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Autovelox validi e non e relative sanzioni: Salvini spiega ufficialmente quali sono e le prossime novità in arrivo

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Cambiano le regole sugli autovelox: nuove normative su installazione, omologazione e validità delle multe, con censimento nazionale dei dispositivi e strumenti a tutela degli automobilisti.

Il ministro Matteo Salvini ha annunciato una riorganizzazione degli autovelox: quelli approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente conformi ai requisiti di omologazione, mentre quelli precedenti al 2017 potranno continuare a essere usati solo dopo l’adeguamento del prototipo ai nuovi requisiti tecnici. L’obiettivo dichiarato è spostare l’attenzione dall’uso degli autovelox per fare cassa alla sicurezza stradale.

Le norme acquistano un peso concreto su tutto il territorio nazionale, rendendo omogenea l'applicazione e ponendo limiti all'azione di Comuni, Province e Città Metropolitane. La circolazione diviene in tal modo non solo più vigilata, ma anche più rispettosa delle esigenze e dei diritti dei conducenti, a vantaggio di una mobilità realmente sicura e responsabile.

Particolare attenzione è rivolta all'adeguamento di tutti i dispositivi in funzione e alle condizioni legittimanti la contestazione delle contravvenzioni. Per la prima volta viene introdotto un sistema istituzionale per censire e rendere pubblica la lista dei dispositivi autorizzati, consentendo verifiche e ricorsi più semplici e tutelando chi rispetta le regole della strada.

Quali novità per gli autovelox in Italia

Il punto centrale dell’intervento del ministro Matteo Salvini riguarda la volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di fare chiarezza sul tema dell’omologazione e dell’utilizzo degli autovelox, distinguendo in modo netto tra i dispositivi più recenti e quelli più datati. In particolare, il ministro ha spiegato che tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente coerenti con i requisiti richiesti per l’omologazione. Questo significa, in sostanza, che per tali apparecchi non dovrebbe più porsi un problema di conformità tecnica rispetto ai nuovi criteri fissati dal Ministero.

Diverso è invece il discorso per gli autovelox approvati prima del 2017. In questi casi, i dispositivi non potranno essere considerati automaticamente in regola, ma potranno continuare a essere utilizzati soltanto se il relativo prototipo verrà adeguato ai nuovi requisiti tecnici previsti. La linea indicata dal Mit, quindi, introduce una sorta di spartiacque temporale: da una parte gli strumenti più recenti, che vengono sostanzialmente salvati in via automatica; dall’altra quelli precedenti, che dovranno invece superare un percorso di aggiornamento tecnico per restare operativi.

L’obiettivo dichiarato dal ministro è anche politico e comunicativo, oltre che tecnico. Salvini ha infatti collegato questa riorganizzazione alla necessità di superare l’idea dell’autovelox usato solo per fare cassa, ribadendo che la priorità deve tornare a essere la sicurezza stradale. Il messaggio è chiaro: gli autovelox, secondo questa impostazione, non dovrebbero essere percepiti come uno strumento meramente sanzionatorio o fiscale, ma come dispositivi legati alla prevenzione e al controllo della velocità in funzione della tutela degli utenti della strada.

Dal testo emerge quindi una duplice finalità. Da un lato, si punta a rendere più solido il quadro normativo e tecnico dei dispositivi impiegati per il controllo della velocità, riducendo le incertezze che negli ultimi anni hanno spesso alimentato contestazioni, ricorsi e polemiche. Dall’altro, si vuole ridefinire il significato stesso della presenza degli autovelox sulle strade, inserendoli in una logica di maggiore legittimazione istituzionale e di più esplicita connessione con l’interesse pubblico.

Criteri di installazione, autorizzazione e segnalazione

Il nuovo quadro normativo porta regole più stringenti per evitare utilizzi distorti dei dispositivi di controllo della velocità. Il posizionamento degli autovelox viene sottratto alla discrezionalità locale, affidando la valutazione di necessità e utilità al controllo prefettizio. Per poter installare un autovelox fisso, è richiesta:

