L’Audi Nuvolari allroad promette di portare la trazione quattro fuori dall’asfalto, ma tra caratteristiche annunciate e modifiche ipotetiche resta da capire quanto sia concreta. Il confronto con Porsche 911 Dakar e Lamborghini Huracán Sterrato chiarisce ambizioni, costi e impiego.
Audi ha presentato nel 2026 la Nuvolari, una supercar ibrida da 1.001 PS annunciata in serie limitata, con consegne previste dal 2027. La versione Nuvolari allroad è invece una declinazione immaginata: rialzo dell'assetto e dotazioni da sterrato appartengono a una proposta progettuale.
Il nome richiama Tazio Nuvolari. Audi colloca la vettura al vertice della propria gamma sportiva, come modello distinto dalla R8. La presentazione l'ha descritta come una supercar ibrida ad alte prestazioni, destinata a una produzione di 499 unità. Le consegne dovrebbero iniziare nella prima metà del 2027. La carrozzeria mostrata è stata definita un prototipo vicino alla produzione, perciò alcuni particolari possono ancora cambiare.
Sotto la carrozzeria, la configurazione stradale abbina un V8 biturbo di 4,0 litri a tre motori elettrici assiali, ciascuno da 110 kW. La potenza complessiva dichiarata raggiunge 1.001 PS, equivalenti a 736 kW; la batteria agli ioni di litio ha una capacità di 7,3 kWh. Per lo scatto da 0 a 100 km/h sono riportati due valori: 2,6 secondi nella descrizione tecnica più dettagliata e 2,3 secondi in un altro dato promozionale. La velocità massima dichiarata supera i 350 km/h.
Quattro, aerodinamica attiva e sistemi di controllo dinamico sono pensati per la strada e il circuito. La configurazione immaginata per una Nuvolari allroad cambierebbe invece le priorità: maggiore altezza da terra, protezioni e soluzioni dedicate ai fondi irregolari. Una potenza elevata e la trazione integrale farebbero parte del quadro, insieme a interventi su sospensioni, gomme e sottoscocca.
Per portare una supercar bassa e veloce su ghiaia, fango e piste non asfaltate, bisognerebbe rivedere l'equilibrio fra luce a terra, protezione e controllo. La proposta potrebbe partire da un incremento di 45-50 mm rispetto all'assetto stradale, con un rialzo fino a 70 mm selezionando una modalità estrema. Sono valori ipotetici della proposta.
Non basterebbe montare molle più lunghe. Servirebbero sospensioni con una maggiore escursione, capaci di assorbire buche, solchi e avvallamenti mantenendo precisione alle alte velocità. Ammortizzatori adattivi e regolazioni elettroniche potrebbero modificare risposta e altezza. A quel punto entrerebbero in gioco anche la geometria delle sospensioni, gli angoli di lavoro dei semiassi e la stabilità in curva. Tutto dovrebbe restare compatibile con la maggiore luce a terra. La taratura dell'assetto sarebbe uno dei nodi più delicati.
Andrebbe protetto il fondo: coppa, batteria, cablaggi e parti della trasmissione sarebbero esposti a urti e detriti. Parafanghi e rivestimenti specifici limiterebbero i danni provocati dal pietrisco. Su una vettura ibrida, la protezione del pacco batteria e delle connessioni elettriche richiederebbe particolare attenzione. Le schermature aggiungerebbero peso e avrebbero effetti su raffreddamento, aerodinamica e autonomia elettrica.
Ghiaia e terra richiederebbero pneumatici diversi da quelli sportivi stradali. Un set All-Terrain, con tasselli e carcassa adatti a superfici meno regolari, aumenterebbe l'aderenza su quei fondi. In cambio, crescerebbero rumorosità e imprecisione sull'asfalto, mentre la capacità di scaricare potenza alle alte velocità sarebbe inferiore. Una vettura con una punta dichiarata oltre i 350 km/h dovrebbe quindi trovare un compromesso con gomme orientate all'off-road.
In una configurazione allroad, i tre motori elettrici potrebbero gestire rapidamente la coppia tra gli assi e, se l'architettura lo consentisse, anche tra le singole ruote. Il torque vectoring aiuterebbe a contenere il sottosterzo e a mantenere la traiettoria quando l'aderenza cambia. Pneumatici e fondo resterebbero determinanti: fango profondo, ruote che perdono contatto e superfici cedevoli metterebbero alla prova anche una trazione integrale sofisticata.
Fra le funzioni ipotizzabili ci sarebbero profili Rally o Gravel per ghiaia e sterrato compatto, oltre a Snow/Ice per i fondi a bassa aderenza. Le impostazioni modificherebbero risposta dell'acceleratore, controllo di stabilità, distribuzione della coppia e intervento dei motori elettrici. In modalità Rally l'auto avrebbe maggiore libertà di movimento rispetto alla taratura stradale; Snow/Ice punterebbe invece su progressività e controllo. Sono funzioni coerenti con un progetto allroad.
