Parcheggi disabili sulle strisce blu si paga sì o no. Ultime sentenze Cassazione se gratis

Come funziona la sosta auto sulle strisce blu per i disabili e regole per pagamento: le recenti sentenze della Cassazione e cosa fare

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Le strisce blu in strada in ogni Comune di Italia, da Milano a Napoli, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Perugia, Firenze, Ancora, Bari, Catanzaro, Messina, Palermo, Cosenza, Cagliari, Roma, Pesaro, Pisa, delimitano i posti dove si può parcheggiare la propria auto pagando un apposito tagliando in uno dei relativi totem solitamente posti in strada in prossimità dei parchetti. Esistono regole e leggi precise che disciplinano i parcheggi sulle strisce blu in ogni Comune e per chi non rispetta le relative regole sono previste multe e sanzioni. Vediamo quali sono le regole e leggi attuali per la sosta auto sulle strisce blu per i disabili e cosa dicono le recenti sentenze della Cassazione.

Strisce blu e disabili: quando devono pagare

Stando alle ultime notizie emerse da recenti sentenze della Cassazione, anche i disabili devono il parcheggio sulle strisce blu ad eccezione del caso in cui il posto loro assegnato non fosse occupato. Se, dunque, un parcheggio riservato ai disabili in una data zona è occupato e il disabile parcheggia sulle strisce blu in alternativa allora, dimostrando che il suo posto era occupato, può non pagare la sosta sulle strisce blu. In caso contrario è tenuto a pagare la sosta sulle strisce blu come qualsiasi altro cittadino.

Questa è una delle recenti sentenze dalla Cassazione, espressasi per una vicenda accaduta a Napoli, e contro cui si sono espressi l'Anida (Associazione nazionale italiana diversamente abili), il Comitato Cinzia Fico e la Lega per i diritti degli handicappati onlus perché, hanno spiegato, il disabile che presenta gravi problemi motori deve avere l’assoluto diritto di parcheggiare quanto più vicino possibile al posto da raggiungere, e soprattutto in una città come Napoli, dove i parcheggi riservati ai disabili sono quasi sempre occupati da chi disabile assolutamente non è.

In realtà, stando alle leggi attuali, i singoli Comuni possono decidere a discrezione come comportarsi sulla questione, perché vero che ci sono Comuni in cui gli automobilisti disabili per parcheggiare sulle strisce blu devono pagare ma ci sono anche Comuni in cui i disabili possono parcheggiare sulle strisce blu.

Parcheggi disabili strisce blu: nuova proposta

Per ovviare ad una situazione decisamente scomoda e ingiusta che prevede che anche i disabili abbiano obbligo di esporre il tagliando pagato per la sosta sulle strisce blu, Maria Chiara Gadda, parlamentare PD, ha presentato un disegno di legge, firmato da altri 50 colleghi, per dare la possibilità ai cittadini disabili di non pagare per la sosta auto sulle strisce blu.

Già l’estate scorsa, era stata lanciata una petizione online per chiedere che  in tutti i Comuni italiani i parcheggi diventino gratuiti per le auto dotate di contrassegno disabili e il nuovo Disegno di Legge rafforza la necessità di ottenere per i cittadini con disabilità la garanzia di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu per sostenerli negli spostamenti comodi e agevoli.

Strisce blu: regole per pagare

Per il pagamento della sosta auto sulle strisce blu solitamente i Comuni prevedono l’installazione di parcometri che, previo pagamento, emettono un tagliando da esporre ben visibilmente sul parabrezza della propria auto, in modo che la Polizia locale abbia facile possibilità di vederlo e controllare il tempo della sosta pagata.

Si paga, infatti, in base al tempo della sosta, che può essere di una, due, tre ore o anche più. Ma in alcuni Comuni è anche possibile acquistare abbonamenti per sostare sulle strisce blu. Esistono, infatti, abbonamenti che hanno validità mensile, o anche i 15 giorni o trimestrale, e per avere questo genere di abbonamento basta recarsi presso il Comune di riferimento o presso gli uffici della Pro Loco, con documento di riconoscimento valido, carta di circolazione del veicolo e modulo per la richiesta già compilato. Per chi non rispetta le regole sono previste multe di 41 euro.

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di Marianna Quatraro pubblicato il