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Btp a breve o lunga scadenza? La miglior scelta è la media durata di 5-7 anni al momento. Ecco perché secondo gli esperti

di Marcello Tansini pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il
La miglior scelta

Scegliere tra BTP a breve, media o lunga scadenza significa valutare caratteristiche, rendimenti e rischi diversi. Gli esperti oggi indicano la fascia 5-7 anni come soluzione ottimale.

Negli ultimi mesi, volatilità dei mercati finanziari e oscillazioni dei tassi hanno riacceso l'attenzione sulle strategie più efficaci per proteggere o far crescere il patrimonio. Il dilemma se orientarsi su titoli a scadenza ravvicinata, intermedia o particolarmente lunga rimane centrale, e la scelta non può prescindere dalla valutazione di fattori come rendimento atteso, rischio associato e obiettivi di investimento personali.

L'esperienza maturata nel contesto italiano suggerisce che la posizione lungo la curva dei rendimenti influenza sia il potenziale ritorno che l'esposizione alle variazioni dei tassi di interesse. In questo scenario in rapido mutamento, il confine tra prudenza e ricerca di rendimento si fa sempre più sottile, rendendo essenziale un'accurata analisi delle proprie esigenze e della situazione macroeconomica.

Caratteristiche dei BTP: dal breve al lungo termine

I Buoni del Tesoro Poliennali, noti come BTP, sono titoli obbligazionari emessi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per finanziare lo Stato italiano. Sono disponibili con una gamma di scadenze che va da 18 mesi a oltre 50 anni. Tutte le tipologie di BTP prevedono il pagamento di cedole semestrali a tasso fisso o variabile, e il rimborso del capitale a scadenza;

  • BTP a breve termine: si tratta di titoli con durata residua da 18 mesi a 3 anni. Generalmente offrono rendimenti ridotti ma maggiore liquidità e minore esposizione al rischio tasso d'interesse.
  • BTP a media scadenza: includono emissioni tra 4 e 7 anni, spesso valorizzate dagli investitori per l'equilibrio tra rischio, rendimento e volatilità. Quest'area ha visto particolare interesse grazie alla capacità di intercettare una curva dei rendimenti in fase di rialzo.
  • BTP a lunga durata: coprono il segmento tra 10 e 50 anni e si caratterizzano per tassi cedolari più elevati ma anche per una maggiore sensibilità alle oscillazioni dei mercati e dei tassi della BCE.
Una peculiarità dei BTP è la possibilità di vendita sul mercato secondario (MOT/EuroTLX) prima della scadenza, sebbene il prezzo possa variare rispetto al valore nominale in base a condizioni di mercato, rischio Paese e tassi di interesse. Esistono inoltre BTP indicizzati all'inflazione (BTP Italia e BTP€i), pensati per proteggere dall'erosione del potere d'acquisto, e modelli step-up (BTP Valore, Futura), che offrono cedole crescenti durante la vita del titolo. La tassazione è agevolata al 12,5%, aspetto che rende i titoli di Stato italiani appetibili rispetto alle obbligazioni corporate.

Rendimenti a confronto: come cambiano in base alla scadenza

Il tema rendimento è centrale quando si valutano le differenti scadenze dei BTP: in genere, titoli più longevi offrono cedole e rendimenti netti maggiori per compensare il maggiore rischio legato all'incertezza nel tempo. Analizzando dati 2025, si nota come la curva dei rendimenti italiana tenda a premiare la durata:

Scadenza

Rendimento netto annuo (%)

Cedola annua (%)

3 mesi

1,75

0,50

1 anno

1,84

2,95

2 anni

1,92

2,65

5 anni

2,42 - 2,57

2,85 - 2,94

7 anni

2,68 - 2,98

3,25 - 3,3

10 anni

3,00 - 3,37

3,6 - 3,8

30 anni

4,05 - 4,47

4,65

Il rendimento lordo effettivo di mercato può differire rispetto alla cedola grazie al prezzo di acquisto sotto la pari (meno di 100), garantendo all'investitore una plusvalenza aggiuntiva a scadenza. Nel segmento 5-7 anni, la domanda nei collocamenti MEF ha superato più volte l'offerta (rapporto di copertura anche superiore a 1,5), segno di una forte preferenza per una durata capace di bilanciare interesse, rischio mercato e volatilità. Da notare che le differenze tra titoli brevi e medi sono meno accentuate rispetto al salto verso le scadenze decennali e ultra-trentennali, a causa dei maggiori rischi macroeconomici incorporati nelle scadenze più lontane.