Anche la telemetria potrebbe avere una funzione concreta nella guida fuori dall'asfalto. Sul display si potrebbero leggere temperature, inclinazione, interventi della trazione, pressione degli pneumatici e stato della batteria. Queste informazioni aiuterebbero a seguire le condizioni dell'auto e del percorso, soprattutto quando la superficie cambia rapidamente. Pendenza, ostacoli e qualità del fondo resterebbero parte della valutazione del conducente.
La Porsche 911 Dakar è il paragone più diretto per filosofia: una sportiva stradale adattata a superfici impegnative, con richiami alle competizioni rally. La produzione è stata limitata a 2.500 esemplari. Il boxer biturbo da 3,0 litri sviluppa 480 CV e 570 Nm; la trazione è integrale e il cambio PDK ha otto rapporti. La velocità massima è limitata a 240 km/h, anche in ragione degli pneumatici all-terrain.
L'assetto rialzato della 911 Dakar può aumentare ulteriormente la luce a terra con una modalità dedicata, pensata per affrontare superfici più impegnative a velocità contenuta. Protezioni e gomme specifiche seguono la stessa impostazione: privilegiare controllo e robustezza, anziché inseguire la velocità massima di una 911 orientata alla pista. Al lancio, il prezzo di listino indicato in Italia era di circa 230.000 euro, prima di personalizzazioni e costi accessori.
Su carta, una Nuvolari allroad immaginaria sarebbe molto più potente e veloce. La Porsche, però, riunisce rialzo, pneumatici, protezioni e modalità dedicate in un progetto sviluppato per l'uso su fondi difficili. Il confronto non si esaurisce nei cavalli: contano anche la capacità di assorbire gli urti, la gestione della perdita di aderenza e la resistenza durante percorrenze prolungate su superfici irregolari.
La Huracán Sterrato porta la stessa idea su una vettura dal carattere ancora più vicino alla supercar estrema. Il V10 aspirato di 5,2 litri eroga 610 CV e 560 Nm, con trazione integrale e cambio a doppia frizione a sette rapporti. Lamborghini dichiara un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e una velocità massima di 260 km/h. Rispetto alle Huracán stradali, l'assetto è più alto di 44 mm; sono aumentate anche le carreggiate e i passaruota hanno protezioni specifiche.
Sul tetto, una presa d'aria alimenta il motore in condizioni polverose. La modalità Rally è dedicata alla guida su superfici a bassa aderenza. La produzione è stata fissata a 1.499 esemplari. Per la Sterrato è stato riportato un valore di circa 300.000 euro, come stima di mercato: la valutazione del singolo esemplare dipende da quotazione, condizioni, chilometraggio e rarità.
La Lamborghini è una vettura di serie con modifiche specifiche per lo sterrato, pur conservando l'impostazione di una sportiva estrema e a produzione limitata. Rispetto alla Porsche punta sul V10 aspirato e su un carattere più scenografico; la 911 Dakar interpreta l'uso misto con maggiore attenzione all'esperienza rally. Un'eventuale Audi allroad dovrebbe collocarsi fra questi due approcci, con una propria identità e una diversa architettura ibrida.
Porsche, Lamborghini e Audi rappresentano tre strade differenti. La 911 parte dalla base tecnica della sportiva tedesca e la adatta con decisione al fuoristrada leggero. La Sterrato porta l'architettura Huracán su superfici meno regolari, mantenendo il V10 e una dinamica da supercar. La Nuvolari presentata da Audi è invece una ibrida pensata per le prestazioni stradali e in pista. Tra i modelli considerati, Porsche e Lamborghini hanno una declinazione off-road documentata.
Per l'uso quotidiano, la parola sterrato può indicare situazioni molto diverse. Una strada bianca ben mantenuta non è paragonabile a un percorso con solchi, acqua e rocce sporgenti. Le sportive rialzate possono affrontare superfici più impegnative di una supercar convenzionale, ma conservano altezza da terra, pneumatici e protezioni lontani dalle capacità di un fuoristrada progettato per ostacoli severi. Anche un danno a carrozzeria, cerchi o componenti ibridi può comportare costi elevati.
Per la Nuvolari di serie Audi ha annunciato 499 esemplari. Le caratteristiche immaginate per la variante allroad descrivono invece una proposta progettuale, con un possibile posizionamento da supercar esclusiva. Per chi considera l'acquisto, la distinzione pratica riguarda disponibilità, garanzia e costi d'esercizio: i modelli prodotti permettono di confrontare questi elementi sulla base di un'offerta concreta.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...