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Aiuti e agevolazioni per anziani e chi li assiste in Campania disponibili nel 2026 e come averli

di Marianna Quatraro pubblicato il
Aiuti per anziani e chi li assiste in Ca

Nel 2026 la Campania offrirà nuove opportunità di sostegno economico e servizi dedicati agli anziani e a chi li assiste: contributi nazionali, aiuti regionali, bonus fiscali e pratiche semplificate.

Nel corso del 2026 sono previsti numerosi sostegni economici, fiscali e sociali per le persone anziane residenti in Campania, con particolare attenzione anche agli individui non autosufficienti e a chi presta loro assistenza. Queste misure, aggiornate sia a livello nazionale che regionale, puntano ad alleggerire il peso economico e organizzativo sulle famiglie, sostenendo chi affronta quotidianamente esigenze legate all’avanzare dell’età, alla disabilità o all’assistenza continua. I requisiti per beneficiare dei diversi aiuti variano in base all’ISEE, all’età e al grado di non autosufficienza, e prevedono procedure semplificate che incentivano la permanenza presso il domicilio. In questa analisi saranno presentate tutte le principali misure attive nel 2026 per il territorio campano e le modalità per accedervi, con uno sguardo dedicato sia agli anziani sia ai caregiver.

Agevolazioni regionali della Campania: Assegni di Cura e Voucher di Servizio

A livello regionale, la Campania conferma e amplia programmi di sostegno mirati alla permanenza domiciliare degli anziani fragili e delle persone con gravi disabilità. Due misure centrali sono:

  • Assegno di Cura: Un contributo mensile che può arrivare a 1.200 euro per soggetti in situazione di disabilità gravissima e a 600 euro per coloro che presentano disabilità grave, come riconosciuto dalle Unità di Valutazione Integrata (UVI). L’importo, cumulabile con la pensione di accompagnamento, viene erogato al richiedente a copertura delle spese di assistenza quotidiana presso il proprio domicilio.
  • Voucher di Servizio: Finanziati con fondi europei e regionali, i voucher consentono ai beneficiari di accedere a servizi diurni integrati, centri diurni e domiciliarità, con priorità per chi presenta ISEE fino a 15.000 euro. Sono utilizzabili per servizi di supporto diretto e occasionale, promuovendo percorsi personalizzati di assistenza e autonomia.
L’accesso a queste agevolazioni prevede la residenza in Campania, la presentazione di una certificazione sanitaria aggiornata e un ISEE sociosanitario non superiore a 50.000 euro (65.000 per minorenni). Le domande si inoltrano online, tramite il portale regionale o presso l’ufficio comunale competente, seguendo le tempistiche definite dagli ambiti territoriali.

Le principali misure a favore dei caregiver: supporti e incentivi nel 2026

Il sostegno ai caregiver part-time e familiari viene potenziato nel 2026 attraverso contributi economici, servizi di sollievo e nuove forme di riconoscimento formale del loro lavoro, grazie sia alla legislazione nazionale sia a iniziative regionali. Due fondi di recente introduzione sostengono i caregiver familiari:

  • Il fondo nazionale, che dal 2026 prevede risorse ulteriori per contributi, facilitazioni fiscali e formazione, con una dotazione di oltre 200 milioni di euro dagli anni successivi.
  • Il Registro Caregiver Familiare introdotto dalla Campania consente la registrazione ufficiale di chi si prende cura di parenti o conviventi non autosufficienti, abilitando l’accesso a misure regionali e permettendo la raccolta di dati per la pianificazione di servizi dedicati.
L’assistenza a lungo termine comporta anche agevolazioni sul versante lavorativo: le nuove normative, in vigore dal 2026, aumentano la flessibilità sui permessi retribuiti, estendendo il diritto anche ai conviventi di fatto e semplificando i periodi di congedo straordinario.

Il Bonus Caregiver: requisiti e modalità di accesso

Il bonus caregiver si configura come un’indennità economica destinata a chi presta assistenza continuativa, gratuita e volontaria a familiari gravemente disabili, anziani non autosufficienti o malati cronici. L’erogazione del bonus prende la forma di sussidi periodici, gestiti dai Comuni, dalle Regioni o, in casi particolari, dall’INPS.

  • Possono presentare domanda i parenti conviventi o i principali responsabili dell’assistenza, titolari di riconoscimento ai sensi della Legge 104.
  • Il diritto pende da requisiti di residenza, intensità della cura fornita (continuativa, almeno giornaliera), valore ISEE familiare e attestazione della condizione del beneficiario.
  • L’accesso può avvenire tramite bandi comunali, regionali o direttamente dal portale dell’ente erogante, a seguito di pubblicazione specifica annuale.

Fondo Caregiver e tutele lavorative (permessi, congedi, smart working)

Dal 2026 entra in vigore un fondo nazionale strutturale dedicato a chi si occupa di parenti non autosufficienti; la misura sostiene sia caregiver familiari che figure conviventi regolarmente registrate. I benefici comprendono:
  • permessi retribuiti aumentati da tre a cinque giorni al mese, frazionabili anche in ore;
  • congedi straordinari per due anni nel corso della vita lavorativa, estesi anche a lavoratori autonomi e partite IVA;
  • agevolazioni per l’accesso allo smart working, con priorità per chi assiste persone in condizioni gravi;
  • facilitazioni nella richiesta di assunzione part-time, scelta della sede e permessi aggiuntivi per visite ed esami.
Tali diritti sono riconosciuti sia a dipendenti pubblici che privati, e si aggiungono alle detrazioni fiscali specifiche previste per le spese di assistenza e cura certificate.

