Coronavirus rimane 3 ore nei luoghi chiusi. Cosa si deve fare in casa

di Marianna Quatraro pubblicato il
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La vita del coronavirus in ambienti piccoli e chiusi: quanto rimane secondo nuovo studio statunitense. I consigli per una casa pulita

Lavarsi spesso le mani per almeno 20 secondi con sapone o, in alterativa, usare gel a base alcolica per igienizzarle e pulire le superfici con prodotti a base di alcol e disinfettanti: sono queste alcune delle regole fondamentali dettate per evitare la diffusione del contagio da coronavirus che ormai da settimane vengono consigliate.

Ci sono state fino ad oggi informazioni, teorie, ipotesi sulla sopravvivenza del virus su superfici, vestiti, strada e ad oggi le ultime notizie parlano invece del ciclo di vita del virus. Secondo un team di virologi americani, infatti, bisogna prestare attenzione ai luoghi chiusi. Quanto sopravvive il coronavirus in ambienti chiusi?

Coronavirus rimane 3 ore nei luoghi chiusi secondo nuovo studio

Stando a quanto riportato da Repubblica, da uno studio condotto da alcuni scienziati del laboratorio di virologia del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, l'Istituto americano per le malattie infettive, e pubblicato sul New England Journal of Medicine, una rivista scientifica, il coronavirus vivrebbe nei luoghi chiusi fino a tre ore.

Il risultato cui sono giunti gli studiosi è stato confermato dopo aver spruzzato in aerosol in condizioni di laboratorio il coronavirus e ciò che ne è emerso è che tra il momento in cui viene spruzzato e il termine delle tre ore la sua quantità si riduce ma il virus non scompare del tutto, continua a sopravvivere, per calore e umidità.

Ciò significa che, a differenza di altri virus che si trasmettono da una persona all'altra con le goccioline (droplets) tramite tosse o starnuti o anche semplicemente parlando, il Covid-19 non muore in pochi secondi.

Si tratta di una novità da tenere bene a mente, e per agire di conseguenza, se un membro della famiglia risulta positivo al coronavirus; quando si deve prendere un ascensore, dove è consigliato entrare uno per volta perché altrimenti non si può rispettare la distanza di sicurezza di un metro; per la pulizia di condutture o anche degli impianti di condotti di aereazione degli ospedali stessi, dove si concentrano molti malati, come sottolineato dal professore di Igiene al San Raffaele di Milano, Carlo Signorelli.

Coronavirus rimane 3 ore nei luoghi chiusi e cosa fare in casa

Se il coronavirus rimane per tre ore nei luoghi chiusi, cosa si può e deve fare in casa? In virtù dei risultati di questo nuovo studio, ma come già si consigliava a prescindere, Carlo Federico Perno, virologo dell'università di Milano, consiglia di aprire sempre le finestre quando ci si trova in luoghi chiusi. Si tratta di un consiglio e di una buona norma quotidiana che bisogna rispettare anche e soprattutto i casa proprio. Fare arieggiare gli ambienti è sempre un’ottima abitudine per il riciclo dell’aria interna.

Ma non solo: per evitare che il virus possa entrare in casa nostra e sopravviverci, vi sono alcune regole da seguire in casa che prevedono:

  • costante pulizia delle superfici con prodotti a base di alcol o candeggina e disinfettanti;
  • lavare i pavimenti (e in tal caso vano benissimo i classici detergenti per i pavimenti);
  • passare eventualmente l’aspirapolvere quotidianamente;
  • disinfettare maniglie o altre superfici come tastiera del computer o smartphone (e basta in tal caso semplicemente un panno di carta da passare sulle superfici e da buttare subito dopo averlo passato), se si esce però di frequente o, nei casi di persone che stanno rimanendo in casa, quando si va magari a fare la spesa e si ritorna a casa;
  • togliersi le scarpe appena si entra in casa, e cercare magari di usare in questo periodo sempre lo stesso paio di scarpe quado si esce.

Per quanto riguarda il capitolo vestiti, il discorso è leggermente diverso. Nonostante ansia e timori per il fatto che il coronavirus possa rimanere su ogni superficie o tessuto, è bene precisare che i vestiti possono eventualmente essere ‘contaminati’ solo e soltanto se si è stati a contatto ravvicinato con persone infette.

Se così è stato, allora per la sterilizzazione dei tessuti bisogna fare lavatrici con temperatura di lavaggio a 90 gradi e preferibilmente con detersivi a base di candeggina.

In caso contrario, per i vestiti normalmente indossati non è richiesto alcun genere di sterilizzazione e si possono lavare in lavatrice ai programmi migliori per i capi da lavare e semplicemente con i classici detersivi per bucati.