Dal richiamo a Nuvolari al debutto dinamico a Goodwood, Audi racconta una supercar in 499 esemplari che unisce storia e futuro: V8 ibrido, tre motori elettrici, trazione quattro e design firmato Massimo Frascella.
Nel 2026 Audi ha presentato la Nuvolari, supercar ibrida plug-in da 1.001 CV, prodotta in 499 esemplari. Il nome è quello di Tazio Nuvolari, il pilota mantovano che fece della velocità e del coraggio i tratti di una leggenda. Nel progetto convivono epoche lontane: un cognome legato alle corse degli anni Trenta identifica oggi una vettura con tre motori elettrici, gestione elettronica dell’energia e aerodinamica attiva. La Nuvolari scatta da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi e supera i 350 km/h. Audi la presenta anche come un’indicazione della direzione che prenderanno il design e la tecnologia del marchio, rileggendo la propria storia sportiva.
Il debutto ha riunito luoghi e ricordi centrali per l’automobilismo italiano. Mantova rimanda alle origini di Tazio Nuvolari, Monza a una delle sue vittorie più celebri; la presentazione della vettura si è svolta a Milano. Il nome lega così la nuova supercar a un periodo in cui le corse contribuivano a costruire la reputazione di piloti e costruttori.
Nuvolari, chiamato il Figlio del Vento, guidava vetture molto diverse, per struttura e tecnologia, da un’auto stradale moderna. Il richiamo mette a confronto le due epoche e ne sottolinea la continuità: allora erano centrali il talento del pilota e la macchina da corsa; oggi propulsione, telaio, software e aerodinamica formano un sistema coordinato. Audi descrive la Nuvolari come una vetrina delle proprie capacità, oltre che come un modello a produzione limitata.
Tra gli episodi ricordati c’è la vittoria ottenuta da Nuvolari a Monza nel 1938 al volante dell’Auto Union Type D. La vettura apparteneva alla stagione delle Frecce d’Argento, le monoposto che segnarono la presenza sportiva di Auto Union prima della nascita dell’attuale Audi. È un riferimento preciso nella storia del marchio: la nuova supercar raccoglie quella continuità d’immagine e d’ambizione che collega le competizioni alla produzione stradale.
Audi prevede di costruire 499 Nuvolari per il mercato mondiale. Le prime consegne sono attese dalla prima metà del 2027. La tiratura ridotta colloca il modello fra le supercar da collezione e ne definisce il ruolo: non una sportiva destinata ai grandi volumi, ma un’auto-bandiera che concentra tecnologie e linguaggio di design in una serie circoscritta.
Il primato dichiarato è quello della potenza fra le Audi stradali: 1.001 CV. A completare i dati di prestazione ci sono la velocità massima, superiore a 350 km/h, e l’accelerazione da fermo a 100 km/h in 2,6 secondi. Il confronto con le precedenti sportive di serie del marchio mostra la distanza raggiunta. La R8 V10 performance quattro, nella sua versione più potente, sviluppava 620 CV; la RS e-tron GT performance, completamente elettrica, arriva a 925 CV. La Nuvolari porta il riferimento più in alto: 381 CV in più della R8 e 76 CV oltre la RS e-tron GT performance.
La R8 era una sportiva a motore centrale con propulsore termico; la RS e-tron GT è una berlina elettrica ad alte prestazioni. La Nuvolari adotta invece un sistema che unisce motore a combustione e unità elettriche. Il valore di 1.001 CV è la potenza complessiva dichiarata per il sistema, e stabilisce il nuovo massimo di potenza Audi fra le auto di serie.
Il cuore del sistema è un V8 biturbo da 4,0 litri, affiancato da tre motori elettrici. La base progettuale deriva dall’architettura ibrida della Lamborghini Temerario; per la Nuvolari Audi ha scelto una taratura propria e componenti rivisti, così da raggiungere i 1.001 CV dichiarati. La Temerario sviluppa circa 920 CV: la parentela tecnica convive dunque con una configurazione specifica per la supercar dei quattro anelli.
Le tre unità elettriche partecipano alla risposta complessiva della vettura. Nel sistema plug-in, la spinta del V8 si combina con l’intervento elettrico attraverso una gestione coordinata dell’energia e del lavoro dei diversi motori. Audi presenta questo insieme come un trasferimento di tecnologia dalla Formula 1 alla produzione di serie. Le soluzioni coinvolgono la propulsione, il controllo della dinamica e il recupero e la distribuzione della potenza. Il dato di potenza indicato per la Nuvolari riassume il risultato dell’intero sistema ibrido.
La collaborazione industriale con Lamborghini aiuta a inquadrare il progetto. La Nuvolari condivide una base tecnica con la Temerario e alcuni prototipi sono stati avvistati nei pressi dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese. Audi ha definito la propria identità attraverso la taratura, l’integrazione dei sistemi e una carrozzeria disegnata secondo la nuova direzione del marchio. Il rapporto richiama la vicinanza tecnica fra Audi R8 e Lamborghini Gallardo e, in seguito, Huracán. La Nuvolari porta questa collaborazione nel territorio delle ibride di nuova generazione.
