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Su cosa ha investito Berkshire Hathaway ex azienda di Warren Buffet per raddoppiare i profitti nell'ultimo anno e previsioni di Abel per 2026

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Berkshire Hathaway affronta una nuova fase dopo Buffett, con utili raddoppiati, investimenti strategici, gestione di Abel, sfide di mercato e strategie fino al 2026.

Il passaggio della leadership all'interno di Berkshire Hathaway segna un momento storico per il gigante finanziario statunitense. Dopo oltre sessant'anni ai vertici, Warren Buffett, unanimemente riconosciuto come uno dei più abili investitori mai esistiti, ha deciso di cedere la guida operativa della holding a Greg Abel. La decisione è avvenuta in un contesto di risultati finanziari solidi, confermando la capacità della società di generare valore per gli azionisti. L'assemblea annuale della holding, tradizionale appuntamento per gli investitori a Omaha, si è svolta in un'atmosfera di profonda trasformazione.

Performance finanziaria: utili raddoppiati e liquidità record

I dati confermano la straordinaria solidità economica di Berkshire Hathaway nel corso degli ultimi dodici mesi. La holding ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 10,1 miliardi di dollari, più che raddoppiato rispetto ai 4,6 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato sostenuto sia dal rafforzamento delle attività operative che dalla crescita del valore degli investimenti. Da segnalare in particolare l'andamento del segmento assicurativo, storicamente centrale nella strategia del gruppo, che ha registrato un incremento degli utili operativi del 28,5%, raggiungendo quota 1,72 miliardi nel trimestre in questione.

Anche su base annua i numeri testimoniano una fase di espansione per la conglomerata: alla chiusura del 2025 la liquidità aveva toccato livelli record, attestandosi sui 381,7 miliardi di dollari, con un utile netto stimato in circa 67 miliardi. Questi numeri sono il frutto di un approccio prudente, orientato alla gestione selettiva del capitale e alla massimizzazione del valore a lungo termine in un contesto di mercato spesso volatile.

La sostenibilità degli utili operativi, criterio sempre privilegiato da Warren Buffett nella valutazione delle performance aziendali, è stata ulteriormente sottolineata dalla scelta di riallocare selettivamente il portafoglio investimenti, aumentando la redditività del gruppo senza esporsi a rischi eccessivi. Nel medesimo periodo, i buyback di azioni proprie sono ripresi, segnando la cifra di 235 milioni di dollari dopo quasi due anni di interruzione, segnale di fiducia nel valore intrinseco della compagnia.

Gli investimenti strategici e le nuove partecipazioni

La strategia di allocazione del capitale ha visto, negli ultimi mesi, una decisa attenzione alla qualità e alla resilienza delle nuove partecipazioni. Il portafoglio si è arricchito di posizioni in aziende come Lennar Corporation (Classe A e B), Nucor Corporation e UnitedHealth Group, ampliando la tradizionale diversificazione nei diversi comparti dell'economia americana. Nel secondo trimestre del 2025 sono state segnalate ulteriori acquisizioni di rilievo:

  • Lennar Corporation Classe A: 7.048.993 azioni
  • Nucor Corporation: 6.614.112 azioni
  • UnitedHealth Group: 5.039.564 azioni
  • DR Horton Inc.: 1.485.350 azioni
  • Lamar Advertising: 1.169.507 azioni
  • Allegion PLC: 780.133 azioni
Agli aumenti di posizione su titoli consolidati come Chevron e Constellation Brands, si sono affiancate alcune uscita strategiche: si segnalano il disinvestimento totale da T-Mobile US e le riduzioni in società come Charter Communication, Liberty Media Formula 1, Apple Inc. e Bank of America. La ripartizione settoriale vede confermati i pilastri storici, assicurazioni, energia, ferrovia, retail, ma con un crescente interesse per il comparto sanitario e le costruzioni edili. Allo stesso tempo, le principali partecipazioni in Apple, American Express, Bank of America, Coca-Cola e Chevron continuano a rappresentare una quota rilevante del valore complessivo del portafoglio, con Apple e Bank of America, in particolare, che hanno subito aggiustamenti. Questa dinamica di ribilanciamento testimonia la volontà del nuovo vertice di perseguire la solidità senza però rinunciare a cogliere tempestivamente le opportunità nei settori più promettenti:

Titolo

Quota portafoglio (%)

Valore ($, miliardi)

Apple Inc.

22

57,4

American Express

19

48,4

Bank of America

11

28,6

Coca-Cola

11

28,3

Chevron

6,8

17,5

Queste scelte, sommate alla capacità di mantenere ampia liquidità e di implementare buyback selettivi, rappresentano una sintesi della nuova disciplina d'investimento sotto la guida Abel.

