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Abbiamo visitato TuttoFood 2026, la fiera dell'alimentare: cosa ci ha colpito di più nel nostro viaggio tra gli stand

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

All'interno di TuttoFood 2026, il nostro viaggio tra padiglioni e innovazioni svela prodotti, tendenze, sostenibilità e storie di business che delineano le nuove frontiere del settore alimentare.

Addentrarsi nei padiglioni di Milano Rho durante l'ultimo appuntamento fieristico dedicato al comparto alimentare è stato come immergersi in una mappa globale delle eccellenze agroalimentari. Con uno sguardo esperto alla salute e all'alimentazione, ogni stand si è rivelato un piccolo universo in cui si incontrano innovazione, storia, ricerca di sostenibilità e una straordinaria cura nella selezione delle materie prime.

Ho percepito come ogni produttore, sia italiano che internazionale, punti a stupire buyer, operatori e specialisti del settore con proposte che sanno unire sapere tradizionale e tecnologia. Il mio percorso tra i banchi non è stato soltanto una passeggiata nel gusto, ma un vero e proprio viaggio tra territori, culture e visioni del cibo. Quello che più ha colpito è la vertiginosa complessità dell'offerta: ogni passaggio da un'area all'altra consentiva di cogliere i nuovi paradigmi di consumo e di comprendere come la fiera venga percepita sempre più dai professionisti dell'alimentazione come un osservatorio sul futuro della nutrizione e un crocevia di business e contenuti.

L'esperienza in fiera: layout, padiglioni e incontri tra le icone del food

Già dall'ingresso, la nuova disposizione dei padiglioni mi ha mostrato l'intenzione degli organizzatori di agevolare l'interazione tra i diversi comparti e semplificare i percorsi per i visitatori professionali. In una sequenza quasi narrativa, si è potuto attraversare aree specializzate come Dairy Products, Meat, Grocery, Bakery, e Mixology Experience, spostandosi tra focus tematici e connessioni spontanee. I dieci padiglioni, distribuiti su una superficie aumentata del 15% rispetto alla scorsa edizione, hanno rappresentato non solo l'evoluzione fisica della fiera, ma anche l'espansione del settore. Tra i punti di attrazione:

  • L'Italian Specialty Selection con degustazioni imperdibili di prodotti DOP e IGP
  • La Mixology Experience per esplorare nuove frontiere del beverage pairing
  • Tutto Fruit & Veg, vetrina dedicata a ortofrutta fresca e trasformata
Durante il mio percorso, la varietà dei visitatori ha evidenziato il carattere sempre più internazionale della manifestazione: oltre 5.000 brand, di cui il 30% stranieri, con espositori da 80 Paesi, e una platea di 100.000 professionisti provenienti da ogni continente. L'incontro con icone del food, chef stellati, lievitisti under 30 scelti per le nuove frontiere della panificazione, rappresentanti istituzionali e delegazioni estere, ha posto l'accento sulla multidisciplinarietà del settore, dove dialogano artigianalità, industria, logistica e nuove tecnologie.

In ognuno di questi momenti, dall'assaggio di un formaggio affinato secondo metodi innovativi fino al confronto tra operatori sulla digitalizzazione delle filiere, la visita ha restituito la fotografia di un comparto coeso: unità di intenti, condivisione di valori e aspirazione al miglioramento sono rimasti impressi come tratti distintivi.

I grandi trend della manifestazione: innovazione, sostenibilità e salute alimentare

L'aspetto che più ha catturato la mia attenzione nel corso del percorso riguarda l'accelerazione sui trend più all'avanguardia del settore. La forte spinta verso l'innovazione si riflette nelle numerose proposte plant-based, fermentate e free from. L'alimentazione attenta e responsabile si afferma con soluzioni che coniugano benessere, gusto e valori etici:

  • Sostenibilità e tracciabilità diventano requisiti irrinunciabili per ottenere la fiducia delle nuove tribù nutrizionali emergenti: dalle etichette trasparenti alle filiere corte, fino al packaging eco-friendly.
  • Innovazione di processo: la digitalizzazione della filiera agroalimentare e l'introduzione di tecnologie per la shelf-life prolungata dei prodotti stanno rivoluzionando la sicurezza alimentare e riducendo lo spreco.
  • Salute e nuove esigenze: sempre più spazio a referenze senza lattosio, low carb, alimenti funzionali e superfood arricchiti per sostenere ogni specifica esigenza della popolazione, dai bambini agli anziani, dagli sportivi ai consumatori attenti alle intolleranze.
Non manca una riflessione sulle nuove abitudini alimentari, come raccontano i numeri in crescita del comparto fermentati e il successo della skyr vegetale e degli gnocchi keto. La salute intestinale e il benessere misurabile sono ormai al centro delle strategie di sviluppo, sostenute da ricerche scientifiche e da una domanda di maggiore personalizzazione nutrizionale. Nei dibattiti istituzionali sono stati spesso citati riferimenti alla normativa europea in materia di sicurezza alimentare (Regolamento UE 1169/2011), a conferma della serietà e affidabilità degli operatori presenti.