Sulla Nuvolari debutta una nuova generazione della trazione integrale quattro, progettata per distribuire la motricità in funzione della potenza e delle condizioni di guida. Con 1.001 CV a disposizione, il sistema contribuisce a portare a terra la spinta dei motori e a mantenere il controllo della vettura. Audi lo accompagna con un’impostazione dinamica e con un impianto frenante sviluppato facendo riferimento al know-how delle competizioni.
La struttura è una scocca Audi Space Frame con carbonio. Space Frame è il principio costruttivo Audi basato su un telaio portante integrato; nella Nuvolari il carbonio entra nella realizzazione di una scocca destinata a una supercar ad alte prestazioni. L’architettura punta a combinare rigidezza strutturale e contenimento della massa, due caratteristiche che influiscono sulla precisione di guida e sul comportamento in curva.
All’aerodinamica contribuiscono anche componenti mobili. Spicca l’alettone posteriore a scomparsa, dotato di una funzione DRS che il conducente può attivare dal volante. La configurazione cambia secondo le esigenze di marcia; prese d’aria e superfici della carrozzeria concorrono alla gestione dei flussi e al raffreddamento. Alle velocità dichiarate da Audi, stabilità e resistenza dell’aria hanno un ruolo diretto nelle prestazioni. L’aerodinamica attiva porta così su strada soluzioni sviluppate nell’ambito del motorsport.
Con la Nuvolari debutta anche una filosofia stilistica destinata a orientare i futuri modelli Audi. Il progetto rientra nel percorso di Massimo Frascella, responsabile del design del marchio, che sta definendo un linguaggio riconoscibile per le prossime generazioni. La supercar mostra come Audi intende tradurre prestazioni, tecnologia e identità in nuove forme.
Bassa e larga, con proporzioni da motore centrale e volumi scolpiti, la carrozzeria dichiara la vocazione sportiva attraverso un disegno pulito, coerente con il marchio. Le superfici si raccordano con prese d’aria, condotti e componenti mobili; la fibra di carbonio consente forme adatte al carattere esclusivo della vettura. Il progetto di design integra le esigenze aerodinamiche e propone un possibile vocabolario visivo per le Audi che verranno. La meccanica e la carrozzeria sono pensate come parti dello stesso progetto.
La produzione di 499 esemplari e il fatto che sia la prima supercar plug-in Audi danno alla Nuvolari un profilo raro, interessante anche per chi guarda al valore dei modelli. La serie limitata definisce il posizionamento scelto dalla Casa e distingue la vettura da una sportiva di produzione ordinaria. Audi ha prospettato anche una possibile variante Spyder, con una produzione separata: l’ipotesi amplierebbe la famiglia senza cambiare il carattere esclusivo della versione chiusa.
Nel luglio 2026 la Nuvolari è scesa in pista al Goodwood Festival of Speed, la manifestazione britannica dedicata alle auto da competizione e ad alte prestazioni. Ha affrontato la tradizionale salita cronometrata, passando dalla presentazione statica a una dimostrazione davanti al pubblico degli appassionati. Al volante si sono alternati Tom Kristensen, vincitore per nove volte della 24 Ore di Le Mans.
Goodwood ha offerto l’occasione di raccontare il funzionamento coordinato dei sistemi. Kristensen ha richiamato la combinazione fra trazione quattro, propulsione plug-in, aerodinamica attiva e freni ispirati alle corse: nella guida questi elementi intervengono insieme. Durante l’esibizione la Nuvolari è stata affiancata da vetture storiche e da competizione, tra cui le Auto Union Type C e Type D. Era presente anche la replica della Auto Union Lucca, lo streamliner che nel 1935 raggiunse 326,975 km/h nel record su strada.
La Type D accanto alla nuova Audi rende visibile il passaggio da una monoposto che portava il nome Auto Union nei Gran Premi alla supercar stradale che riprende il cognome del pilota simbolo di quella stagione. Le due vetture appartengono a epoche e categorie diverse, ma il loro accostamento richiama il patrimonio sportivo da cui Audi trae parte della propria identità. Nella Nuvolari la memoria storica diventa un codice narrativo; la tecnologia ibrida e il design la collocano invece nel presente e nel futuro del marchio.
La Nuvolari porta al vertice della produzione stradale Audi 1.001 CV e una velocità superiore a 350 km/h; da ferma raggiunge i 100 km/h in 2,6 secondi. Attorno a questi numeri riunisce una piattaforma ibrida plug-in, tre motori elettrici e un V8 biturbo, insieme alla trazione quattro di nuova generazione, alla scocca con carbonio e all’aerodinamica attiva. Audi ne costruirà 499 esemplari.
Il progetto raccoglie anche l’eredità della R8, per anni la supercar Audi riconoscibile e vicina, sul piano tecnico, alle sportive Lamborghini. Con la Nuvolari il marchio sposta l’attenzione verso l’ibrido ad alte prestazioni e presenta la direzione stilistica affidata a Massimo Frascella. Le consegne previste dalla prima metà del 2027 rendono concreta questa scelta produttiva, pur entro una serie limitata.
Il nome di Tazio Nuvolari riporta alle origini sportive di Audi e dei marchi che l’hanno preceduta, alle corse in cui velocità e tecnologia contribuivano a costruire la reputazione dei costruttori. Quel patrimonio dà oggi un’identità a una supercar elettrificata e rarissima: la Nuvolari è il manifesto della prossima Audi.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...