L'Italia guida il panorama caseario mondiale, come conferma TasteAtlas, con formaggi d'eccellenza, produzioni d.o.p. e tradizioni artigianali. Classifiche internazionali, innovazione e biodiversit definiscono la forza del comparto.
L’arte della trasformazione del latte è un patrimonio che accomuna generazioni di produttori nel nostro Paese, dando vita a un settore caseario tra i più riconosciuti e apprezzati a livello internazionale. La recente pubblicazione di importanti classifiche mondiali, tra cui quelle curate da TasteAtlas, sottolinea ancora una volta come la produzione italiana mantenga uno standard qualitativo elevatissimo e sappia imporsi anche in un contesto globale sempre più competitivo. I ranking stilati da piattaforme di riferimento nel food celebrano la varietà e la qualità della produzione tricolore: un risultato raggiunto attraverso dedizione, conoscenza tecnica, rispetto della tradizione e una naturale apertura verso l’innovazione. In questo scenario, i nostri formaggi si confermano veri ambasciatori del gusto italiano nel mondo, contribuendo a rafforzare l’identità enogastronomica del nostro territorio e la sua reputazione internazionale.
La premiazione di produttori e specialità casearie italiane nelle classifiche mondiali segnala uno stato di salute eccezionale del comparto. La classifica "Top 100 Cheeses in the World" stilata da TasteAtlas per il periodo 2025–2026 vede una notevole presenza di etichette italiane tra le posizioni di vertice, riconoscendo la capacità distintiva della filiera nazionale. In particolare, oltre alle icone casearie note in ogni continente, emergono aziende di assoluta eccellenza grazie a competenze artigianali tramandate e adattate alle esigenze dei mercati contemporanei.
Fra i protagonisti assoluti si distingue il Caseificio Artigiana, risultato primo tra gli italiani e secondo a livello mondiale, fattore che valorizza sia l’identità produttiva pugliese che la sapienza acquisita nel trattamento della materia prima. La qualità senza compromessi, l’attenzione alle origini del latte, i processi di affinatura e la tutela delle lavorazioni rappresentano asset vincenti.
All’interno della Top 100 internazionale spiccano formaggi come il Parmigiano Reggiano, la Mozzarella di Bufala Campana e la Burrata, simboli del made in Italy enogastronomico. L’Italia si conferma una fucina inesauribile di biodiversità e varietà organolettiche, con una capacità di attrarre sia il pubblico degli intenditori sia quello dei consumatori più curiosi.
Nato a Putignano, in Puglia, il Caseificio Artigiana rappresenta oggi una delle aziende lattiero-casearie più prestigiose nel panorama internazionale. L’impresa si fonda su valori solidi: lavorazione artigianale, latte 100% locale, rispetto del territorio e innovazione intelligente. Con più di 130 dipendenti e due stabilimenti produttivi, Artigiana ha conquistato negli anni un posizionamento d’eccellenza grazie a una crescita costante e a investimenti mirati per rafforzare la produzione e recuperare antiche tecniche di affinatura in grotta.
Il 2025 ha segnato un riconoscimento senza precedenti: la piattaforma TasteAtlas ha inserito il Caseificio Artigiana al secondo posto assoluto tra i migliori produttori mondiali di formaggi e al primo posto tra quelli italiani, una vetrina che valorizza il rapporto inscindibile tra storia, cultura e qualità produttiva pugliese. “Questo risultato è il frutto del lavoro di tutta la nostra squadra, ma anche della cultura artigianale che ci appartiene e che custodiamo con orgoglio ogni giorno”, ha dichiarato il fondatore Francesco D’Ambruoso sottolineando l’importanza della dimensione collettiva della filiera.
Il panorama internazionale del formaggio vede l’Italia protagonista assoluta con prodotti che ormai rappresentano non solo la cultura gastronomica nazionale, ma anche un esempio di qualità per le tavole di tutto il mondo. In testa alla classifica stilata da TasteAtlas per il 2025–2026, il Parmigiano Reggiano si riconferma tra le eccellenze gastronomiche planetarie, celebrato per le sue caratteristiche sensoriali uniche e per la versatilità in cucina. La Mozzarella di Bufala Campana segue da vicino, segno dell’affermazione delle specialità DOP e del valore della filiera bufalina italiana.
