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Berkshire Hathaway (ex Warren Buffet): le nuove azioni comprate e vendute e i movimenti nei mercati finanziari

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Con la guida di Greg Abel, Berkshire Hathaway affronta una profonda trasformazione: nuove acquisizioni e disinvestimenti ridisegnano il portafoglio, il futuro della holding viene riletto.

Il passaggio di testimone alla guida di Berkshire Hathaway rappresenta una svolta storica nei mercati finanziari globali: Greg Abel, già alla guida della divisione energia, è oggi al vertice della leggendaria holding che per oltre mezzo secolo ha incarnato la filosofia d'investimento di Warren Buffett. Il primo trimestre del 2026 ha sancito l'avvio di una stagione di profondi cambiamenti strategici e operativi, in linea con il nuovo scenario globale e la necessità di adattarsi a mercati sempre più competitivi e digitalizzati.

Le azioni comprate e vendute da Berkshire Hathaway tracciano una discontinuità rispetto al passato: nuove acquisizioni di rilievo si affiancano a massicce dismissioni di portafoglio e a una revisione drastica delle partecipazioni. Nelle prime settimane dopo il pensionamento di Buffett, la notorietà della holding non è venuta meno, ma si percepisce una crescente attenzione degli operatori a ogni mossa, soprattutto in relazione alle scelte di asset allocation e alla ridefinizione delle priorità d'investimento della nuova gestione. In questa stagione di cambiamenti, resta forte il legame con i valori e la reputazione costruiti negli anni, ma emerge con forza lo stile decisionale di Greg Abel. Il futuro della compagnia, ora, si gioca sull'equilibrio tra continuità e innovazione.

Struttura, settori chiave e strategia di investimento

Berkshire Hathaway nasce come holding fortemente diversificata i cui pilastri sono il settore assicurativo, gli investimenti azionari, l'energia, l'industria e il trasporto ferroviario. Dal 1965 la società, passata dalle origini tessili a colosso finanziario, si caratterizza per le sue scelte di investimento orientate alla qualità dei business, alla solidità dei fondamentali e alla visione di lungo termine. Guidata per decenni da Buffett e dall'iconico sodale Charlie Munger, la holding si è affermata come un punto di riferimento per investitori e analisti:

  • Il settore assicurativo resta il fulcro finanziario: GEICO, General Re e altre compagnie forniscono il capitale per le operazioni di investimento.
  • Il gruppo vanta partecipazioni dirette in oltre 60 società sussidiarie, dalle ferrovie (BNSF Railway) all'energia (Berkshire Hathaway Energy), dall'alimentare (Dairy Queen) all'industria pesante, dalla distribuzione all'ingrosso fino alla vendita al dettaglio.
  • Una sostanziale porzione dei ricavi deriva dai dividendi delle azioni detenute (ad esempio, Apple, Coca-Cola, American Express).
La strategia di portafoglio di Berkshire Hathaway privilegia la concentrazione delle risorse su società considerate campioni nei rispettivi settori e la prudenza nell'allocazione della liquidità, evitando l'eccessiva diversificazione e mantenendo capacità di investimento immediata per sfruttare opportunità di mercato. La gestione delle attività non quotate offre flussi stabili, mentre la componente azionaria riflette l'approccio di value investing proprio di Buffett. L'arrivo di Abel non modifica il DNA della holding, ma orienta verso una maggiore dinamicità e capacità di adattamento.

Le principali nuove acquisizioni del primo trimestre 2026

L'inizio del 2026 vede Berkshire Hathaway protagonista di acquisizioni che segnano un cambio di passo:

  • Nuove posizioni strategiche sono state aperte su Alphabet (Google), Macy's e Delta Air Lines.
  • La mossa su Alphabet rappresenta una decisa scommessa sul settore tecnologico e sottolinea la volontà di rafforzare la presenza tra i big dell'economia digitale, pur bilanciando i rischi di concentrazione eccessiva. L'acquisto di azioni Macy's segue un ragionamento di riposizionamento sul retail statunitense, in ottica di un ciclo di rinnovata crescita post-pandemica.
  • L'ingresso su Delta Air Lines si inserisce in una dinamica di selezione di operatori leader nel settore del trasporto aereo, guardando alla ripresa dei viaggi internazionali e alla solidità del brand.
Accanto a queste tre nuove società emergono aumenti di rilievo su altri titoli: ad esempio, il gruppo ha incrementato in modo significativo la detenzione di azioni New York Times (+200%), in chiave di scommessa sull'informazione di qualità e sugli sviluppi dell'editoria digitale. Sono aumentate anche le posizioni su Alphabet nelle azioni di classe A e su Lennar Corporation, sia nella versione classica che in quella B.

