Mutui, chi può chiedere rimborso per tassi Euribor truccati. Tanti processi al via, ma ostruzionismo

Il problema principale è che a distanza di oltre due anni, la decisione della direzione generale Concorrenza della Commissione europea tarda ad arrivare.

Mutui, chi può chiedere rimborso per tas

Attenzione ai mutui con il trucco


Molti italiani possono richiedere per i tassi Euribor truccati, secondo una interpretazione anchell'Unione Europea, rimborsi. E ci sono anche ricorsi già in tribunale proprio per questi rimborsi. Ma la situazione non appare semplice al momento.

Attenzione ai mutui con il trucco. Succede infatti che la direzione generale Concorrenza della Commissione europea non ha ancora pubblicato il dispositivo della decisione sul caso Euribor che ha visto tra i protagonisti i maggiori gruppi finanziari europei e internazionali, accusati di manipolazione. Tanto per capirci, si tratta di nomi come Crédit Agricole, Hsbc e Jp Morgan Chase. E il tutto mentre in tribunale si attendono ancora le istanze di molti risparmiatori. I 200 ricorsi esistenti in Italia sono contro le banche nazionali che hanno praticato ai clienti valori basati su un parametro alterato. Non potevano saperlo e quindi poi toccherà agli istituti nazionali rivalersi eventualmente sui big che facevano parte del cartello. Insomma, una situazione piuttosto intricata, rispetto a cui c'è già chi parla del giallo dei tassi truccati.

Attenzione ai mutui con il trucco

L'Antitrust europeo aveva multato i gruppi finanziari europei ed internazionali con l'accusa di aver formato un cartello per manipolare alcuni derivati decisivi per la formazione dei tassi di mercato in euro. E l'accordo avrebbe inciso soprattutto sull'Euribor, altrettanto decisivo nella formazione dell'importo della rata del mutuo a carico dei clienti. Alla fine dei giochi, sono proprio loro le figure danneggiate e quelle per cui gli organismi europei si sono mossi per accertare le responsabilità sulla base delle loro competenze. Famiglie e imprese indebitate i cui interessi passivi erano agganciati all'Euribor, manipolato secondo l'Antitrust europeo

Manca ancora il testo della condanna

Considerando i nomi in gioco (la maggiore banca americana, la maggiore banca britannica e una delle tre grandi banche francesi), è lecito immaginare il coinvolgimento di un numero numero enorme di contraenti di mutui e finanziamenti in tutta Europa, Italia inclusa (circa 200, soprattutto a Milano, Roma, in Sardegna, a Bergamo e a Brescia). Senza considerare che le varie Barclays, Deutsche Bank, Société Générale e Royal Bank of Scotland hanno accettato una transazione per la riduzione delle loro condanne. E non sorprende allora che siano stati depositati centinaia di ricorsi di consumatori con la richiesta di rimborsi degli interessi passivi in più versati indebitamente. Il ritorno dei prestiti casa è testimoniato dall'andamento dei mutui erogati negli ultimi anni per l'acquisto di abitazioni in Italia:

  1. 2007: 344.610 mutui erogati per la casa
  2. 2008: 272.777 mutui erogati per la casa
  3. 2009: 242.544 mutui erogati per la casa
  4. 2010: 265.439 mutui erogati per la casa
  5. 2011: 253.405 mutui erogati per la casa
  6. 2012: 155.466 mutui erogati per la casa
  7. 2013: 143.572 mutui erogati per la casa
  8. 2014: 161.842 mutui erogati per la casa
  9. 2015: 195.350 mutui erogati per la casa
  10. 2016: 246.182 mutui erogati per la casa
  11. 2017: 259.095 mutui erogati per la casa

E allo stesso temo si registra il balletto ovvero l'andamento dell'Euribor a tre mesi (il tasso dei prestiti interbancari in Europa, che rappresenta la base di tutti gli interessi applicati poi dalle banche su mutui e prestiti indicizzati alla clientela), dal 3,94% registrato nel 2007 fino ad arrivare al 5,06% poco dopo, al -0,33% attuale. Il problema principale è che a distanza di oltre due anni, la decisione della direzione generale Concorrenza della Commissione europea tarda ad arrivare.

Facciamo un passo indietro...

Si può chiedere risarcimento alla propria banca per i tassi dei mutui applicati se contenevano un riferimento, o meglio si basavano sull'Euribor o anche solo su una parte di esso. Lo si può fare basandosi sulla sentenza della Commissione Europea e di altre nazionali che stanno arrivando. Ma non lo si può fare per tutti gli anni e per tutte le banche. Ogni caso come sempre va esaminato nei dettagli.

