una precisazione. La premessa è che da 5 anni è vegana ovvero ha scelto di seguire questo stile di vita e alimentare. La precisazione è che ha dichiarato il suo pentimento per aver assaggiato una fetta di torta perché "dietro agli allevamenti da latte c'è una grande violenza". A suo dire il latte è veleno, anche perché subito dopo aver mangiato la fetta di torta le sarebbero spuntati alcuni brufoli. In ogni caso, ha affermato di non voler più utilizzare il termine vegano anche se non continuerà a eliminare tutti i cibi che derivano da animali.

Meno vegani, più vegetariani

C'è un'antipatia sotterranea tra vegani e non vegani. Nella nuova indagine Eurispes emerge chiaramente come per un italiano su cinque sono fanatici coloro che seguono un regime alimentare senza il consumo di carne, pesce e prodotti derivati dagli animali, come latte e uova. Ma in realtà c'è anche un altro dato da tenere in considerazione: per la prima volta si registra un calo del numero di vegani in Italia: -0,9% rispetto allo scorso anno. Si tratta di una interruzione del trend costantemente in ascesa degli ultimi tempi. Moda passeggera che sta venendo meno o, più semplicemente, fine della sperimentazione di nuove diete da parte degli italiani. E c'è anche un altro dato che balza subito all'occhio: se i vegani sono in calo non lo sono i vegetariani. Nel giro di un anno solo aumentati dal 4,6% al 6,2% secondo il nuovo rapporto Eurispes 2018.

Questo spostamento da vegani e vegetariani può essere spiegato anche da un'alternanza tra un regime alimentare e un altro, con tanto di deroga alle motivazioni di carattere etico. Ma c'è anche chi lamenta difficoltà a trovare alimenti totalmente vegani sopratutto per merende e spuntini. Perché poi, si sa, non si mangia solo a pranzo e a cena. E perché si sceglie una dieta vegana? Le ragioni sono tante, stando all'analisi Eurispes, tra chi si dice convinto degli effetti positivi sulla salute della persona e chi lo fa per rispetto nei confronti degli animali, chi come filosofia di vita e chi per mangiare meno e meglio. Pochi tirano in ballo le ripercussioni positive sull'ambiente o la semplicità curiosità.

Negli ultimi 5 anni, il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con quote fra il 7 e l'8%. Ma c'è appunto quell'italiano su cinque che considera fanatico o integralista i vegani. In ogni caso, le motivazioni alla base delle scelte dei vegani sono più profonde e ragionate, quasi più convinte, rispetto a quelle che muovono i seguaci di altri stili, come i crudisti e i fruttariani.

Vegani vs carnivori

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Giampaolo Maloberti, a capo del consorzio dei macellai e degli allevatori "La Carne che Piace". Il suo pensiero è chiaro: ben vengano i vegani, ma perché denigrare chi sceglie un'alimentazione onnivora? Di più, Maloberti parla di nuove dottrine alimentari che cancellano la tradizione gastronomica dei territori italiani e l'indotto di famiglie. Ma sono soprattutto le parole sulla caccia ad aver scatenato un putiferio perché - argomenta - se regolamentata e controllata, può definirsi una ricchezza. Di parere completamente opposto Mario Berveglieri, medico pediatra specializzato in Scienza dell'alimentazione, le ragioni sono chiare. A suo dire, le linee guida internazionali classificano le diete vegetali come salutari, anche nei bambini. Se un piccolo viene alimentato con una dieta vegana adeguata e bilanciata, non solo non andrà incontro a carenze, ma riscontrerà numerosi benefici in termini di salute.

Dieta vegana: gli inizi

Di esperimenti come questo ovvero dei tentativi si vivere senza carne e formaggi con una dieta vegana, ne abbiamo visti tanti. Ma ogni volta c'è un interessante spunto di interesse che, nel caso della giornalista di Patti Chiari, deriva anche dalla scoperta di ristoranti disorganizzati e della proposizione di prodotti poco sani. Insomma, tre mesi di dieta senza prodotti animali e e derivati sono stati utili alla giornalista Chiara Camponovo per arrivare alle prime conclusioni, raccontate anche alla trasmissione Patti Chiari della rete ticinese RSI. In quanti tra i vegani si trovano nella stessa situazione? E quanti tra chi è intenzionato ad avvicinarsi a questo regime alimentare, teme di rimanere ingabbiati nello stesso vicolo cieco? Fino a che punto queste valutazioni sono condivise? In linea di massima, chi decide di passare a una dieta vegana lo fa per gradi, con una consapevolezza crescente nel tempo.

