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Bot, nuova asta oggi 10 febbraio: rendimenti, durata, caratteristiche e i pro e contro se comprarlo o no

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di Marcello Tansini pubblicato il
Rendimenti, durata, caratteristiche

La nuova asta dei BOT del 10 febbraio 2026 offre opportunitą e rischi per i risparmiatori: durata, importo, rendimento, regole d'asta, fiscalitą, vantaggi e limiti.

Inserita in un periodo caratterizzato da una domanda consistente di strumenti a breve termine, l'offerta dei nuovi BOT punta a rispondere all'esigenza di investitori orientati verso soluzioni finanziarie caratterizzate da basso rischio e scadenza ravvicinata.

Il nuovo titolo in emissione rappresenta quindi uno strumento di raccolta di liquidità destinato sia al rinnovamento di debito in scadenza, sia al soddisfacimento del fabbisogno dello Stato. Il meccanismo utilizzato, quello dell'asta competitiva, mira a garantire trasparenza, efficienza e accesso a condizioni di mercato per la determinazione del rendimento finale.

Calendario dell'emissione BOT: le scadenze da conoscere

La nuova emissione di BOT annuali segue un crono-programma preciso e consolidato dagli interventi normativi del Dipartimento del Tesoro, volto a tutelare la regolarità delle operazioni e l'accesso sia degli operatori professionali che dei risparmiatori. L'iter di sottoscrizione si articola nelle seguenti tappe:

  • Fino al 10 febbraio: possibilità di prenotazione da parte del pubblico attraverso i propri intermediari (banche e uffici postali, anche in modalità home banking laddove abilitato).
  • 11 febbraio, entro le ore 11: chiusura delle domande in asta da parte degli operatori abilitati. In questa fase, solo ‘Specialisti in titoli di Stato' e ‘Aspiranti Specialisti' possono presentare le richieste, secondo le modalità fissate dalla normativa.
  • 12 febbraio, entro le ore 15:30: spazio riservato all'eventuale collocamento supplementare, rivolto esclusivamente agli operatori che hanno preso parte alla prima fase.
  • 13 febbraio: giornata in cui avviene la regolazione finanziaria e l'effettiva emissione dei titoli, con addebito delle somme e accredito dei BOT sui depositi titoli dei sottoscrittori.
La scelta di non prevedere un'asta per i BOT trimestrali in corrispondenza dell'11 febbraio riflette la strategia del Tesoro di modulare la raccolta in funzione delle reali esigenze di cassa e delle condizioni dei mercati. L'attenzione è così interamente rivolta all'offerta annuale, indicativa dell'attuale orientamento del mercato verso strumenti che consentano di conservare la liquidità per periodi circoscritti senza esporsi a eccessiva volatilità.

Durata, importo e modalità di collocamento del nuovo BOT

Il titolo offerto in questa emissione presenta una struttura classica per i Buoni Ordinari del Tesoro a 12 mesi:

  • Data di emissione: fissata al 13 febbraio 2026.
  • Data di scadenza: 12 febbraio 2027.
  • Durata effettiva: 364 giorni (il limite massimo possibile per questo tipo di strumento).
  • Importo complessivo offerto: 8,5 miliardi di euro.
Al 13 febbraio 2026 si registrano in scadenza BOT per un ammontare di circa 8,8 miliardi di euro annuali, in una dinamica di rotazione della liquidità che mantiene oltre 106 miliardi di BOT annuali in circolazione. Il totale aggregato dei titoli BOT presenti sul mercato supera i 131 miliardi di euro, a conferma della centralità di questo strumento.

Il collocamento avviene mediante il sistema dell'asta competitiva, nel quale gli operatori presentano proposte indicate in termini di rendimento desiderato; il Tesoro successivamente accetta le richieste progressivamente, partendo da quelle più vantaggiose per lo Stato. È inoltre consentita la suddivisione dell'offerta in più tranche, soluzione che favorisce una risposta flessibile alle diverse condizioni di domanda.

Come funziona l'asta competitiva e il collocamento supplementare dei BOT

Il collocamento dei BOT annuali segue il meccanismo dell'asta competitiva, regolato dal Decreto Ministeriale 15 gennaio 2015 e affidato alla gestione tecnica della Banca d'Italia. Ogni operatore abilitato può inserire fino a cinque richieste per asta, ciascuna espressa come rendimento richiesto, calcolato in percentuale e variabile anche per millesimi di punto. L'importo minimo di ogni richiesta da parte degli operatori istituzionali è di 1,5 milioni di euro.

Il prezzo fiscale di riferimento della prima tranche è determinato sulla base del rendimento medio ponderato emerso dall'asta. In questo modo, la trasparenza e la parità di trattamento sono salvaguardate a beneficio di tutti i partecipanti, inclusi i risparmiatori che prenotano i titoli tramite banca o posta e vedranno riconosciuto in fase di assegnazione l'identico prezzo medio formato in asta.

Alle aste ordinarie può affiancarsi un collocamento supplementare, pari al 10% dell'importo nominale offerto nella prima fase. Riservato agli operatori che hanno partecipato all'asta principale, il supplementare consente una distribuzione più efficiente del titolo negli ambienti finanziari qualificati e rappresenta una leva importante per tarare la liquidità del mercato senza eccessive oscillazioni nei prezzi.