La gestione di Greg Abel: disciplina, innovazione ed eredità

L'arrivo di Greg Abel segna una fase di prosecuzione, ma anche di innovazione nella gestione della storica holding americana. Abel ha ribadito la centralità della disciplina sul capitale, mantenendo prudenza negli investimenti e una preferenza per asset liquidi e titoli di Stato statunitensi. Nonostante l'ampia disponibilità di risorse finanziarie, la holding ha evitato scelte impulsive, prediligendo una gestione conservativa nei periodi di valutazioni elevate sui mercati.

Odiamo la burocrazia e non intendiamo diventarne prigionieri, ha dichiarato Abel, facendo eco alle strategie storiche di Warren Buffett e rassicurando gli azionisti sulla continuità dell'approccio. In parallelo, si è impegnato a valutare attentamente ogni singola occasione di investimento, evitando asset non compresi o rischiosi. Ulteriore elemento distintivo è la volontà di mantenere una comunicazione trasparente e un rapporto diretto con i principali stakeholder, confermando la fiducia da parte del fondatore: Greg sta facendo tutto quello che facevo io e anche di più ha sottolineato Buffett, elogiando la gestione attuale.

Sul fronte delle innovazioni, Abel viene accreditato di una maggiore propensione all'intervento operativo rispetto al passato: la sua esperienza come responsabile delle divisioni non assicurative porta in dote una visione pragmatica, mirata all'efficienza e alla valorizzazione delle controllate con margini di miglioramento. Si prospetta inoltre una maggiore attenzione alle acquisizioni e uno studio approfondito delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, in particolare l'intelligenza artificiale, pur senza abbandonare i criteri di selettività che hanno caratterizzato la storia della società. La nuova fase è accompagnata anche da riflessioni sul possibile futuro introduction di un dividendo, tema sempre caro a una platea di azionisti alla ricerca di stabilità e ritorni consistenti nel tempo.

Il confronto tra Berkshire Hathaway e S&P 500

L'analisi dei rendimenti degli ultimi venti anni evidenzia come la capacità di Berkshire Hathaway di sovraperformare il principale indice azionario statunitense si sia andata riducendo rispetto al passato. Dal 1988 fino ai giorni nostri, la holding ha superato lo S&P 500 Total Return in 25 anni su 38, garantendo un rendimento annuo medio del 17,48% contro il 12,57% dell'indice nello stesso intervallo temporale.

Tuttavia, il confronto dal 2003 al 2026 rivela un'evoluzione più equilibrata. In questo periodo, la holding ha battuto l'indice in 13 anni su 23 (circa il 56%), ma con una crescita annua dell'11,5%, risultato inferiore rispetto ai decenni precedenti, mentre lo S&P 500 ha mantenuto un tasso sostanzialmente stabile (12,45%). L'unico anno di eccezionale sovraperformance si è registrato nel 2022, grazie a un distacco di 22 punti percentuali. Questa dinamica riflette sia la maggiore efficienza dei mercati sia la difficoltà, per una struttura di dimensioni colossali come Berkshire Hathaway, di replicare i tassi di crescita straordinari degli anni della leadership storica di Buffett. Ecco una rappresentazione sintetica dei rendimenti annuali medi:

Periodo

Berkshire Hathaway (%)

S&P 500 (%)

1988-2026

17,48

12,57

2003-2026

11,5

12,45

Questi risultati hanno comunque consolidato la reputazione di Berkshire Hathaway quale simbolo di successo finanziario a lungo termine, pur in un contesto di rendimento assoluto via via più vicino ai benchmark di mercato.

Valutazioni di mercato, bolla azionaria e investimenti

L'attuale scenario finanziario impone sfide complesse, a cominciare dalle valutazioni elevate dei mercati azionari statunitensi. Nonostante le risorse disponibili, la holding è rimasta in larga parte venditrice netta di azioni negli ultimi trimestri. Il motivo? L'elevato rapporto prezzo/utili (Cape) dello S&P 500, che ha superato quota 40, un livello raggiunto solo all'apice della bolla dot-com nel 2000. Secondo analisti, ciò indica rendimenti attesi inferiori nei prossimi anni (-3% a un anno, -19% a due, -30% a tre, se si ripetessero i trend storici). La società privilegia pertanto una posizione di cautela, preferendo accumulare liquidità e attendere opportunità di mercato più favorevoli.

Un altro elemento distintivo della gestione attuale consiste nel rifiuto di investimenti in criptovalute: nessuna esposizione al bitcoin, né a ETF sul settore né ad altri asset digitali. Buffett aveva già definito la criptovaluta una non opportunità e anche Abel ha mantenuto questa linea prudente. La preferenza resta dunque per asset tangibili, titoli di Stato USA e investimenti direttamente comprensibili, in linea con la filosofia maturata da decenni.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...