Una menzione speciale meritano anche la Burrata, spesso considerata simbolo della raffinatezza pugliese, e specialità come la Stracciatella affumicata e il Caciocavallo Silano, entrambi con punteggi elevatissimi sia nelle graduatorie internazionali che in quelle nazionali.
L’Italia conferma la leadership mondiale nella biodiversità casearia, con un patrimonio di ben 588 formaggi certificati tra Dop, Igp e prodotti agroalimentari tradizionali. Questo dato, emerso dall’analisi Coldiretti diffusa nel 2025, consolida il ruolo del nostro Paese come epicentro della ricchezza produttiva, culturale e organolettica nel settore lattiero-caseario.
Il valore della produzione certificata si attesta a 5,5 miliardi di euro, pari al 60% del totale dei prodotti a denominazione di origine. La cosiddetta Dop Economy costituisce un vero motore della crescita agroalimentare italiana, con Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Mozzarella di Bufala, Pecorino Romano e Gorgonzola tra i top performer.
La filiera comprende circa 24.000 stalle bovine e 110.000 allevamenti di pecore e capre, che generano oltre 14 milioni di tonnellate di latte l’anno e danno lavoro a più di 200.000 persone. Il fatturato industriale del settore raggiunge 18,5 miliardi di euro, rappresentando il 10% del totale agroalimentare nazionale.
| Formaggi certificati | 588 |
| Fatturato industriale (miliardi €) | 18,5 |
| Occupati settore latte | 200.000+ |
| Export 2024 (% valore) | +8,3 |
L’integrazione tra allevamento, produzione, tutela del territorio e promozione della sostenibilità ambientale trasforma la filiera casearia in una risorsa decisiva anche dal punto di vista sociale ed economico. Incentivare l’etichettatura d’origine e il consumo consapevole contribuisce inoltre alla valorizzazione delle specificità locali e alla lotta contro la disinformazione sugli alimenti di origine animale.
Le principali graduatorie mondiali dedicate al formaggio adottano metodologie differenti, ma convergono nell’esigenza di valutare autenticità, caratteristiche sensoriali e storia produttiva.
La ricostruzione della classifica "Top 100 Cheeses in the World" di TasteAtlas si basa sulle recensioni di migliaia di appassionati e degustatori di tutto il mondo. Questo approccio bottom-up valorizza la percezione reale del consumatore, filtrando i voti anomali attraverso algoritmi specifici e attribuendo maggiore peso ai prodotti che vantano una reputazione consolidata. In tal modo, si ottiene uno specchio fedele delle preferenze globali, offrendo una mappa delle eccellenze ammirate dai non addetti ai lavori oltre che dai tecnici.
I World Cheese Awards, invece, prevedono una giuria internazionale composta da più di 250 esperti tra professionisti del settore, produttori e buyer, suddivisi in gruppi che valutano ogni formaggio in forma anonima senza distinzioni di categoria. Aspetto, aroma, consistenza e soprattutto sapore sono i parametri principali considerati; i prodotti migliori ricevono il riconoscimento “Super Oro” e vengono giudicati nuovamente da una short list di esperti chiamati a decretare il vincitore assoluto.
Il prestigio raggiunto dalla produzione casearia italiana è indissolubilmente legato all’interazione tra saperi tradizionali e ricerca innovativa. La trasmissione di gesti antichi, spesso custoditi e tramandati da generazioni di casari, si combina oggi con investimenti in tecnologia, benessere animale e sostenibilità ambientale. Questo equilibrio permette di rispondere non solo alle esigenze qualitative, ma anche ai parametri richiesti dalle certificazioni Dop e Igp e alle aspettative dei mercati esteri più selettivi.
Gli ultimi anni hanno visto un aumento degli investimenti in efficienza della filiera, tracciabilità, e valorizzazione degli allevamenti, con particolare attenzione all’integrazione tra territorio e prodotto finito. La crescita dell’export e il successo globale dei brand caseari italiani sono la testimonianza di una strategia vincente: radicamento territoriale e visione internazionale. Soddisfare il gusto contemporaneo significa anche puntare su sostenibilità e trasparenza, favorendo un rapporto di fiducia tra produttore e consumatore.
L’approccio italiano alla qualità casearia unisce la dimensione culturale alle dinamiche dell’innovazione, consentendo ai