Nel complesso, la combinazione di acquisizioni innovative e rafforzamenti di posizioni già presenti va letta come segnale di una rinnovata propensione al rischio selettivo e al tempo stesso di attenzione alle evoluzioni di lungo termine dei mercati internazionali. L'approccio del nuovo management mostra così una sensibilità particolare alle tendenze emergenti, all'allocazione efficiente del capitale e alla ricerca di valore in comparti anche meno presidiati dalla gestione precedente.

Disinvestimenti e riduzioni storiche: fuori 15 aziende

La rivoluzione nel portafoglio Berkshire Hathaway si manifesta con una storica ondata di disinvestimenti. Il trimestre registra l'uscita di ben quindici aziende, un dato che non trova precedenti nella storia della holding:

  • Tra le partecipazioni interamente liquidate emergono Visa, Mastercard, UnitedHealth, Domino's, Aon, Pool Corporation, Allegion, Amazon, Charter, Formula One, Lamar Advertising, Diageo e Liberty Latin America (sia ordinarie che Class C), Atlanta Braves.
  • Allo stesso tempo vengono attuate riduzioni marcate nelle partecipazioni su Constellation Brands (quasi azzerata, -95%), Nucor (-39,03%), Chevron (-35,17%). Si osservano alleggerimenti più leggeri su DaVita (-4%), Liberty Live Holdings (-3%) e Bank of America (-1%).
Questi movimenti riflettono un'azione di pulizia e snellimento senza precedenti, che porta il numero dei titoli in portafoglio da 42 a 29. Secondo osservatori e analisti, la decisione va interpretata come un riequilibrio delle priorità strategiche, utile a ridurre la rischiosità, eliminare duplicazioni e liberare risorse per nuove opportunità. I mercati osservano con attenzione l'impatto di queste operazioni sulle quotazioni dei titoli usciti e sulle dinamiche dei settori coinvolti. Il focus torna su settori e partecipazioni considerate più coerenti con la vision della nuova gestione.

L'uscita da società di rilievo come Amazon, Visa, Mastercard e UnitedHealth attesta un ripensamento profondo dei criteri di scelta delle azioni, dettato da una nuova mappa delle priorità tra crescita, stabilità e prospettive di ritorni futuri.

I motivi dietro la rivoluzione firmata Greg Abel

La radicale trasformazione della composizione del portafoglio nel 2026 nasce dalla visione di Greg Abel, orientata a una gestione più dinamica, focalizzata sulle tendenze strutturali e sulle potenzialità di crescita nelle economie mature e in via di sviluppo:

  • Obiettivo semplificazione: la riduzione delle partecipazioni risponde all'intento di rendere il portafoglio più agile e meno esposto a rischi sistemici, limitando la dipendenza da troppi fronti contemporanei.
  • Riesame settoriale: escono società la cui crescita si è mostrata meno brillante o meno in linea con le nuove linee guida. L'addio a titoli storici come Amazon si collega alla ricerca di nuova value creation su asset più innovativi o capaci di offrire vantaggi competitivi chiari.
  • L'incremento di liquidità e la contestuale riduzione delle esposizioni più volatili suggeriscono una strategia difensiva, ma anche la volontà di prepararsi a nuovi investimenti quando si presenteranno opportunità ritenute davvero allettanti.
Va rimarcato il ruolo ancora di peso di Warren Buffett, che, pur in pensione, continua ad avere una funzione di riferimento per la cultura aziendale e supporta processi decisionali di lungo respiro: la tempistica delle operazioni e la scelta di mantenere il nucleo storico delle principali blue chip sono elementi che raccontano una transizione pensata e condivisa.

Il nuovo corso della holding sembra dunque orientato a conciliare la prudenza della lunga tradizione Berkshire con la proattività richiesta dai mercati contemporanei.

Le maggiori partecipazioni: focus sui titoli in portafoglio

La nuova mappa delle partecipazioni evidenzia la scelta di puntare su colossi mondiali e leader nei rispettivi settori. Al primo trimestre 2026, il portafoglio risulta fortemente concentrato su poche società chiave:

Società

Valore Partecipazione (Mld $)

Numero Azioni

Apple

57,8

228 milioni

American Express

45,9

152 milioni

Coca-Cola

30,4

400 milioni

Bank of America

25,0

514 milioni

Chevron

17,5

84 milioni

Occidental Petroleum

17,2

265 milioni

Alphabet

15,6

54,2 milioni

Chubb

11,2

34,2 milioni

Moody's

10,8

24,7 milioni

L'investimento in Apple rimane il più cospicuo, nonostante le riduzioni degli ultimi mesi. Seguono American Express, Coca-Cola e Bank of America, titoli storicamente centrali nella strategia value della holding. La nuova gestione ha tuttavia introdotto una maggiore diversificazione tecnologica, come dimostra la posizione su Alphabet. Completano la rosa delle principali partecipazioni colossi dell'energia, delle assicurazioni e della finanza. Questa nuova configurazione restituisce un portafoglio più compatto, meno dispersivo e coerente con i nuovi obiettivi di crescita selettiva.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...