Per il triennio 2024-2026, il Decreto Coesione ha previsto un'agevolazione finalizzata a rafforzare le opportunità di occupazione e autoimpiego nei settori più innovativi. Oltre a sostenere i neo-imprenditori nella delicata fase di avvio, il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di politiche pubbliche tese a favorire la transizione tecnologica, digitale ed ecologica del sistema produttivo. L'accesso al bonus mensile riguarda ora anche i liberi professionisti con partita IVA, confermando la volontà istituzionale di allargare la platea degli aventi diritto e di incentivare soprattutto le competenze e i percorsi autonomi.
Cos'è il Bonus 500 euro mensili per giovani Under 35: obiettivi e quadro normativo
L'intervento economico, previsto dal D.L. 60/2024, è una delle principali iniziative governative a sostegno dei giovani che si affacciano all'autoimprenditorialità. Si tratta di un contributo mensile di 500 euro riconosciuto per un massimo di 36 mesi, fino a un totale di 18.000 euro, concesso esclusivamente ai giovani che avviano un'attività in determinati periodi e ambiti. L'obiettivo dichiarato è duplice: da una parte, incentivare l'apertura di nuove realtà imprenditoriali e professionali in settori ritenuti strategici per il futuro del Paese; dall'altra, contrastare la disoccupazione giovanile favorendo percorsi di inserimento stabile nel mondo del lavoro.
Il quadro normativo è stato definito attraverso il Decreto Coesione, ulteriormente integrato dalle successive circolari INPS (ad esempio, la circolare n. 148/2025 e il messaggio n. 270/2026) che hanno chiarito, tra l'altro, le modalità di accesso anche per le partite IVA. Il bonus si applica alle attività avviate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, estendendo la durata degli incentivi fino al 2028 per chi rispetta i requisiti temporali.
Chi sono i beneficiari: requisiti anagrafici, lavorativi e settoriali
I potenziali destinatari della misura sono stati identificati dalla normativa e dalle successive linee guida applicative. Rientrano tra i beneficiari tutte le persone fisiche che:
-
non abbiano ancora compiuto 35 anni al momento dell'avvio dell'attività o della registrazione della partita IVA;
-
siano in stato di disoccupazione al momento dell'avvio, intendendo una situazione di assenza di rapporti di lavoro attivi;
-
abbiano avviato nuove iniziative nel periodo tra luglio 2024 e dicembre 2025;
-
operino nei comparti strategici individuati dal decreto attuativo (dettagli nel paragrafo successivo).
La misura
riguarda sia le società sia i lavoratori autonomi e liberi professionisti, a condizione che i requisiti anagrafici e lavorativi siano soddisfatti. In caso di società, almeno un socio deve rispettare i criteri e risultare amministratore o lavoratore dell'impresa.
Non sono previste restrizioni legate all'Isee o al reddito complessivo.
Attività ammesse e settori strategici: focus sui codici ATECO e categorie professionali
L'agevolazione che si affianca ad altre iniziative, premia l'avvio di attività in settori riconosciuti come trainanti per la transizione digitale, tecnologica e ambientale. Il decreto attuativo del 3 aprile 2025 ha individuato un elenco dettagliato di ambiti ammissibili, identificati tramite i codici ATECO. Tra i più rilevanti figurano:
-
Attività legali e di contabilità (cod. 69);
-
Consulenza gestionale e direzione aziendale (70);
-
Studi di architettura e ingegneria (71);
-
Ricerca scientifica e sviluppo (72);
-
Pubblicità e ricerche di mercato (73);
-
Altre attività professionali, scientifiche e tecniche (74);
-
Servizi veterinari (75).
Entrano nel perimetro anche attività nei campi della transizione ecologica, dell'innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale, oltre a segmenti come istruzione e formazione avanzata, consulenza data science, progettazione digitale e sviluppo software.
Ogni domanda viene valutata in base al codice ATECO comunicato in fase di avvio; eventuali variazioni dopo la concessione del contributo possono influire sulla continuità della misura.
Come presentare domanda: tempistiche, procedura online e documenti richiesti
La richiesta di accesso alla misura avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma INPS. Per il 2026, la finestra temporale è fissata dal 31 gennaio al 2 marzo, riservata ai liberi professionisti. Chi rientra tra gli aventi diritto dovrà eseguire i seguenti passaggi:
-
Accedere al portale INPS tramite SPID, CIE o CNS;
-
Selezionare il servizio "Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche" e scegliere la voce "Incentivo Decreto Coesione";
-
Compilare i dati anagrafici e le informazioni sull'attività (incluso il codice ATECO),
-
Dichiarare lo stato occupazionale e i requisiti richiesti;
-
Allegare le coordinate bancarie per l'accredito degli importi.
Per le società va indicata la posizione giuridica e i dati della persona under 35 beneficiaria. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall'avvio dell'attività (o, per attività aperte prima della circolare operativa INPS, dalla pubblicazione dell'avviso ufficiale).
Importo, modalità di erogazione e vantaggi fiscali del bonus
L'agevolazione prevede un sostegno di 500 euro mensili per un massimo di tre anni, fino a 18.000 euro in totale. Tuttavia, la modalità di pagamento non è su base mensile ordinaria: INPS eroga le somme in unica soluzione anticipata ogni anno, consentendo ai beneficiari di disporre subito di liquidità utile per la gestione delle spese iniziali.
Il primo accredito copre anche eventuali arretrati dal momento di avvio dell'attività. La somma ricevuta è esentasse: il contributo non concorre alla formazione del reddito IRPEF e viene segnalato nella Certificazione Unica tra i "redditi esenti". Questo consente al giovane imprenditore di trattenere integralmente l'importo, senza obbligo di rendicontazione specifica o giustificativi di spesa.
Cumulabilità con altri incentivi e condizioni di decadenza
La misura è compatibile con alcune agevolazioni fiscali e contributive ma prevede limiti di cumulabilità con altri bonus similari, specie se destinati al medesimo scopo. Ad esempio:
-
Cumulabile con l'esonero contributivo per le assunzioni di giovani lavoratori under 35 da parte dei beneficiari;
-
Compatibile con crediti d'imposta e agevolazioni regionali, salvo disposizioni specifiche dei bandi territoriali;
-
Non cumulabile con altri esoneri contributivi della stessa natura.
Il diritto al contributo decade se l'attività cessa prima dei tre anni o se, in caso di variazione dei codici ATECO, si esce dai settori strategici individuati dal decreto. INPS effettua periodicamente controlli incrociati con Agenzia delle Entrate, Registro delle Imprese e Centri per l'Impiego per verificare la permanenza delle condizioni; la mancata rispondenza comporta la revoca e la restituzione delle sole somme relative ai mesi successivi alla decadenza.
Data la complessità del regime agevolativo, è fondamentale prestare particolare attenzione a:
-
Scadenza dei 30 giorni dalla data di avvio per la presentazione della domanda;
-
Indicazione corretta del codice ATECO;
-
Rispetto del requisito di stato di disoccupazione al momento dell'avvio;
-
Fornitura di dati precisi e coerenti nella compilazione telematica;
-
Monitoraggio della permanenza nei settori ammessi in caso di successive modifiche dell'attività.
Errori formali o variazioni successive non autorizzate possono portare alla revoca del beneficio.
Il supporto di un consulente esperto in fiscalità e diritto del lavoro è spesso risolutivo sia in fase di valutazione preliminare che durante la gestione della domanda e delle eventuali comunicazioni di verifica successive da parte dell'ente previdenziale.