Succede allora che i primi passi sono quelli più semplici, quasi di conoscenza. Anziché dire addio in maniera drastica e violenta a carni e formaggi, si comincia con le bevande. Anziché il latte di capra o di mucca si passa a quello di soia o di riso ovvero a quelli di origine vegetale. Naturalmente si abbandonano le cotolette e le salsicce di carne per introdurre quelle di soia, che nella maggior parte dei casi mantengono la stessa denominazione. Stessa cosa per le mozzarelle (di riso). Il punto è che non è affatto così scontato che i prodotti vegani siano migliori e salutari. Anzi, possono contenere anche una maggiore quantità di grassi o zuccheri. O, ancora peggio non disporre di tutte quelle proteine di cui si vantano. Ciliegina sulla torta, alcuni additivi possono essere di origine animale.

I paradossi del ristorante

E il tutto, particolare di primaria importanza, spendendo una cifra ben maggiore (se non il doppio) rispetto agli alimenti di provenienza animale. Naturalmente occorrono le dovute distinzione e non per tutti i prodotti vegani lo scenario è così catastrofico. Ma purtroppo non si tratta neanche di casi isolati. Cosa fare? Affidarsi nella scelta dei prodotti per vegani a quelli certificati. E non va molto meglio al ristorante, dove è facile scontrarsi con la scarsa conoscenza dei piatti da parte dei camerieri o, più in generale, con la poca attenzione nei confronti della scelt vegana, sia essa per ragioni etiche o di salute. tutto il contrario di quanto ad esempio accade con i consumatori allergici e intolleranti. O soggetti allergici sono infatti tutelati dall'obbligo di indicare gli allergeni sul menu.

La verità degli esami del sangue

E cosa hanno rivelato gli esami del sangue dopo tre mesi di dieta vegana? L'aspetto positivo è il calo dei livelli di colesterolo cattivo e buono. Quello negativo è il contestuale calo dei valori di vitamina B12, indispensabile per evitare gravi anemie e disturbi neurologici, e dunque da integrare. Sulla dieta vegana si sono confrontati il presidente della Società di nutrizione svizzera e una nutrizionista vegana presso l'Ospedale Sacco di Milano con conclusioni non proprio concordi.

Ulteriore riflessioni, le varie diete ed estremismi stanno distruggendo il nostro corpo

La questione non è nuova e tra onnivori da una parte e vegani e vegetariani dall'altra si combatte una battaglia senza esclusione di colpi. Da una parte c'è chi, come gli onnivori, si dicono convinti come il corpo abbia bisogno di un regime alimentare completo e vario che passi anche dalla carne e da prodotti di origine animale, come carne e uova, senza che si faccia ricorso a sostituti. Dall'altra parte, i vegani aggiungono anche ragioni di carattere etico per giustificare il mancato consumo di alimenti di derivazione animale. E su entrambi i versanti si moltiplicano le opinioni e gli studi a sostegno delle proprie convinzioni. Come quelle per nulla concilianti espresse da Melania Rizzoli sul quotidiano Libero.

A detta di Melania Rizzoli sono diverse le ragioni per cui non si può rinunciare a una dieta onnivora che contempli anche la carne. Innanzitutto la storia dell'uomo, differente da quella degli animali. L'evoluzione dell'uomo, viene fatta notare, non passa da privazioni o da esclusioni di alimenti. In seconda battuta, l'indice è puntato contro il consumo eccessivo di soia. Essendo carica di isoflavoni, rischia di avere effetti deleteri sulla quantità e la qualità dello sperma nell'uomo. Di più, scrive, la continua assunzione di fitoestrogeni favorirebbe "la proliferazione e la crescita dei tumori nelle donne in menopausa con familiarità di cancro al seno".

Il suo suggerimento è di stare lontani da quelli che definisce gli estremismi e le mode del momento. Come dire, seguire le cosiddette mode dietetiche può quindi provocare molti problemi e scompensi al metabolismo. Perfino la presunta intolleranza al glutine (non per tutti, naturalmente, in quanto c'è chi soffre realmente di celiachia) perché espone a carenza di oligoelementi e di vitamine, aggravando i rischi cardiovascolari e l'esposizione alle tossine. Ma le perplessità sono anche nei confronti di

  1. dieta a zona
  2. dieta aglicidica
  3. dieta del gruppo sanguigno
  4. dieta del limone
  5. dieta del minestrone
  6. dieta del riso
  7. dieta del supermetabolismo
  8. dieta gluten-free
  9. dieta detox
  10. dieta dukan