  • Autorizzazione preventiva della Prefettura, fondata su una relazione tecnica e dati oggettivi riguardanti incidentalità e traffico
  • Analisi del tratto stradale per verificarne il rischio e la reale esigenza di un controllo automatizzato
  • Installazione consentita solo in assenza di alternative di controllo diretto da parte delle forze dell'ordine
Le novità includono anche limiti ben precisi sui tipi di strade eleggibili verso l'installazione:
  • Postazioni fisse e mobili possibili esclusivamente su strade di scorrimento urbano o extraurbane dove il limite di velocità non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto al limite massimo previsto dal Codice della Strada
  • Divieto su strade urbane di quartiere e locali, considerate a bassa incidentalità
  • Distanze minime tra segnaletica di preavviso e dispositivo: 200 metri in ambito extraurbano, 75 metri in ambito urbano
  • Segnaletica chiara e ben visibile, mai nascosta da ostacoli o vegetazione, e obbligo di indicare esattamente la distanza; i cartelli generici non sono ritenuti validi
Tali accorgimenti sono previsti per aumentare la trasparenza delle postazioni e prevenire multe irregolari. Ogni nuova installazione dovrà garantire la tutela dell'informazione nei confronti dell'automobilista e ridurre contestazioni dettate da vizi di forma.

Omologazione, approvazione e la validità delle multe

La distinzione tra omologazione e approvazione rappresenta uno dei nodi più delicati nel nuovo regime: infatti solo i dispositivi omologati dal Ministero possono legittimamente produrre sanzioni ai sensi dell'art. 45 del Codice della Strada. Gli strumenti semplicemente approvati - cioè autorizzati alla commercializzazione - non garantiscono di per sé la piena conformità tecnica necessaria. L'omologazione, invece, attesta il corretto funzionamento e la validità legale dei dati registrati.

Le sentenze della Cassazione hanno ribadito la nullità delle multe emesse da dispositivi non omologati, costringendo gli enti ad aggiornarsi tempestivamente o a disattivare le apparecchiature. Ciò comporta alcune conseguenze operative di rilievo:

  • Multe emesse da apparecchi non conformi sono nulle e impugnabili
  • I Comuni devo adeguare tutti i dispositivi in esercizio, con obbligo di disattivazione per quelli che non rispondono ai nuovi requisiti
  • Tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente conformi agli attuali criteri di omologazione; per i modelli precedenti è richiesto l'adeguamento tecnico del prototipo
Questa novità recepisce le indicazioni provenienti dal Ministero, secondo cui non è sufficiente la sola presenza del dispositivo, ma è necessario garantirne la fiducia pubblica attraverso standard tecnici definiti e omogenei per tutto il territorio nazionale. Si tratta di una risposta a decine di migliaia di ricorsi e alla necessità di evitare disparità di trattamento tra automobilisti di diverse città o regioni.

Il censimento nazionale degli autovelox e la registrazione

Cambia il sistema di controllo e trasparenza: tutti gli enti gestori sono obbligati a registrare i dispositivi attivi sul territorio su una piattaforma telematica istituita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Marca, modello, posizione, omologazione e codice catastale devono essere trasmessi agli uffici ministeriali, per formare una vera e propria lista ufficiale dei dispositivi validi per il rilievo delle infrazioni.

La pubblicazione sul sito ministeriale della lista aggiornata consente ai cittadini di consultare e verificare con facilità la legittimità delle postazioni attive, tutelando chi rispetta le regole della strada e offrendo un controllo diffuso contro gli abusi. Le apparecchiature non comunicate entro la scadenza prevista non potranno più generare multe valide; la sanzione eventualmente emessa sarà automaticamente nulla e contestabile in caso di ricorso.

L'obiettivo del censimento nazionale è creare criteri oggettivi e una trasparenza assoluta:

  • Validità limitata ai soli dispositivi risultanti in elenco
  • Impossibilità per enti o forze dell'ordine di attivare nuovi strumenti senza registrazione
  • Controllo costante ed eliminazione di postazioni fantasma

Le sanzioni annullabili e le tutele per gli automobilisti

Le novità introdotte permettono di impugnare con maggior successo le sanzioni illegittime. Le casistiche che rendono la multa annullabile riguardano:
  • Mancanza o irregolarità del segnale di preavviso (distanza non rispettata, cartello poco visibile, assenza del riferimento esatto)
  • Installazione del dispositivo su strade non autorizzate
  • Utilizzo di autovelox non omologati o solo approvati
  • Mancata registrazione nella piattaforma ministeriale
Il cittadino può verificare online la regolarità dell'apparecchio e, in assenza dei requisiti, procedere a contestare la sanzione presso il giudice di pace o con l'assistenza di un legale esperto. Sono disponibili polizze di tutela legale studiate per offrire assistenza in caso di ricorso, copertura delle spese processuali, e consulenza telefonica specifica sul tema della circolazione stradale. Gli enti gestori, invece, rischiano spese cospicue se non si adeguano in tempo alla nuova disciplina.


Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...