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A chi andrà il controllo del Gruppo Ferretti e le conseguenze per il settore, dipendenti e clienti

di Marcello Tansini pubblicato il
gruppo ferretti da chi sarà comprato?

La competizione per il controllo del Gruppo Ferretti coinvolge nomi di spicco come Kkcg Maritime, Weichai e Bader Nasser Al-Kharafi, con potenziali ricadute sul settore nautico, sui lavoratori e sulla clientela dell'azienda.

Nel panorama della nautica di lusso, il Gruppo Ferretti rappresenta uno degli asset più ambiti e discussi a livello internazionale. La recente intensificazione delle manovre di acquisizione da parte di player di spicco tra Europa, Cina e Medio Oriente ha riacceso i riflettori sulla governance della società con sede a Forlì e sul futuro di un marchio simbolo del Made in Italy. L’evolversi delle strategie azionarie tra gruppi finanziari affermati, investitori istituzionali e nuovi capitali internazionali delinea uno scenario competitivo che va oltre la semplice scalata finanziaria.

Il controllo azionario di Ferretti non riguarda solo quote e numeri: in ballo vi sono temi nevralgici come la capacità di guida del Consiglio di Amministrazione (CDA), il rilancio delle strategie di crescita e l’impatto sui livelli occupazionali e di servizio ai clienti. Le tensioni e gli equilibri tra i vari interlocutori coinvolti, ciascuno con un proprio background e visione industriale, alimentano interrogativi sulle ricadute di questo scontro a livello di governance e su quale identità caratterizzerà la prossima fase della società italiana degli yacht di lusso. L’obiettivo di ogni azionista sembra essere la valorizzazione di un gruppo dalla forte liquidità, dalla solida reputazione internazionale e da un potenziale di espansione ancora inespresso.

Gli attori chiave e le dinamiche dell’acquisizione: Kkcg Maritime, Weichai e Bader Nasser Al-Kharafi

La partita per il controllo del Gruppo Ferretti vede sul campo tre grandi protagonisti, ciascuno sostenuto da asset finanziari e strategie internazionali differenti. Gli equilibri azionari in costante ridefinizione riflettono dinamiche globali tra continenti.

1. Kkcg Maritime, la strategia europea di Komárek

  • Kkcg Maritime, società controllata integralmente dal gruppo europeo Kkcg fondato da Karel Komárek, è attiva in investimenti che accompagnano i processi di innovazione e sviluppo industriale. Lanciando una Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) parziale volontaria a 3,50 euro per azione, Kkcg mira a incrementare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9%. Questo movimento calcolato consente di restare sotto la soglia del 30%, oltre la quale scatta l’obbligo di OPA totalitaria secondo la normativa italiana (art. 106 TUF); al contempo permette di rafforzare la propria influenza nella governance, proponendo nuovi nomi per il CDA nella prossima assemblea.
  • L’offerta, dal valore massimo di 182,5 milioni di euro, incorpora un premio del 21,3% rispetto alle quotazioni precedenti la mossa di Weichai. Kkcg sottolinea di non puntare al delisting e di aver strutturato l’operazione per attrarre l’adesione degli azionisti e assicurare una gestione solida tramite nuove presenze in Consiglio.
  • Le motivazioni dietro questa iniziativa si intrecciano con la critica all’attuale composizione di un CDA a maggioranza asiatica, considerato poco propenso ad azioni espansive su mercati esterni o a impiegare la liquidità in acquisizioni o buyback; sono inoltre evidenti le intenzioni di ridare slancio al brand e favorire una governance più orientata al dialogo europeo-mediterraneo.
2. Weichai, la continuità asiatica
  • Weichai, colosso cinese noto nei settori della meccanica e automotive, controlla la maggioranza relativa di Ferretti dal 2011 e conserva attualmente una quota pari al 38,3%. Le recenti acquisizioni sul mercato sono coincise con l’inizio di un incremento del titolo e con la volontà di consolidare la propria presenza a ridosso della prossima assemblea, tutelando il proprio investimento da scalate esterne aggressive.
  • La strategia di Weichai sembra orientata al mantenimento dello status quo, anche grazie al governo delle principali leve decisionali del CDA (sei membri asiatici su nove) e a una gestione che, pur orientata al rigore finanziario, ha garantito la stabilità negli anni post-crisi senza però imprimere significative accelerazioni allo sviluppo internazionale del brand.
  • Sebbene il gruppo sia stato considerato dal mercato come “non strategico” dalla proprietà, la nuova assertività di Weichai nel mercato azionario evidenzia una prospettiva di medio termine basata su investimenti graduali piuttosto che su repentine trasformazioni di governance e strategia.
3. Bader Nasser Al-Kharafi, la visione del Golfo
  • L’imprenditore kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi, tramite la holding Bnk, ha recentemente acquisito una partecipazione del 3% nel Gruppo Ferretti. Questo ingresso si inserisce in un percorso di diversificazione che punta all’acquisizione di asset di prestigio ed elevata qualità.
  • Le molteplici attività di Bnk Holding, ramificate nei settori industriale, oil & gas, retail e automotive, conferiscono all’investitore medio-orientale una posizione di rilievo nella lista degli stakeholder. Il gruppo può avvalersi di riconosciute competenze nella gestione globale e nell’espansione di marchi internazionali.
  • Al-Kharafi, figura di riferimento anche nei settori della tecnologia e dei servizi finanziari, rappresenta un ponte tra capitali arabi e il mercato del lusso europeo, mirando a proporre Ferretti non solo come marchio di prestigio ma anche come piattaforma industriale votata all’innovazione e all’apertura verso nuovi mercati.
La tabella sottostante sintetizza la situazione delle quote e delle strategie dei principali azionisti:
Azionista % Capitale Origine Strategia dichiarata
Weichai 38,3% Cina Consolidamento e controllo CDA
Kkcg Maritime 14,5%(obiettivo 29,9%) Europa Incremento influenza, rinnovamento CDA
Bader Nasser Al-Kharafi (BNK) 3% Kuwait Diversificazione, crescita internazionale

