Scegliere i biscotti giusti da acquistare al supermercato può rivelarsi non sempre semplice: i consigli in base alle recenti classifiche di Altroconsumo
Scegliere i biscotti giusti al supermercato non è mai stato così complicato. Scaffali pieni di confezioni, etichette che promettono benessere e ingredienti "naturali", ma dietro il packaging si nascondono differenze enormi in termini di grassi, zuccheri e qualità nutrizionale. Un nuovo test di Altroconsumo, condotto su 500 prodotti diversi, mette ordine nel mondo dei biscotti da colazione e rivela quali categorie e quali marchi offrono il profilo più leggero, spiegando anche perché il tipo di olio utilizzato nella ricetta può fare la vera differenza per la salute.
Il primo dato che emerge dall'analisi riguarda la distinzione tra le due grandi famiglie di biscotti presenti in commercio: i biscotti secchi e i frollini. Si tratta di una differenza che non è solo di consistenza o di gusto, ma soprattutto di composizione nutrizionale.
I biscotti secchi sono la categoria meno grassa in assoluto, con un contenuto di grassi che si attesta tipicamente intorno ai 10 grammi ogni 100 grammi di prodotto, e in alcuni casi anche meno. La loro ricetta è più semplice: l'ingrediente base è la farina, a cui si aggiungono zuccheri, grassi, latte, uova e lievito, ma sempre in dosi contenute. Proprio questa formulazione essenziale li rende, in media, la scelta più leggera per chi cerca una colazione o una merenda meno calorica.
I frollini, al contrario, si confermano la categoria più grassa e più calorica tra quelle analizzate. Il loro contenuto di grassi è però estremamente variabile, con valori che vanno da un minimo di 9 grammi fino a un massimo di 24 grammi ogni 100 grammi, con una media che si aggira intorno ai 18 grammi. Questa ampia forbice dipende soprattutto dagli ingredienti aggiunti alla ricetta base: gocce di cioccolato, cacao, frutta secca e panna sono tutti elementi che fanno lievitare rapidamente il contenuto di grassi del prodotto finito. Non tutti i frollini, quindi, sono uguali: leggere l'etichetta resta il modo più efficace per capire cosa si sta davvero portando in tavola.
Uno degli aspetti più interessanti dell'indagine di Altroconsumo riguarda i risultati concreti, cioè quali marchi e quali referenze specifiche si sono distinti in positivo o in negativo.
Tra i frollini, il prodotto che ottiene il miglior profilo nutrizionale complessivo sono i Novellini al latte e miele Vivi Verde Coop, biscotti biologici che riescono a coniugare gusto e leggerezza meglio degli altri concorrenti della stessa categoria. Sul fronte opposto, i giudizi meno favorevoli vanno ai Krumiri Bistefani con gocce di cioccolato e agli Ottocento Galbusera, entrambi penalizzati da un profilo nutrizionale meno equilibrato rispetto alla media della categoria.
Per quanto riguarda i biscotti secchi, il podio è tutto di un unico marchio: i due prodotti che ottengono le valutazioni migliori sono gli Oswego e i Gran Varié, entrambi firmati Colussi. Un risultato che conferma come, anche all'interno della categoria già più leggera in partenza, esistano differenze qualitative apprezzabili tra un prodotto e l'altro.
Questi risultati sono particolarmente utili per chi fa la spesa in modo consapevole: non basta sapere che "i biscotti secchi sono meglio dei frollini" in generale, perché anche all'interno della stessa famiglia di prodotto le differenze tra le marche possono essere significative.
Per capire il reale valore della classifica dei biscotti è importante conoscere anche la metodologia utilizzata dai ricercatori. Il punteggio finale assegnato a ciascun prodotto non si basa solo sul contenuto di grassi, ma tiene conto di più parametri combinati tra loro.
La quota più consistente del punteggio, pari al 56,25%, è dedicata al profilo nutrizionale, calcolato con un sistema ispirato al Nutri-Score: questo criterio penalizza le calorie, i grassi saturi, gli zuccheri e il sale, mentre premia la presenza di fibre, proteine, frutta e verdura nella ricetta.
Il resto del punteggio si divide tra altri tre fattori. Il 16,25% viene attribuito alla presenza di additivi nel prodotto, un altro 16,25% riguarda il grado di lavorazione industriale, cioè quanto il biscotto si allontana da una preparazione artigianale e si avvicina a un prodotto ultra processato. Il restante 11,25% valuta infine la presenza di edulcoranti, sempre più diffusi anche nei prodotti da forno per ridurre l'apporto calorico apparente.
Questo approccio multidimensionale permette di avere un quadro molto più completo rispetto alla semplice lettura della tabella nutrizionale: un biscotto povero di grassi, infatti, non è automaticamente un prodotto sano se contiene molti additivi o è frutto di una lavorazione industriale spinta.
Se la quantità di grassi è un primo indicatore importante, i nutrizionisti sottolineano che la qualità dei grassi conta altrettanto, se non di più. Non tutti gli oli utilizzati nella produzione dei biscotti hanno lo stesso impatto sulla salute, ed è proprio qui che si gioca una parte fondamentale della scelta consapevole al supermercato.
Il consiglio pratico è quello di evitare i prodotti a base di olio di palma e olio di cocco, entrambi particolarmente ricchi di grassi saturi. Questi tipi di grassi, se consumati in eccesso e con regolarità, sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare, perché tendono a innalzare i livelli di colesterolo LDL nel sangue.
Al contrario, è preferibile orientarsi verso biscotti preparati con oli vegetali come olio di oliva, olio di mais o olio di girasole. Si tratta di grassi di tipo insaturo, generalmente considerati più protettivi per il sistema cardiovascolare rispetto ai grassi saturi. Questo significa che, a parità di grammi di grassi totali dichiarati in etichetta, due biscotti possono avere un impatto molto diverso sulla salute a seconda dell'olio utilizzato nella ricetta.
Un altro suggerimento pratico che arriva dagli esperti riguarda la lista degli ingredienti. La regola generale, applicabile non solo ai biscotti ma a molti prodotti confezionati, è semplice: più la lista è corta, meno ingredienti processati contiene il prodotto. Una ricetta essenziale, con pochi elementi riconoscibili, è generalmente indice di una lavorazione meno spinta rispetto a prodotti con lunghe liste di additivi, aromi ed emulsionanti.
Quando si acquistano biscotti, quindi, conviene seguire un piccolo protocollo di controllo:
La lezione più importante che arriva dal metodo di valutazione utilizzato, così come dal parere dei nutrizionisti, è che la quantità di grassi non basta da sola a definire un biscotto sano. Il tipo di olio impiegato, la presenza di additivi, il livello di lavorazione industriale e la lunghezza della lista ingredienti sono tutti elementi che, messi insieme, restituiscono un quadro molto più accurato. Per chi vuole fare scelte più consapevoli, il consiglio finale resta quello di abituarsi a leggere sempre l'etichetta, senza fermarsi al solo dato dei grassi totali dichiarati in prima pagina sulla confezione.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...