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Bonus e agevolazioni casa: ristrutturazioni, lavori, mobili, acquisto, affitto e mutuo in manovra finanziaria 2027

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il
Bonus e agevolazioni casa: ristrutturazioni, lavori, mobili, acquisto, affitto e mutuo in manovra finanziaria 2027

Un pacchetto casa, con misure e leggi per le abitazioni è previsto nel testo ufficiale presentato ieri in Manovra Finanziaria nel CDM. Diverse misure confermate, alcune ancora ipotesi e altre nuove.

La manovra approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 dedica alla casa un pacchetto ampio: bonus ristrutturazioni confermati al 50% e al 36%, bonus mobili fino a 5mila euro, cedolare secca ridotta al 5% sui canoni concordati, 1% per gli inquilini under 35 e un’estensione della cedolare ai locali commerciali. Alcune misure sono state annunciate come decise, altre restano ipotesi in attesa del testo. Il disegno di legge deve inoltre passare dal Parlamento entro il 31 dicembre. Ecco, voce per voce, che cosa è previsto, quanto si risparmia e che cosa resta da chiarire.

Ristrutturazioni: confermati il 50% e il 36%

La misura più attesa è la proroga per il 2027 delle detrazioni per i lavori in casa. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato la conferma delle aliquote attuali: 50% per l’abitazione principale e 36% per le altre abitazioni. Senza proroga, dal 1° gennaio 2027 si sarebbe scesi al 36% e al 30%.

Le aliquote riguardano il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il sismabonus. La detrazione si recupera in dieci rate annuali di pari importo e il limite di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare, come oggi. Il testo non indica novità su tetti e rate, ma vanno verificati nella versione definitiva.

L’aliquota del 50% spetta a proprietari e titolari di un diritto reale di godimento sulla prima casa. Per inquilini e comodatari si applica l’aliquota ordinaria.

Quanto si risparmia: gli esempi

Con lavori da 40.000 euro sulla prima casa la detrazione è di 20.000 euro, cioè 2.000 euro l’anno per dieci anni. Su una seconda casa è di 14.400 euro, pari a 1.440 euro l’anno. Senza la proroga la prima casa avrebbe avuto 14.400 euro e la seconda 12.000 euro: la conferma vale quindi 5.600 euro in più sulla prima casa e 2.400 euro in più sulle altre abitazioni (calcoli nostri). Al massimale di 96.000 euro il vantaggio sale a 13.440 euro sulla prima casa e 5.760 euro sulle altre.

Un consiglio pratico riguarda il bonifico: l’aliquota dipende dalla data del pagamento, non dall’inizio o dalla fine dei lavori. Finché la legge di bilancio non sarà definitiva, sono sicuri del 50% soltanto i pagamenti effettuati entro il 31 dicembre 2026. Resta obbligatorio il bonifico parlante.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Il bonus mobili viene confermato con un tetto di spesa di 5.000 euro. L’aliquota non è indicata nelle comunicazioni sul testo: la percentuale in vigore nel 2026 è del 50%, per cui la detrazione massima sarebbe di 2.500 euro in dieci anni, cioè 250 euro l’anno (calcolo nostro).

Spetta per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici legato a lavori di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente. Anche questi requisiti sono quelli attuali e vanno confermati dal testo ufficiale.

Ecobonus al 65% e conto termico: ancora ipotesi

Nei giorni scorsi si era parlato di un ecobonus fino al 65% per pompe di calore, sistemi ibridi e cappotti termici. L’aumento non è stato definito e dipende dalle coperture e dal confronto con la Commissione europea: va considerato un’ipotesi, con un costo stimato di circa 50 milioni l’anno. Restano esclusi dalle agevolazioni gli impianti di riscaldamento a sola caldaia a combustibile fossile.

Si parla anche di un potenziamento del conto termico, il contributo diretto gestito dal Gse che viene accreditato sul conto corrente e non è una detrazione. Le stime circolate parlano di 700-800 milioni, finanziati con la flessibilità europea sull’energia, ma non c’è una decisione.

Affitti: cedolare secca al 5% sul canone concordato e cedolare per negozi e locali commerciali

Sul fronte degli affitti la manovra prevede la riduzione della cedolare secca dal 10% al 5% sui contratti a canone concordato, come il 3+2, a partire dal 2027. Per un affitto da 800 euro al mese (9.600 euro l’anno) l’imposta del proprietario scende da 960 a 480 euro (calcolo nostro). La misura interessa circa 257mila nuovi contratti nel 2027, secondo le stime circolate, con un costo di circa 100 milioni.

Per i contratti con inquilini under 35 l’aliquota scende all’1%: sullo stesso affitto da 800 euro il proprietario pagherebbe 96 euro di imposta. Restano alcune domande aperte: se l’età si verifichi alla firma o per tutta la durata, come vengano trattate le coppie con un componente oltre i 35 anni e se valgano i contratti transitori e per studenti. Secondo le ricostruzioni non sono previsti limiti di reddito, ma è un punto da controllare nel testo.

La manovra estende la cedolare secca ai locali commerciali. Le fonti non coincidono sui dettagli: le ipotesi parlano di un’aliquota del 21% per i negozi fino a 300 metri quadrati, ridotta al 10% nei centri metropolitani, mentre secondo altre ricostruzioni aliquota e modalità non sono state specificate. Per le sole agevolazioni sulle locazioni, tra residenziale e commerciale, si stima un costo di circa 820 milioni di euro.

Prima casa per gli under 36 ancora da confermare, mentre rimangono fringe benefit per affitto e mutuo

Tra le ipotesi c’è il ritorno delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa under 36 con Isee fino a 40mila euro: esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale, credito d’imposta sull’Iva per le case nuove acquistate da imprese ed esenzione dall’imposta sostitutiva sul mutuo. Il costo stimato è di almeno 160 milioni. Nel testo approvato sono citati gli incentivi per l’acquisto della prima casa, ma i dettagli non sono noti.

Resta in vigore fino al 31 dicembre 2027 la garanzia Consap: copre il 50% del capitale, e l’80% per le categorie prioritarie (under 36, giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori) con Isee fino a 40mila euro, su mutui fino a 250mila euro.

Superbonus e scuole

Sul Superbonus non ci sono nuove agevolazioni: circola soltanto l’ipotesi di una regolarizzazione delle posizioni irregolari tramite un’imposta sostitutiva, senza aliquota. Per gli edifici pubblici la premier Meloni ha annunciato climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole, con gare nel 2027 e fondi dal 2028, e interventi di efficienza anche per università e ospedali, senza cifre precise.




Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...