Pro e contro delle diverse durate dei BTP

La scelta tra BTP a breve, media o lunga scadenza comporta diversi vantaggi e punti di attenzione:

  • Durata breve:
    • Vantaggi: liquidità elevata, rischio tasso ridotto, minore incertezza sul rimborso.
    • Svantaggi: rendimenti bassi, minor protezione dall'inflazione, limitato potenziale di crescita dei prezzi.
  • Durata media:
    • Vantaggi: equilibrio tra redditività e contenimento delle oscillazioni di prezzo, cedole mediamente più interessanti.
    • Svantaggi: rischio tasso più avvertito rispetto ai titoli brevi, possibilità di perdita in caso di vendita anticipata.
  • Durata lunga:
    • Vantaggi: cedole elevate, possibilità di plusvalenze in periodi di discesa dei tassi, strumento per strategie buy & hold di lungo respiro.
    • Svantaggi: forte sensibilità alle variazioni dei tassi d'interesse (duration), volatilità di prezzo anche marcata, rischio Paese e macroeconomico più difficile da prevedere, orizzonte temporale adatto solo a chi può prescindere da liquidità immediata.
Sono da aggiungere i profili legati alla fiscalità (tassazione 12,5%), differente rispetto ad altre asset class, e la liquidità di mercato, generalmente molto buona sulle principali scadenze ma potenzialmente più ridotta su emissioni ultra-lunghe o meno frequenti.

Perché la fascia 5-7 anni è oggi considerata la scelta migliore dagli esperti

Nel contesto attuale, il segmento dei titoli 5-7 anni si è imposto come area preferenziale per numerosi analisti e gestori, sostenendo la crescente domanda nelle ultime aste. La combinazione tra rendimento competitivo, rischio contenuto e volatilità ridotta rispetto alle scadenze ultra-lunghe risponde alle esigenze degli investitori che desiderano:

  • Massimizzare il rapporto rischio/rendimento rispetto alle scadenze brevi, dove il rischio è già molto basso ma il rendimento contenuto;
  • Limitare la duration e la conseguente volatilità che colpisce pesantemente i titoli oltre i 10 anni, soggetti a improvvisi cambi di scenario macroeconomico e variazione dei tassi di riferimento BCE;
  • Mantenere la possibilità di liquidità in caso di necessità, essendo i BTP a 5 e 7 anni tra i più scambiati sul mercato secondario;
  • Migliorare la copertura dall'inflazione potendo eventualmente accedere a BTP indicizzati;
  • Sfruttare il favorevole rapporto di copertura riscontrato nei collocamenti più recenti, indice di fiducia sia retail che istituzionale.
Mercato e scenario di tassi dopo la fase di rialzi BCE hanno favorito la risalita dei rendimenti netti proprio su questa fascia di durata, che offre oggi una comfort zone fra reattività alle dinamiche di credito sovrano e relativa protezione dagli shock di prezzo che caratterizzano scadenze estreme.

Strategie di investimento tra orizzonte temporale, propensione al rischio e diversificazione

Una strategia di investimento efficace considera orizzonte temporale e tolleranza al rischio personale oltre al posizionamento sulla curva. L'allocazione su BTP a media durata risponde bene a profili sia moderati che leggermente più dinamici, favorendo la stabilità dei flussi cedolari senza esporsi eccessivamente alle oscillazioni di mercato. Per costruire portafogli resilienti:

  • La tecnica del laddering (o scala di scadenze) consente di acquistare titoli con date di rimborso differenziate (ad esempio 2, 5, 7 e 10 anni), mantenendo regolare disponibilità di liquidità e possibilità di reinvestire a tassi più alti in caso di rialzi futuri.
  • La strategia del barbell combina quote di titoli molto brevi e molto lunghi, escludendo le scadenze intermedie per massimizzare rendimento potenziale e flessibilità. Tuttavia, nelle attuali condizioni di mercato, diversi osservatori ritengono preferibile dare centralità ai segmenti tra 5 e 7 anni.
  • La diversificazione geografica tramite l'acquisto, a fianco dei BTP, di obbligazioni di altri emittenti sovrani (Bund tedeschi, OAT francesi) o tramite fondi ed ETF dedicati ai titoli eurozona, può ridurre ulteriormente il rischio specifico-Paese.
L'importanza dell'allocazione non esclusiva ma proporzionale alle proprie esigenze (ad esempio, una quota del capitale disponibile in BTP a media scadenza) offre spazio anche per soluzioni più dinamiche. L'attenzione al contesto macro resta centrale: spread, tassi BCE, scenario politico e andamento del debito pubblico incidono sulla rischiosità percepita e, quindi, sulla convenienza delle varie strategie di posizionamento.


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