Agevolazioni fiscali, bollette e altri benefici per anziani e famiglie

Tra le misure di alleggerimento fiscale e tariffario previste nel 2026 per le persone anziane e le loro famiglie, emergono esenzioni, detrazioni e bonus specifici per le utenze e le spese straordinarie. L’obiettivo è ridurre i costi essenziali di vita e aiutare chi fa fronte a un reddito fisso o limitato:

  • Esenzione dal canone RAI per gli over 75 con reddito familiare complessivo fino a 8.000 euro e in assenza di conviventi con redditi propri. La dispensa riguarda la TV dell’abitazione principale.
  • Agevolazioni su TARI e ticket sanitario: la riduzione sulla tassa rifiuti è variabile secondo Comune e soglia ISEE; il ticket sanitario viene esentato oltre i 65 anni con reddito familiare sotto i 36.151,98 euro.
  • Bonus energia e tutela delle utenze: i clienti over 75 sono considerati vulnerabili e accedono al Servizio a Tutele Graduali ARERA, che garantisce tariffe regolate e stabili rispetto al mercato libero.

Detrazioni, esenzioni e bonus per disabili e anziani

Le agevolazioni fiscali toccano diversi ambiti: esenzione dal bollo auto per veicoli intestati a persone con disabilità e familiari, con limiti di cilindrata e tipologia aggiornati anche per veicoli ibridi ed elettrici; detrazione per barriere architettoniche al 75%; detrazioni IRPEF per l’acquisto o l’adattamento di auto, ausili, dispositivi medici; polizze assicurative con imposte ridotte per coprire invalidità, successioni e donazioni a scopo assistenziale; deduzioni e detrazioni per spese sanitarie e di assistenza specifica.

Bonus sociali su utenze e servizi: come funziona e chi ne ha diritto

I bonus sociali sulle utenze si traducono in sconti automatici o a domanda per energia elettrica, gas e acqua:

  • I nuclei in cui vive una persona con disabilità grave possono chiedere il bonus luce, calcolato sui consumi e non subordinato a soglia ISEE.
  • Per le famiglie con ISEE inferiore alle soglie ARERA è previsto un ulteriore sconto sulle bollette, esteso anche ai servizi idrici.
  • Vi sono contributi specifici per le spese di trasporto scolastico, rivolti agli studenti con disabilità accertata secondo la Legge 104.

Come richiedere aiuti e bonus: procedure e documentazione necessaria

L’accesso alle misure di sostegno inizia sempre dalla certificazione dello status di disabilità o non autosufficienza: la domanda si presenta via INPS, tramite il medico curante o il patronato, che invia la richiesta online. Successivamente, occorre essere in possesso di:
  • certificazione medica aggiornata, che attesti la condizione di disabilità e il bisogno assistenziale;
  • ISEE sociosanitario aggiornato, indispensabile per la maggior parte dei contributi e delle agevolazioni locali;
  • documenti di identità e, se richiesti, prove di rapporto di convivenza o legame familiare, in caso di misure destinate a caregiver o familiari;
  • per i bonus veicoli: libretto di circolazione, eventuale dichiarazione di carico fiscale e domanda online sugli appositi portali.
Dal 2026 le procedure sono semplificate grazie a piattaforme digitali unificate come il portale INPS, il sito dell’Agenzia delle Entrate o i portali regionali (per gli Assegni di Cura, voucher o fondi dedicati), accessibili tramite SPID, CIE o CNS. Il monitoraggio dello stato della domanda e la ricezione delle certificazioni avvengono sempre più spesso in modalità telematica.

Da ricordare anche i bonus e contributi economici nazionali per anziani non autosufficienti

Il panorama dei sostegni economici destinati agli anziani fragili è stato notevolmente rafforzato in questi ultimi anni, in particolare per quelle persone che si trovano in condizioni di non autosufficienza comprovata. Tra le misure nazionali più rilevanti si segnala l’introduzione dell’assegno universale per anziani non autosufficienti, indirizzato agli ultrasettantenni con gravi limitazioni nell’autonomia.

  • Prestazione universale INPS: Per chi ha almeno 80 anni, un bisogno assistenziale gravissimo riconosciuto dall’INPS, titolarità dell’indennità di accompagnamento e ISEE sociosanitario ordinario inferiore a 6.000 euro è prevista un’integrazione fino a 850 euro al mese. Tale somma serve a coprire i costi di assistenza domiciliare, sia tramite personale assunto regolarmente sia per l’accesso a servizi specializzati di cura.
  • Indennità di accompagnamento: Per gli invalidi civili totali, l’indennità mensile arriva a 549,61 euro, erogata dall’INPS a fronte di gravi limitazioni fisiche o psichiche. Questo importo non è tassabile e può essere cumulato con altri benefici, quali la pensione di inabilità.
  • Assegno di inclusione: Le famiglie con persone disabili gravi ricevono tra circa 500 e 640 euro mensili; la quota aumenta nei casi di presenza di disabilità molto elevata, con incrementi specifici per chi vive in affitto.
Oltre ai trasferimenti monetari, esistono bonus specifici per spese sanitarie, assistenza e trasporto, come la disability card, i bonus auto e i contributi per grandi invalidi, che si rivolgono a chi necessita di dispositivi assistivi o supporti alla mobilità. Un’ulteriore tutela è prevista tramite il cosiddetto Bonus anziani: dal 2025 al 2026 è riconosciuto un contributo aggiuntivo agli over 80, cumulabile con l’indennità di accompagnamento e destinato alla copertura delle spese per l’assistenza familiare o professionale. L’accesso a queste misure richiede una certificazione medica e la presentazione delle necessarie domande, generalmente attraverso il portale INPS.