Lo sguardo si proietta quindi verso un modello di food industry sempre più impegnato su ricerca e sviluppo, dove la competenza trasversale tra produzione, scienza dell'alimentazione e marketing è diventata la chiave per rispondere a un mercato globale, esigente e diversificato.

Focus su prodotti e aree speciali: dal Made in Italy globale al plant-based, mixology e bio

L'analisi dei prodotti e delle aree tematiche più innovative mi ha permesso di mappare gli assi portanti della filiera contemporanea. A dominare lo scenario sono stati, senza ombra di dubbio, sia le eccellenze italiane certificate DOP e IGP che le novità del mondo plant-based, oggi protagoniste non soltanto nell'offerta retail ma anche nel canale food service:

  • Il Made in Italy non è più solo tradizione: dall'arancia rossa al Prosecco per cocktail innovativi, sino ai dessert lactose free e ai prodotti gourmet reinterpretati per rispondere alle richieste dei mercati esteri.
  • I prodotti fermentati, kefir e kombucha in testa, vengono valorizzati da risultati tangibili in termini di benessere e digeribilità.
  • Mixology Experience: pairing inediti tra cucina e beverage, con una proposta che spinge su acque aromatizzate, soft drink artigianali e spirits di nuova concezione, rispecchiando l'interesse per nuove occasioni di consumo.
  • L'area bio, sempre più estesa, propone referenze certificate di alta gamma, che si accompagnano a ingredienti innovativi per la cucina salutistica e una visione circolare della produzione agricola.
Interessante notare la crescita delle sinergie tra produttori nazionali e internazionali, favorendo una contaminazione virtuosa tra sapori, tecnologie e storytelling. In molte aree emerge il racconto di piccoli consorzi che, attraverso la presenza in fiera, riescono a creare filiere corte e partnership strategiche, rendendo accessibile un patrimonio di sapori a una platea globale.

Tutte queste innovazioni rafforzano il concetto di un sistema agroalimentare italiano in dialogo costante con il panorama internazionale, senza mai perdere il legame con identità, autenticità e qualità, le vere leve per affrontare la sfida globale sulla tavola.

Internazionalizzazione e networking: la piattaforma mondiale del food business

I numeri dell'edizione che ho appena vissuta mi hanno confermato come la manifestazione milanese sia ormai diventata un punto di snodo essenziale per l'export, la crescita dei brand e la condivisione di modelli distributivi. Il Buyers Program creato insieme a ICE–Agenzia ha rappresentato una leva commerciale di primaria importanza, con oltre 4.000 top buyer presenti e incontri mirati tra produttori e grandi distributori internazionali:

Paesi rappresentati

80

% espositori stranieri

30%

Visitatori professionali attesi

oltre 100.000

Sup. espositiva

85.000 m2 (+15%)

A dare spessore internazionale è stata anche la presenza di nuove delegazioni da paesi come Algeria, Corea del Sud, India e Uzbekistan, oltre alle conferme di aree già consolidate come l'America Latina e il Nord America. Milano si conferma così hub strategico e piattaforma di networking globale: le collaborazioni tra enti fieristici di Parma, Milano e Colonia consentono di costruire sinergie cross-settoriali, rafforzando il food business attraverso alleanze e una pianificazione degli eventi su base biennale e paneuropea. Le testimonianze raccolte dai buyer internazionali sottolineano la diversità dell'offerta e la capacità di sorprenderli con nuove proposte, un tratto che assicura alla manifestazione una posizione di rilievo sulla scena mondiale.

Eventi, awards e conferenze: protagonisti, incontri e novità da non perdere

Il calendario degli appuntamenti ha rappresentato un elemento di forte attrattività e distintività. Gli oltre 200 convegni ufficiali hanno coperto tutti i temi caldi del comparto, offrendo uno spazio per il confronto tra istituzioni, industria e accademia. Particolare attenzione meritano:

  • Il primo Forum Internazionale della Cucina Italiana, trampolino di lancio per una riflessione sulla cucina italiana come soft power e patrimonio UNESCO
  • Il Food Manifesto, presentato come carta dei valori per orientare la comunità globale
  • Le cerimonie di premiazione tra cui il prestigioso Great Taste in Italy e il Better Future Award, che hanno celebrato eccellenza, innovazione e sostenibilità
  • Convegni su salute, logistica alimentare e digitalizzazione, aree chiave per chi vuole anticipare le nuove esigenze della filiera e dei consumatori
Tra le novità di questa edizione, l'introduzione di show cooking in formato televisivo, contest under 30 focalizzati sulla panificazione e spazi per dj set e degustazioni immersive. L'accesso a workshop tematici e incontri riservati con ricercatori e rappresentanti delle istituzioni ha confermato la struttura poliedrica della fiera, pensata come hub di contenuti e innovazione a beneficio di tutta la filiera.


Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...