Il Bonus 500 euro under 35 rappresenta una novità nel panorama degli incentivi al lavoro giovanile: dalla platea dei destinatari ai settori coinvolti, fino ai meccanismi di richiesta e alle implicazioni.
Gli incentivi rivolti ai giovani italiani che intendono avviare un'attività stanno cambiando radicalmente il panorama occupazionale, con interventi pensati per sostenere nuove forme di autoimpiego e per favorire la stabilità lavorativa. Negli ultimi anni, la disoccupazione tra gli under 35 e la difficoltà di accesso al mercato del lavoro stabile sono diventati questioni centrali nel dibattito pubblico, soprattutto in relazione all'innovazione tecnologica e alla transizione ecologica. In questo contesto si inserisce il contributo mensile previsto dal decreto Coesione, mirato ad agevolare i giovani senza occupazione che danno vita a imprese o progetti imprenditoriali in settori ritenuti strategici per lo sviluppo nazionale.
Il fermento attorno a questa misura nasce non solo dall'importanza dei settori coinvolti, tecnologia, energia, ambiente, servizi avanzati, ma anche dalle modalità di erogazione e dalle opportunità legate all'esonero contributivo per chi assume giovani convertendoli a tempo indeterminato. Questi fattori, uniti a risorse definite e possibilità di esaurimento rapido dei fondi, creano un nuovo scenario in cui tempestività, correttezza delle informazioni e rispetto delle tempistiche diventano elementi per accedere ai vantaggi offerti.
La misura del Bonus 500 euro si rivolge a giovani con meno di 35 anni che intendano avviare un'attività imprenditoriale o professionale in Italia. Il requisito anagrafico deve sussistere alla data di apertura dell'attività, che si tratti di una partita IVA individuale o della costituzione di una società, purché rientri tra le piccole imprese secondo gli standard europei (meno di 50 dipendenti e fatturato annuo massimo di 10 milioni di euro).
Altro requisito imprescindibile è quello dello status di disoccupazione, che va dichiarato al momento dell'avvio (o della richiesta di attribuzione della partita IVA per i professionisti). Secondo la normativa vigente, si qualificano come disoccupati coloro che abbiano presentato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), risultino iscritti ai centri per l'impiego, oppure dichiarino un reddito sufficientemente basso da essere fiscalmente equiparabili a questa condizione.
L'attività deve essere avviata tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Nel caso di società, il bonus è riconosciuto a un solo socio titolare dei requisiti previsti, senza possibilità di cumulo con altri soci.
Per quanto riguarda le assunzioni, sono previsti vantaggi aggiuntivi laddove l'impresa, nata in questo arco temporale, assuma altri giovani e trasformi contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato: in questo caso, il beneficio include anche esonero totale dei contributi per le nuove assunzioni under 35, nel rispetto dei parametri fissati. Nel quadro di queste regole, emerge la finalità di promuovere non solo l'autoimpiego ma anche la stabilità contrattuale, nell'ottica di estendere gli effetti positivi sul tessuto produttivo e sociale nazionale.
L'agevolazione si applica a numerosi ambiti, identificati dal decreto attuativo seguendo la classificazione ATECO 2025. Il bonus copre attività considerate strategiche per la competitività, la digitalizzazione e la transizione ecologica. Le principali macro-aree ammesse includono:
Per ottenere il contributo mensile occorre presentare domanda solo in modalità telematica, esclusivamente tramite il portale INPS, utilizzando l'identità digitale (SPID, CIE o CNS). È necessario accedere al servizio Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche e ricercare la voce riferita all'incentivo all'autoimpiego under 35.
I termini sono stringenti: la domanda deve essere inoltrata entro 30 giorni dalla data di avvio dell'attività, cioè dalla comunicazione unica al Registro delle Imprese per società o dall'attribuzione della partita IVA per i professionisti. Per gli avvii realizzati prima dell'entrata in operatività (28 novembre 2025), i 30 giorni decorrono da tale data. La procedura richiede i seguenti elementi:
L'importo riconosciuto corrisponde a 500 euro al mese, per un massimo di 36 mensilità consecutive, e in ogni caso fino al 31 dicembre 2028. Il pagamento viene erogato annualmente in unica soluzione anticipata: ogni anno, a seconda dei mesi effettivi di spettanza, è previsto l'accredito diretto dell'importo complessivo.
Il beneficio totale non può superare quindi i 18.000 euro per soggetto. Un aspetto di notevole rilievo è la totale esenzione fiscale: il bonus risulta non imponibile e non concorre alla formazione del reddito; questo significa che non sono previsti prelievi IRPEF o altre ritenute.
Non occorre rendicontare le spese o dimostrare investimenti minimi, e il contributo non impone vincoli territoriali o di fatturato. Nel caso di mancata permanenza dei requisiti (per esempio la perdita del requisito di disoccupazione o variazioni sostanziali nella natura dell'attività), può scattare la revoca del beneficio, con obbligo di restituzione delle somme indebitamente percepite.
L'ampia platea di potenziali beneficiari, a fronte di uno stanziamento definito e capienza limitata, ha creato una situazione in cui la rapidità nella presentazione della domanda assume rilevanza decisiva. I fondi disponibili coprono circa 16.200 stabilizzazioni in cinque mesi, secondo le simulazioni istituzionali. Tuttavia, tra agosto e dicembre 2025, le sole trasformazioni a tempo indeterminato in Italia sono state oltre 302.000 (senza incentivi). Anche ipotizzando che solo un quinto dei casi rientri nei criteri richiesti, la domanda è comunque molto superiore alle risorse.
C'è quindi un alto rischio che i fondi si esauriscano in poche settimane. La stessa circolare INPS segnala che, una volta esaurito il budget assegnato, non verranno accolte nuove domande. Un effetto ulteriore è legato alla finestra agevolata: le imprese potrebbero rimandare la stabilizzazione dei giovani lavoratori al periodo di sgravio contributivo per aggiudicarsi l'incentivo fino a 12.000 euro a contratto, con il rischio di spostare il picco delle trasformazioni ad agosto, tradizionalmente uno dei mesi con meno assunzioni.
Infine, l'operatività effettiva della misura è soggetta al via libera della Commissione europea sugli aiuti di Stato (art. 108 TFUE), un'autorizzazione senza la quale la finestra del 1° agosto si aprirebbe su una procedura non attiva.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...