Sulla carta sembra imponente, ma i soldi davvero disponibili sono molto meno: sei capitoli di spesa, un prelievo sulle banche e temi cari agli italiani rimasti fuori. Ecco cosa prevede la manovra 2027
Nella notte tra mercoledì e giovedì il governo ha inviato a Parlamento e Bruxelles il Documento programmatico di bilancio (Dpb), il testo che anticipa la legge di bilancio 2027. Il totale degli interventi lordi è di 23,5 miliardi di euro, pari allo 0,98% del Pil. Una cifra che, in questa legislatura, risulta la seconda più bassa tra le cinque manovre del governo Meloni.
Il dato che fa notizia, però, è un altro. Il Dpb indica coperture per circa 10 miliardi e un maggior deficit di circa 13 miliardi, con un impatto netto sui conti dello 0,54% del Pil. In sostanza, la parte di manovra finanziata con risorse “vere” è molto più piccola di quella annunciata. Secondo il quotidiano la Repubblica, la quota destinata alle misure “identitarie” del governo si ferma addirittura a 9,5 miliardi, mentre i restanti 14,3 miliardi sono assorbiti dalle spese per green e difesa legate alla flessibilità chiesta a Bruxelles. Le due cifre misurano cose diverse: da un lato le coperture, dall’altro lo spazio politico effettivo.
Il documento non entra nel dettaglio delle norme. Il motivo, spiega il Dpb, è che si attende “una maggiore definizione” della flessibilità sull’energia, oggetto della trattativa con la Commissione europea. Per questo la manovra è, per ora, solo abbozzata.
Il governo ha organizzato le risorse in sei capitoli. Gli importi sono quelli riportati dalla stampa, con piccole differenze tra le testate:
Il capitolo che pesa di più sul ceto medio è quello che manca. Le tabelle del Dpb non includono l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi fino a 60mila euro, oggi limitata ai 50mila. Per chi guadagna tra 50 e 60mila euro significherebbe passare da un’aliquota del 43% al 33% sulla fascia interessata.
Il motivo è soprattutto di bilancio. Secondo le stime riportate da Quotidiano.net, la misura costerebbe 2,7 miliardi l’anno e riguarderebbe 3,3 milioni di contribuenti, più dei 2,2 miliardi previsti in totale per le misure fiscali. Altre stime, citate da Money.it, indicano un costo tra 1,2 e 2,5 miliardi, e tra le possibili coperture c’è un riordino delle detrazioni per i redditi alti. Le cifre non coincidono, ma il risultato è lo stesso: per ora non c’è spazio. Il senatore del Pd Antonio Misiani ha commentato che, tolta la clausola di salvaguardia, «non resta quasi nulla» e la legge è «debolissima».
Restano invece sul tavolo misure più mirate: la flat tax al 5% sugli incrementi salariali degli under 35, con un costo stimato di circa 350 milioni, e la tassazione agevolata di aumenti contrattuali, festività e produttività, per circa 2,6 miliardi. Meno probabili, secondo le stesse ricostruzioni, la flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro e la detassazione delle tredicesime.
Nei sei capitoli del Dpb non compare una voce sulle pensioni. Va detto con precisione: non risulta che il governo abbia cancellato misure, ma semplicemente che nel documento non c’è un intervento previdenziale. Le conseguenze sono concrete.
Dal 1° gennaio 2027, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e un mese. Bloccare lo scatto costerebbe circa 1,1 miliardi, secondo Money.it, ma al momento non è previsto. L’uscita a 64 anni, proposta dalla Lega e stimata in circa 1,6 miliardi l’anno, appare ora meno realistica.
C’è poi il tema delle pensioni minime: la rivalutazione straordinaria scade a fine 2026 e, se non viene rinnovata, dal 2027 resterà soltanto quella ordinaria. Con un’inflazione che a settembre, secondo le stime riportate, sarebbe salita al 4,1% dal 3,2% di agosto, il tema è tutt’altro che marginale.
La principale copertura della manovra è il contributo del settore finanziario: circa 5 miliardi nel 2027 (0,21% del Pil), che scendono allo 0,13% nel 2028 e allo 0,10% nel 2029, per un totale nel triennio di circa 10,7 miliardi. Il Dpb, però, non specifica gli strumenti del prelievo.
Nel mondo del credito la notizia ha provocato sorpresa e irritazione: secondo il retroscena di Repubblica, nessuno sarebbe stato avvisato con una chiamata. Resta da capire se il costo sarà assorbito dagli istituti o se potrà ricadere in parte su clienti e polizze. Per ora è una domanda aperta, non un dato.
Il quadro è stretto. Il governo non ha spazio per deficit aggiuntivo nel 2027, quindi ogni misura fuori dalle clausole deve essere coperta con tagli o nuove entrate. Il Pil è previsto in crescita dello 0,8% nel 2027 (0,6% senza la manovra), mentre il debito toccherebbe il picco del 138,5% per poi scendere. La spesa per interessi supererebbe i 100 miliardi l’anno prossimo.
Per difesa e sicurezza energetica l’Italia ha chiesto a Bruxelles una flessibilità fino allo 0,3% del Pil l’anno nel biennio 2027-2028, circa 14,4 miliardi annui. Serve però l’autorizzazione finale del Consiglio Ue.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...