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C'è un frigorifero segreto in molte auto che non si sa di avere: dove si trova e come usarlo al meglio

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

C'è un frigorifero nella tua auto e potresti non saperlo: il vano portaoggetti raffreddato dal climatizzatore, la valvola da cercare, le auto che lo hanno e lo avevano e i limiti da conoscere prima di usarlo

In Cina sono moltissime le automobili che offrono a bordo un vero e proprio mini frigo, un vano dedicato con il quale tenere al fresco bevande e piccoli spuntini durante il viaggio. In Europa la dotazione è molto più rara, e l'unico caso citato dalle prove recenti è quello di un Land Rover Defender X, che lo ha tra le sue chicche. Il Defender X, tuttavia, ha un vano dedicato ed è quindi un caso diverso da quello di cui parliamo qui. Gli scompartimenti refrigerati nelle auto sono più frequenti di quanto si pensi, anche se non hanno quasi niente a che fare con un frigorifero vero: molti automobilisti li hanno nel cruscotto da anni, senza saperlo.

Il trucco è semplice e, per questo, geniale. Sulle auto vendute in Europa può capitare di trovare un vano portaoggetti refrigerato, cioè un cassetto in cui arriva una parte dell'aria fredda prodotta dal climatizzatore. Non servono componenti refrigeranti aggiuntivi, né compressori o batterie dedicate: basta sfruttare i tubi in gomma o in plastica corrugata del sistema di climatizzazione, che possono deviare una parte di aria fredda all'interno del portaoggetti. Il costo per il costruttore, di conseguenza, è molto basso, ed è uno dei motivi per cui l'idea ha avuto così tanta fortuna. In pratica, invece di aggiungere un impianto nuovo, si sfrutta quello che c'è già, derivando una piccola parte del flusso verso un secondo punto di uscita.

Come funziona e come usarlo al meglio

Sulle auto che offrono questa funzione si trova, di solito, una valvola a farfalla o un otturatore, cioè un piccolo elemento che permette di attivare o fermare il passaggio dell'aria fredda dentro il cassetto. In pratica, quando la valvola è aperta e il climatizzatore è acceso, un po' dell'aria raffreddata viene incanalata nel vano; quando la si chiude, il flusso si ferma e il cassetto torna a comportarsi come un normale portaoggetti. Per capire se la propria auto ha questa funzione, in linea generale, conviene seguire tre passaggi semplici. Primo, aprire il portaoggetti e guardare con attenzione l'interno, alla ricerca di una piccola apertura o di una levetta collegata al circuito dell'aria. Secondo, accendere il climatizzatore e, con il cassetto aperto, verificare se esce aria fresca quando l'eventuale valvola è nella posizione di apertura. Terzo, consultare il manuale d'uso o chiedere a un'officina di fiducia, perché la posizione e il nome della funzione cambiano da un costruttore all'altro.

Va chiarito subito cosa non può fare, per evitare aspettative sbagliate. Non trattandosi di un vano frigo appositamente progettato, non riesce a tenere "chissà quale temperatura gelida": la sua capacità di raffreddamento è limitata e dipende dalla temperatura dell'aria che esce dal climatizzatore e dal tempo in cui l'auto è in funzione. Tuttavia è più che sufficiente per tenere al fresco una bibita già raffreddata in partenza. Il suo compito, in sostanza, è evitare che una bottiglia messa in fresco prima di partire si scaldi durante il viaggio, non raffreddare dal nulla una bevanda calda.

Da qui discendono alcuni consigli pratici, che sono una nostra deduzione dal funzionamento descritto e non istruzioni ufficiali. Conviene mettere nel vano una bibita già fredda, per esempio presa dal frigorifero di casa, e accendere il climatizzatore prima di partire. Va tenuta aperta la valvola quando serve e chiusa quando non serve, per non sprecare l'aria fresca. E non conviene fidarsi del vano per conservare alimenti deperibili o medicinali, che richiedono temperature controllate: per quelli, una borsa termica con ghiaccio resta la scelta più sicura. Se si ha un dubbio sulla presenza e sul funzionamento del sistema, il manuale d'uso è la fonte più affidabile.

Su quali auto si trova

Il Gruppo Volkswagen ha fatto scuola su questo fronte, visto che il vano refrigerato è stato montato su tantissime auto: dalle storiche Golf IV, V e VI alle Audi A3 e A4, passando per la Passat, la Polo, le Seat Ibiza e Leon, le Skoda Fabia e Octavia. Anche il Gruppo PSA, oggi Stellantis, ha offerto vani refrigerati su diverse Peugeot e Citroën. Tra le auto italiane ne avevano uno la Fiat Punto Evo, la Grande Punto, la Bravo e l'Alfa Romeo Giulietta sugli allestimenti migliori. L'elenco prosegue con Ford su Fiesta e Focus e con il Gruppo Hyundai su i30, Tucson, Ceed e Sportage.

Non esiste un elenco ufficiale completo, e la presenza del vano può dipendere dall'anno di produzione e dall'allestimento: la stessa Giulietta, per esempio, lo aveva solo sulle versioni più ricche. L'elenco, inoltre, non è esaustivo: riguarda soprattutto auto di una o due generazioni fa, e molti modelli più recenti non offrono più la funzione. La presenza di modelli del Gruppo Hyundai mostra che l'idea è stata adottata anche da marchi non europei. Il modo più sicuro per saperlo è controllare la propria auto, guardando dentro il cassetto e consultando il libretto d'uso. Chi ha una Golf o una Grande Punto di quegli anni, in particolare, farebbe bene a dare un'occhiata: potrebbe scoprire di avere da sempre un piccolo vano fresco senza averlo mai usato.

Perché oggi si trova sempre meno

Se questa soluzione è così semplice ed economica, perché oggi trovare un vano refrigerato è sempre più difficile? L'articolo da cui parte il racconto indica due ragioni. La prima è lo spazio: le plance sono sempre meno spaziose per via di altri componenti, dai moduli airbag ai display aggiuntivi, e il cassetto portaoggetti è spesso più piccolo e più pieno di quanto fosse un tempo. La seconda sono i costi: le case costruttrici tendono sempre più a risparmiare, e anche una funzione che costa poco può essere sacrificata nei modelli di serie.

Il confronto con la Cina è interessante. Lì il mini frigo non è un cassetto raffreddato dal clima, ma un vero vano dedicato, e a quanto riferisce l'articolo è presente su moltissime auto. In Europa, invece, il vano refrigerato resta un'eredità di un'epoca in cui si pensava a soluzioni semplici e poco costose, e le notizie recenti parlano di una funzione in via di sparizione. Non esistono dati sulla diffusione: la valutazione di rarità è del cronista, non di una statistica.

Quello che resta è una curiosità utile. Per chi ha un'auto di quelle generazioni, il vano refrigerato è un modo semplice per avere una bibita fresca in viaggio, senza borsa termica e senza spendere nulla. Per tutti gli altri è un piccolo promemoria di come, a volte, le soluzioni più ingegnose siano anche le più modeste: un tubo dell'aria, una valvola, un cassetto. E la prossima volta che si sale in auto, vale la pena dare un'occhiata nel portaoggetti: potrebbe esserci un frigo che nessuno ha mai notato.




Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...