Commissioni applicabili, importo minimo e accessibilità per i risparmiatori

Al fine di garantire una piena accessibilità dell'investimento anche alla clientela retail, il MEF ha imposto dei limiti specifici a tutela dei piccoli sottoscrittori. La commissione massima applicabile per i BOT a 12 mesi è fissata allo 0,15% sull'importo investito, in virtù del Decreto Ministeriale del 15 gennaio 2015. Questa soglia serve a evitare che i costi di gestione erodano il vantaggio economico del risparmiatore.

La sottoscrizione è inoltre possibile per importi a partire da 1.000 euro, parametro pensato per favorire la platea dei risparmiatori individuali. L'acquisto può essere effettuato:

  • Presso sportelli bancari o postali
  • Tramite home banking abilitato al trading di titoli di Stato
Per chi opera attraverso intermediari occorre essere titolari di un deposito titoli (conto titoli) sul quale verrà depositato il BOT dopo la regolazione finanziaria. I privati cittadini, in particolare, non hanno accesso diretto all'asta primaria, ma possono prenotare i titoli entro il termine previsto e acquisirli alle condizioni che emergeranno dall'esito dell'asta competitiva.

Rendimenti: come viene calcolato e cosa aspettarsi

I BOT sono noti per la struttura a sconto d'emissione: l'investitore acquista il titolo a un prezzo inferiore rispetto al valore nominale che verrà rimborsato a scadenza. Il rendimento non è quindi dato da una cedola periodica, ma è rappresentato dalla differenza tra quanto pagato e quanto percepito alla fine dei 12 mesi:

Esempio semplificato:

Prezzo di acquisto: €980
Valore di rimborso: €1.000
Rendimento lordo: (€1.000-€980)/€980 x 100 ≈ 2,04%

Il valore effettivo del rendimento sarà ufficializzato dal MEF a chiusura delle operazioni d'asta; infatti, le condizioni di mercato e la domanda degli operatori incidono direttamente sul prezzo finale. Gli investitori possono così beneficiare di uno strumento che offre trasparenza e prevedibilità grazie alla modalità di calcolo e all'assenza di sorprese sul rimborso a scadenza.

Va ricordato che, per tutti i BOT, il rendimento netto tiene conto della tassazione agevolata specificamente prevista dalla legge, elemento che rende questi titoli particolarmente interessanti per una fascia ampia di investitori prudenti.

Aspetti fiscali, vantaggi e limiti dei BOT rispetto ad altri strumenti di Stato

Dal punto di vista fiscale, i proventi derivanti da BOT sono soggetti all'aliquota ridotta del 12,5%, così come stabilito dall'art. 2, comma 12 del Decreto Legislativo 239/1996. Tale regime si configura come più vantaggioso rispetto a molti altri investimenti alternativi, soprattutto del comparto finanziario privato, dove l'imposizione può raggiungere il 26%.

I vantaggi dei BOT annuali includono:

  • Durata molto breve e pianificabile
  • Elevata liquidità e facilità di negoziazione sul mercato secondario
  • Commissioni contenute e accessibilità per il piccolo risparmiatore
  • Semplicità di calcolo del rendimento
  • Rischio molto basso (dati l'emittente statale e la scadenza ravvicinata)
I limiti rispetto ad altri titoli di Stato sono evidenti:
  • Assenza di cedole periodiche: l'investitore non riceve flussi intermedi di liquidità.
  • Rendimento potenzialmente inferiore a strumenti più “lunghi”, come i BTP o i BTP Short Term, che prevedono cedole semestrali e benefici da tassi alti su scadenze superiori all'anno.
  • Non protezione dall'inflazione: contrariamente ad altri strumenti (BTP€i), il valore di rimborso rimane fisso anche in caso di rialzo dei prezzi al consumo.
Il BOT annuale pertanto si inserisce tra le soluzioni preferite da chi desidera evitare sia il rischio di prezzo dei titoli lunga durata che la volatilità dei mercati azionari, mantenendo la possibilità di diversificare e parcheggiare temporaneamente la liquidità.

Pro e contro dell'acquisto del BOT annuale: per chi è una soluzione adatta?

Analizzando le caratteristiche della nuova emissione, il BOT annuale si rivela particolarmente indicato per una platea di risparmiatori con orizzonte temporale breve e obiettivo di conservazione del capitale:

  • Privati e famiglie che necessitano di parcheggiare la liquidità senza correre rischi eccessivi
  • Investitori prudenti in attesa di condizioni di mercato più favorevoli per strategie di medio-lungo termine
  • Chi privilegia strumenti semplici da sottoscrivere, senza complicate strutture di cedole o protezioni dall'inflazione
  • Portafogli orientati a una pianificazione attenta della liquidità in periodi di attesa o transizione finanziaria
Tra gli svantaggi vanno menzionati:
  • Rendimento inferiore rispetto ai BTP a scadenza più lunga e titoli indicizzati
  • Assenza di cedole periodiche, ciò limita la possibilità di gestione attiva del flusso di cassa
  • Poca aderenza alle esigenze di chi cerca strumenti molto dinamici o vuole posizionarsi rispetto all'andamento dei tassi d'interesse



Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...