Finalmente dopo anni, è stata pubblicata la sentenza del 2013, precisamente del 3 dicembre 2013, At 39914 che indica, seppur non esplicitamente che i cittadini che hanno contratti mutui basati sull'Eurbor hanno diritto al risarcimento.
E lo hanno per due motivi. Il primo è quello che ogni contratto di prestito deve avere un tasso di interesse ben determinato. Mentre l'Euribor che segue le oscillazione dei mercati non lo è. E già questo è un primo motivo di risacimento per l' art. 117 T.U.B e di invalidità del cotratto.
Il secondo che interessa solo, però, i mutui stipulati dal 2005 al 2009, è basato sul fatto che la stessa Commissione Europea nella stessa sentenza dopo lungo indagine ha confermato che quattro tra le principali banche europee manipolavano l'euribor a loro favore.
QUste quattro banche sono state condannate a 1,7 miliardi di multa, ma ora stanno iniziando anche le cause a livello nazionale dei singoli cittadini

E c'è un primo caso italiano....

Vi è un primo caso italiano del tribunale di Nocera Inferiore che seppur non ancora definitiva e preliminare indica come è necessaio procedere con l'sitruttoria dopo la denuncia e la richiesta di un processo per causa di un risarcimento di un cittadino per un mutuo contratto con una banca proprio facendo riferimento alla sentenza del 2013 della Commissione Europea.

A questo punto, inizierà il processo a cui ne potrebbe seguire diversi anni. E noi ovviamente vi terremo aggiornati sul suo esito finale.

E gli scandali ci sono già

Sono tre le banche oggetto della multa per anatocismo da parte dell’Antitrust. Un provvedimento atteso dalle tante realtà civiche nate in questi anni per denunciare una pratica disdicevole, quella dell’anatocismo per l’appunto, ovvero l’applicazione degli interessi sugli interessi a debito, che tanti problemi ha creato ai consumatori italiani. La multa comminata dall’Antitrust, che in totale ammonta a ben 11 milioni di euro, inizia a fare chiarezza anche dal punto di vista normativo visto e considerato che le banche, in questi anni, hanno approfittato di un contesto in evoluzione che consente l’applicazione dell’anatocismo solo ed esclusivamente per gli interessi che il cliente autorizzi preventivamente ad addebitare sul conto corrente.

E invece, secondo quanto accertato dall’Antitrust, gli istituti di credito hanno deragliato dai binari della correttezza spingendo, attraverso comunicazioni parziali e non corrette, i clienti a rilasciare le autorizzazioni all’addebito in conto corrente. Facendo credere che questo iter fosse la prassi da seguire, ha spinto i clienti a concedere l’autorizzazione. In pratica l'Antitrust contesta questo metodo perché sottintende che la pratica utilizzata per convincere i clienti non è assolutamente regolare. Anche perché le conseguenze della scelta sul fronte del conteggio degli interessi sui debitori non venivano mostrate agli stessi.

Sono tre le banche che hanno ricevuto la multa la parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per anatocismo la sgradevole pratica dell’applicazione degli interessi sugli interessi a debito che comporta l’istruzione delle sanzioni in oggetto. Una pratica che va a danno dei consumatori costretti quindi ingiustamente a pagare soldi non dovuti. E sono tanti i movimenti civici nati in questi anni con il preciso scopo di denunciare il ricorso all’anatocismo da parte di diversi istituti di credito. Le tre banche che sono state oggetto di questo provvedimento sono UniCredit, Banca Nazionale del Lavoro e Intesa San Paolo. Le cifre da pagare sono rispettivamente di cinque, quattro e due milioni di euro per un totale di undici milioni da versare nelle casse dell’erario. La motivazione del provvedimento preso dall’Antitrust è che le tre banche hanno adottato condotte aggressive volto all’applicazione dell’anatocismo bancario.

Tali condotte sono state poste in essere in un quadro normativo in evoluzione che attualmente ne consente l’applicazione solo ed esclusivamente per gli interessi che il cliente autorizzi preventivamente ad addebitare sul conto corrente. Tale strategia è stata sostenuta da varie azioni finalizzate all’acquisizione delle autorizzazioni da parte della clientela che ancora non aveva effettuato la scelta, attraverso sollecitazioni e monitoraggio da parte della rete e delle funzioni/strutture interne coinvolte, sia sui canali fisici, sia sull’internet banking.

Ecco spiegate in breve le motivazioni che hanno spinto l’Antitrust a comminare la multa i tre istituti di credito. Una multa che ammonta complessivamente a ben 11 milioni di euro. Le banche, nell’adottare queste politiche aziendali, hanno fornito informazioni non attinenti al vero, o quanto meno parziali, volte cioè a scoraggiare, evidenziando solo gli effetti negativi che si sarebbero manifestati in caso di pagamento non effettuato degli interessi di mora e la conseguente iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori. Inoltre nelle informative non si accennava minimamente a quello che sarebbe successo in seguito all’autorizzazione connesse con l’applicazione di interessi anatocistici.

L’Autorità ha dunque ritenuto scorrette le modalità utilizzate per ottenere le necessarie autorizzazioni dai clienti condizionati a prendere decisioni che non avrebbero altrimenti preso in considerazione dell’applicazione, in caso di addebito degli interessi in conto, dell’anatocismo bancario. Nel corso dell’istruttoria sono stati svolti accertamenti ispettivi con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.