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Assicurazioni per rapimenti alieni: 30.000 clienti paganti e nessuno ride

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Tra il serio e l’incredibile, le assicurazioni contro i rapimenti alieni contano decine di migliaia di clienti. Curiosità, psicologia e tendenze di un fenomeno tanto bizzarro quanto reale

Migliaia di persone pagano ogni anno una polizza assicurativa contro il rischio di essere rapite dagli extraterrestri. Non è uno scherzo, e soprattutto non lo è per loro.

Un mercato assicurativo che esiste davvero

Nel panorama delle assicurazioni più bizzarre al mondo, quella contro i rapimenti alieni occupa un posto di assoluto rilievo. 

La diffusione di questa tipologia di copertura è iniziata tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta negli Stati Uniti, dove alcune compagnie dichiarano di aver raccolto fino a 30.000 sottoscrizioni. Si tratta di dati sorprendenti se si considera che non vi sono mai stati riconoscimenti ufficiali di sinistri legati a eventi di abduction. La tabella seguente rappresenta una panoramica indicativa dei dati dichiarati pubblicamente da alcune delle principali compagnie attive in questo settore:

Compagnia

Polizze sottoscritte

Sinistri liquidati

AlienInsure International

12.000

0

UFO Policy Ltd.

8.500

0

Stellar Cover Inc.

9.500

0

TOTALE

30.000

0

Le compagnie continuano a incassare premi, senza mai doverli restituire a causa della natura del sinistro stesso, che rimane nel dominio della fantascienza. Alcune polizze offrono coperture anche per danni psicologici o per il rimpatrio in caso di “spostamento involontario” su altri pianeti, integrando livelli di ironia che rafforzano l’idea di un prodotto a metà tra il gioco e il servizio concreto.

Peculiare è anche la trasversalità dei clienti: dalle persone spinte dal desiderio di protezione, fino ai collezionisti o agli appassionati di cultura ufologica. Tali soluzioni restano marginali dal punto di vista economico per il settore assicurativo globale, ma attirano interesse mediatico ciclico e rappresentano una testimonianza delle dinamiche psicologiche e culturali contemporanee.

Chi sono i clienti? Il profilo degli assicurati

Sarebbe un errore liquidare chi acquista queste polizze come semplici creduloni. Le ricerche sociologiche sul fenomeno degli UFO e delle abduction mostrano un quadro molto più sfumato. Secondo un sondaggio Gallup del 2021, circa il 41% degli americani crede che alcuni degli oggetti volanti non identificati avvistati dall'esercito siano veicoli extraterrestri. In questo contesto, una polizza assicurativa diventa un atto quasi razionale.

I clienti tipo si dividono principalmente in tre categorie:

  • Gli ufologi convinti, che seguono da anni casi di presunti avvistamenti e abduction e considerano la polizza una tutela concreta contro un rischio reale
  • Gli ironia-consapevoli, che acquistano la polizza come gadget o regalo originale, pur senza escludere del tutto la possibilità di fenomeni inspiegabili
  • I collezionisti di stranezze assicurative, appassionati del settore che includono questa polizza tra le curiosità del mercato

La psicologia dietro la scelta: perché si assicura ciò che non si può provare

Dal punto di vista psicologico, l'acquisto di una polizza contro i rapimenti alieni risponde a meccanismi profondi e ben studiati. Il sociologo David Stupples dell'Università di Londra ha osservato come il bisogno umano di trovare pattern e spiegazioni a fenomeni ignoti, la cosiddetta apofenia, unito all'ansia da incertezza, spinge molte persone a cercare protezione anche da rischi statisticamente improbabili.

In pratica, funziona esattamente come qualsiasi altra assicurazione: si paga una piccola somma per dormire sonni più tranquilli. Che il rischio sia un incidente d'auto o un rapimento su un disco volante cambia poco, dal punto di vista emotivo.

L’attrattiva verso coperture che affrontano rischi non convenzionali può essere interpretata ricorrendo alla psicologia del comportamento collettivo. Esistono soggetti che adottano tali polizze mossi da una percezione amplificata dell’incertezza o dalla tendenza a estreme strategie di controllo dell’imprevisto.

Studi condotti nell’ambito delle scienze cognitive suggeriscono che la ricerca di sicurezza, anche dove il rischio è solo ipotetico, rappresenta una costante della società contemporanea. La diffusione di informazioni spesso non verificate attraverso i media e i social network può alimentare la domanda di tutele anche per eventi che razionalmente si ritengono impossibili. Questo processo appare rafforzato dal desiderio di appartenenza a gruppi che condividono convinzioni su temi extraterrestri, cultura popolare e teorie alternative.

Non bisogna trascurare la componente ludica e celebrativa: per molti, stipulare una polizza "oltre il confine" significa entrare a far parte di una narrazione più ampia, tra ironia e affermazione della propria individualità. La fiducia nei servizi assicurativi, regolamentata nel nostro ordinamento da norme che garantiscono trasparenza e tutela per i consumatori, resta comunque una direttrice essenziale nella scelta di sottoscrivere anche queste coperture stravaganti.

Le polizze più curiose nel mercato delle assicurazioni paranormali

Quella aliena non è l'unica nicchia del mercato assicurativo dedicata ai rischi soprannaturali. Esiste un intero ecosistema di prodotti che coprono scenari improbabili ma evidentemente molto sentiti:

  • Assicurazione contro i vampiri: disponibile in alcune compagnie dell'Europa dell'est, copre spese mediche e psicologiche in caso di aggressione da non-morti documentata
  • Polizza contro la trasformazione in zombie: lanciata negli USA in chiave prevalentemente ironica, ma con clausole sorprendentemente dettagliate
  • Assicurazione contro i fantasmi: venduta in Giappone e nel Regno Unito, copre i danni materiali causati da attività paranormale nella propria abitazione
  • Polizza per la Seconda Venuta: in vendita nel sud degli Stati Uniti, copre le spese legate alla fine dei tempi e all'eventuale Giudizio Universale
  • Assicurazione contro il mostro di Loch Ness: storica polizza scozzese, nata negli anni '70, ancora acquistabile oggi come souvenir

È tutto legale? Il quadro normativo

La risposta è sì. In molti paesi, la legislazione assicurativa non vieta la commercializzazione di polizze contro rischi non dimostrabili, purché i contratti siano redatti in modo chiaro e non inducano in errore il consumatore. Le compagnie che operano in questo settore si trovano in una posizione giuridicamente confortevole: le condizioni di rimborso sono talmente stringenti da rendere quasi impossibile qualsiasi liquidazione, rendendo di fatto il prodotto non dissimile da un gadget a scopo commerciale.

Diverse autorità di vigilanza, tra cui la Financial Conduct Authority britannica, hanno analizzato il settore senza ritenere necessario un intervento regolatorio specifico, considerando tali prodotti essenzialmente inoffensivi e trasparenti nella loro implausibilità.




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...