In Italia esiste una strada talmente breve che la si percorre in meno di dieci secondi: la sua storia affascinante, la posizione insolita e il suo primato.
Può una strada finire dopo appena due metri? A Bordighera, sulla Riviera ligure di Ponente, esiste una minuscola area di passaggio che viene indicata da anni come la strada più corta d'Italia. Si chiama via dei Mandarini e, più che una strada nel senso comune del termine, assomiglia alla rientranza di un ingresso condominiale. Bastano pochi passi per percorrerla dall'inizio alla fine, tanto che dieci secondi risultano persino abbondanti.
Il primato, però, richiede una precisazione. Non esiste una certificazione nazionale né un censimento completo capace di dimostrare che nessuna delle migliaia di vie, calli e vicoli italiani sia più breve. Via dei Mandarini detiene dunque un record ufficioso, costruito sulla base delle sue dimensioni e diventato nel tempo una curiosità turistica. La sua esistenza, invece, è reale e documentata anche negli atti del Comune di Bordighera.
Via dei Mandarini si trova a Bordighera, comune della provincia di Imperia collocato a pochi chilometri dal confine con la Francia. La località è conosciuta per il clima mite, le ville ottocentesche, i giardini e il lungomare Argentina, una lunga passeggiata pedonale affacciata sul mare.
La strada da record si trova nella zona urbana vicina al litorale e serve un complesso residenziale. Non bisogna immaginare un vicolo medievale stretto tra case antiche o un passaggio scavato nella roccia. Via dei Mandarini appare come una piccola rientranza tra il marciapiede e l'ingresso di una proprietà condominiale.
La sua lunghezza viene generalmente indicata in circa due metri. Alcune ricostruzioni parlano di poco più di tre metri, a seconda dei punti utilizzati per effettuare la misurazione. La differenza nasce dal fatto che non è semplice stabilire dove termini la strada e dove cominci l'area privata interna.
Si tratta di una via condominiale lunga appena due metri e segnala che il curioso primato sarebbe stato scoperto casualmente nel 2010. Non risulta, però, alcuna omologazione da parte del Guinness World Records o di un altro organismo incaricato di certificare il record.
Dieci secondi sono più che sufficienti per attraversare via dei Mandarini. Una persona adulta cammina normalmente a una velocità compresa tra 1,2 e 1,5 metri al secondo: due metri possono quindi essere coperti in meno di due secondi.
La formula dei 10 secondi comprende verosimilmente il tempo necessario per individuare la targa, fermarsi e osservare questa insolita porzione di città. Percorrerla in automobile non avrebbe molto senso, poiché il tratto coincide sostanzialmente con l'accesso a una proprietà residenziale e termina davanti a un cancello.
Il fascino della strada nasce proprio dal contrasto tra il nome ufficiale e le dimensioni. La parola via richiama un percorso capace di collegare luoghi diversi; in questo caso, invece, partenza e arrivo quasi coincidono. Non ci sono incroci, curve, marciapiedi indipendenti o edifici distribuiti lungo il tragitto. L'intero spazio può essere abbracciato con un solo sguardo.
Via dei Mandarini non è stata progettata per conquistare un record. La spiegazione è molto più pratica: il breve tratto serve a individuare e raggiungere l'accesso di un complesso residenziale. Si tratta quindi di una porzione di viabilità nata in relazione all'organizzazione degli immobili e degli ingressi, non di una strada pubblica realizzata per collegare due quartieri.
Definirla costruita può risultare fuorviante. Non emerge un progetto infrastrutturale autonomo con un tracciato di due metri, finanziato e realizzato come si farebbe per una normale strada comunale. Lo spazio ha assunto una propria identità toponomastica perché costituisce l'imbocco di un'area condominiale e permette di associare gli edifici a un indirizzo preciso.
La funzione è dunque anagrafica, postale e amministrativa. Un nome distinto consente di assegnare i numeri civici, registrare correttamente le abitazioni, localizzare le proprietà e rendere riconoscibile l'ingresso ai servizi pubblici, ai corrieri e ai mezzi di soccorso.
Un documento pubblicato dall'amministrazione comunale conferma l'esistenza dell'indirizzo. Nel 2017 il Comune autorizzò la realizzazione di un cancello carrabile e pedonale all'imbocco di via dei Mandarini, in corrispondenza del numero 4.
Non risultano documenti pubblici facilmente reperibili che spieghino l'atto di intitolazione o la data precisa in cui fu scelto il nome. Attribuire la denominazione a una specifica coltivazione presente sul posto senza una prova documentale sarebbe quindi arbitrario.
Il riferimento agli agrumi è comunque coerente con la toponomastica di Bordighera, dove esistono anche via degli Aranci e via degli Agrumi. La città è storicamente legata ai giardini, alle coltivazioni ornamentali e al clima mediterraneo che favorisce palme e alberi da frutto. Via dei Mandarini si inserisce così in un gruppo di nomi botanici utilizzati per identificare diverse aree urbane.
Il nome, molto più lungo dello spazio al quale è assegnato, contribuisce all'effetto paradossale. La targa occupa quasi quanto il percorso che dovrebbe indicare.
Numerosi visitatori sono sorpresi nell’apprendere che la via più breve, di fatto, non si presenta come una strada tradizionale. In realtà, Via degli Agrumi è una significativa rientranza, accessibile dopo il marciapiede, destinata all’ingresso di un complesso condominiale. Si compone di una porzione asfaltata e di un cancello, con una piccola rientranza laterale sulla sinistra, sede di alcuni citofoni. La toponomastica del luogo, pur priva di una celebrazione “formale”, trova comunque spazio nei racconti degli abitanti e nelle cronache locali.
L’origine di questa via è legata all’urbanizzazione avvenuta tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila, periodo durante il quale la necessità di accessi privati e aree di servizio condominiali ha portato alla creazione di spazi ridotti, spesso catalogati come vie secondo i regolamenti comunali. La segnalazione istituzionale, emersa nel 2010 per iniziativa del consigliere Marco Farotto, ha portato all’attenzione pubblica questo esempio emblematico, definendo in modo chiaro le dimensioni e l’unicità del percorso:
Chi visita Bordighera può inserire sul navigatore via dei Mandarini oppure via dei Mandarini 4. Una volta raggiunta la zona, conviene proseguire a piedi e osservare con attenzione gli ingressi condominiali: le dimensioni ridotte rendono facile superarla senza accorgersene.
La visita può essere inserita in un itinerario nel centro di Bordighera, abbinandola al lungomare Argentina, al centro storico di Bordighera Alta, alla chiesa di Sant'Ampelio e ai giardini della città. Non è un'attrazione attrezzata, non dispone di biglietteria o pannelli turistici e richiede soltanto pochi minuti.
Il record di via dei Mandarini resta ufficioso, ma la curiosità urbanistica è autentica. La strada non fu costruita per stupire né per entrare in una classifica: nacque per dare accesso e indirizzo a un complesso residenziale. Sono stati la sua lunghezza quasi inesistente e il confronto con le normali vie cittadine a trasformarla, molti anni dopo, nella strada più corta e fotografata d'Italia.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...