L’assemblea degli azionisti che si terrà nel mese di maggio sarà il vero banco di prova per definire quale assetto di governance emergerà e, di riflesso, quale peso deterranno i diversi investitori sul futuro indirizzo gestionale e industriale di Ferretti.

Implicazioni per il settore nautico, dipendenti e clienti dopo il cambio di controllo

Il riassetto degli equilibri all’interno del Gruppo Ferretti non è solo una questione di mercato azionario, ma comporta possibili ricadute concrete su più livelli:

  • Settore nautico internazionale: Il nuovo assetto potrebbe influire sulle strategie di internazionalizzazione del marchio, sulla ricerca e sviluppo di soluzioni innovative e sulla valorizzazione del know-how italiano, con impatto diretto sulla competitività del Made in Italy nel comparto degli yacht di lusso.
  • Dipendenti: Un cambiamento nella composizione del CDA potrebbe generare una revisione nell’organizzazione interna, eventuali nuove policy in tema di formazione, crescita professionale e stabilità occupazionale. Gli ultimi anni hanno mostrato quanto la solidità dei rapporti sindacali e la presenza di capitali stabili pesi sulla tranquillità dei lavoratori di un gruppo industriale internazionale.
  • Clienti e mercati di sbocco: Dal punto di vista della clientela, l’eventuale ingresso di nuovi attori con esperienza globale potrebbe offrire nuove opportunità di personalizzazione, servizi e supporto post-vendita, oltre ad ampliare il portafoglio prodotti e la presenza in mercati emergenti o non ancora esplorati. La solidità degli investimenti e la ricerca sulle tecnologie di bordo rappresentano un vantaggio competitivo per la clientela più esigente.
Una nuova governance potrebbe inoltre portare:
  • un rilancio dei piani di acquisizione e partnership industriali (indirizzati verso operatori tecnologici e marchi sinergici);
  • politiche di buyback o sviluppo di nuove gamme attraverso la valorizzazione degli asset e la gestione della considerevole liquidità disponibile;
  • maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tracciabilità delle filiere e all’innovazione green, in linea con le più recenti normative europee (ad es. Regolamento UE 2023/1804 per incentivare pratiche sostenibili nella nautica da diporto).
Resta centrale il tema della trasparenza amministrativa e della comunicazione efficace verso gli stakeholder; una responsabilità che ogni nuova compagine dovrà assumersi per difendere l’attrattività del gruppo, rassicurando sia la forza lavoro italiana sia la clientela internazionale.

In sintesi, l’esito della competizione tra i maggiori azionisti di Ferretti sarà determinante per la traiettoria futura non solo del marchio, ma dell’intero comparto della nautica d’eccellenza. Il rispetto delle normative di riferimento, la tutela dei posti di lavoro, l’innovazione sostenibile e una governance trasparente si confermano i principali indicatori di affidabilità e appeal per gli investitori e per tutti gli attori dell’ecosistema Ferretti.