La nuova asta dei BOT del 10 febbraio 2026 offre opportunitą e rischi per i risparmiatori: durata, importo, rendimento, regole d'asta, fiscalitą, vantaggi e limiti.
Inserita in un periodo caratterizzato da una domanda consistente di strumenti a breve termine, l'offerta dei nuovi BOT punta a rispondere all'esigenza di investitori orientati verso soluzioni finanziarie caratterizzate da basso rischio e scadenza ravvicinata.
Il nuovo titolo in emissione rappresenta quindi uno strumento di raccolta di liquidità destinato sia al rinnovamento di debito in scadenza, sia al soddisfacimento del fabbisogno dello Stato. Il meccanismo utilizzato, quello dell'asta competitiva, mira a garantire trasparenza, efficienza e accesso a condizioni di mercato per la determinazione del rendimento finale.
La nuova emissione di BOT annuali segue un crono-programma preciso e consolidato dagli interventi normativi del Dipartimento del Tesoro, volto a tutelare la regolarità delle operazioni e l'accesso sia degli operatori professionali che dei risparmiatori. L'iter di sottoscrizione si articola nelle seguenti tappe:
Il titolo offerto in questa emissione presenta una struttura classica per i Buoni Ordinari del Tesoro a 12 mesi:
Il collocamento avviene mediante il sistema dell'asta competitiva, nel quale gli operatori presentano proposte indicate in termini di rendimento desiderato; il Tesoro successivamente accetta le richieste progressivamente, partendo da quelle più vantaggiose per lo Stato. È inoltre consentita la suddivisione dell'offerta in più tranche, soluzione che favorisce una risposta flessibile alle diverse condizioni di domanda.
Il collocamento dei BOT annuali segue il meccanismo dell'asta competitiva, regolato dal Decreto Ministeriale 15 gennaio 2015 e affidato alla gestione tecnica della Banca d'Italia. Ogni operatore abilitato può inserire fino a cinque richieste per asta, ciascuna espressa come rendimento richiesto, calcolato in percentuale e variabile anche per millesimi di punto. L'importo minimo di ogni richiesta da parte degli operatori istituzionali è di 1,5 milioni di euro.
Il prezzo fiscale di riferimento della prima tranche è determinato sulla base del rendimento medio ponderato emerso dall'asta. In questo modo, la trasparenza e la parità di trattamento sono salvaguardate a beneficio di tutti i partecipanti, inclusi i risparmiatori che prenotano i titoli tramite banca o posta e vedranno riconosciuto in fase di assegnazione l'identico prezzo medio formato in asta.
Alle aste ordinarie può affiancarsi un collocamento supplementare, pari al 10% dell'importo nominale offerto nella prima fase. Riservato agli operatori che hanno partecipato all'asta principale, il supplementare consente una distribuzione più efficiente del titolo negli ambienti finanziari qualificati e rappresenta una leva importante per tarare la liquidità del mercato senza eccessive oscillazioni nei prezzi.
Al fine di garantire una piena accessibilità dell'investimento anche alla clientela retail, il MEF ha imposto dei limiti specifici a tutela dei piccoli sottoscrittori. La commissione massima applicabile per i BOT a 12 mesi è fissata allo 0,15% sull'importo investito, in virtù del Decreto Ministeriale del 15 gennaio 2015. Questa soglia serve a evitare che i costi di gestione erodano il vantaggio economico del risparmiatore.
La sottoscrizione è inoltre possibile per importi a partire da 1.000 euro, parametro pensato per favorire la platea dei risparmiatori individuali. L'acquisto può essere effettuato:
I BOT sono noti per la struttura a sconto d'emissione: l'investitore acquista il titolo a un prezzo inferiore rispetto al valore nominale che verrà rimborsato a scadenza. Il rendimento non è quindi dato da una cedola periodica, ma è rappresentato dalla differenza tra quanto pagato e quanto percepito alla fine dei 12 mesi:
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Esempio semplificato: |
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Prezzo di acquisto: €980 |
Il valore effettivo del rendimento sarà ufficializzato dal MEF a chiusura delle operazioni d'asta; infatti, le condizioni di mercato e la domanda degli operatori incidono direttamente sul prezzo finale. Gli investitori possono così beneficiare di uno strumento che offre trasparenza e prevedibilità grazie alla modalità di calcolo e all'assenza di sorprese sul rimborso a scadenza.
Va ricordato che, per tutti i BOT, il rendimento netto tiene conto della tassazione agevolata specificamente prevista dalla legge, elemento che rende questi titoli particolarmente interessanti per una fascia ampia di investitori prudenti.
Dal punto di vista fiscale, i proventi derivanti da BOT sono soggetti all'aliquota ridotta del 12,5%, così come stabilito dall'art. 2, comma 12 del Decreto Legislativo 239/1996. Tale regime si configura come più vantaggioso rispetto a molti altri investimenti alternativi, soprattutto del comparto finanziario privato, dove l'imposizione può raggiungere il 26%.
I vantaggi dei BOT annuali includono:
Analizzando le caratteristiche della nuova emissione, il BOT annuale si rivela particolarmente indicato per una platea di risparmiatori con orizzonte temporale breve e obiettivo di conservazione del capitale:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...