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Calendario fiscale novembre, 6 date da segnare: scadenze tasse o obblighi adempimenti partite iva, cittadini, PMI

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il
Calendario fiscale novembre 2026 6 date segnare scadenze tasse obblighi adempimenti

Quali sono tutte le scadenze fiscali di novembre 2026, dalla dichiarazione dei redditi, a IVA, ritenute, INPS, Intrastat e secondo acconto. Gli appuntamenti per partite IVA, cittadini e aziende.

Novembre è uno dei mesi più densi dell’anno per chi ha a che fare con il fisco. Chiude la stagione delle dichiarazioni, porta i versamenti periodici di metà mese e si conclude con il secondo acconto delle imposte sui redditi, un appuntamento che pesa sulla liquidità di professionisti e imprese. Quest’anno il calendario ha una particolarità: il 15 novembre è domenica, quindi diversi termini si spostano al primo giorno lavorativo utile. Tutte le date principali cadono di lunedì o in giorni feriali, ma con qualche slittamento da conoscere.

Il calendario in sintesi

  • 2 novembre: invio del Modello Redditi 2026 e del Modello 770
  • 10 novembre: 730 integrativo
  • 16 novembre: IVA, ritenute, contributi INPS e versamenti F24
  • 25 novembre: elenchi Intrastat mensili
  • 30 novembre: secondo acconto IRPEF, IRES e IRAP
  • 30 novembre: LIPE del terzo trimestre e imposta di bollo sulle fatture elettroniche

Lunedì 2 novembre 2026: dichiarazione dei redditi e Modello 770

La prima data del mese è anche una delle più importanti. Il termine ordinario per l’invio telematico del Modello Redditi 2026, relativo ai redditi del 2025, è il 31 ottobre. Poiché quest’anno cade di sabato, la scadenza slitta a lunedì 2 novembre.

Riguarda:

  • le persone fisiche con partita IVA e chi non può utilizzare il Modello 730;
  • le società di persone;
  • le società di capitali, per il modello Redditi SC e per la dichiarazione IRAP;
  • i sostituti d’imposta, che devono trasmettere il Modello 770.
Chi ha già inviato la dichiarazione e ha notato un errore può ancora presentare una dichiarazione correttiva nei termini, cioè una nuova versione completa del modello che sostituisce la precedente. Superata questa data, il ritardo non è irrimediabile: una dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza è considerata tardiva ma valida, con una sanzione ridotta se si ricorre al ravvedimento operoso.

Consiglio pratico: se sei un forfettario o un professionista che ha già in mano tutti i dati, non aspettare l’ultimo giorno. I portali dell’Agenzia delle Entrate possono rallentare proprio nelle ore finali.

A questa data si lega anche la scelta del concordato preventivo biennale per il periodo 2026 e 2027, con i termini di adesione collegati all’invio della dichiarazione. Chi valuta di aderire deve verificare la proposta con il proprio consulente prima di inviare il modello, perché la decisione incide sulle imposte dei due anni successivi.

Martedì 10 novembre 2026: 730 integrativo

Per i cittadini lavoratori dipendenti e pensionati che hanno presentato il Modello 730, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate. il 10 novembre è la data da ricordare se si è commesso un errore o si è dimenticato qualcosa. Entro questo termine è possibile inviare il 730 integrativo di tipo 2, quello che consente di correggere la dichiarazione modificando importi o aggiungendo dati, ad esempio spese detraibili o oneri deducibili dimenticati.

Chi presenta la correzione può ottenere:

  • un rimborso maggiore di quello inizialmente richiesto;
  • il ricalcolo delle somme già trattenute in busta paga o sulla pensione;
  • la regolarizzazione di un’omissione prima che arrivi una comunicazione dall’Agenzia.
Se hai accorgimenti da fare e non rispetti questo termine, puoi comunque correggere con il Modello Redditi e con le altre modalità previste, ma le tempistiche e le procedure cambiano. Per questo conviene rivolgersi a un CAF o a un professionista prima della scadenza.

Lunedì 16 novembre 2026: il grande appuntamento dei versamenti

Il 16 è la data che ogni mese concentra il maggior numero di pagamenti. A novembre il termine ordinario del 15 cade di domenica, quindi tutto slitta a lunedì 16 novembre. I versamenti si effettuano con il modello F24.

Cosa si paga il 16 novembre:

  • IVA mensile relativa al mese di ottobre, per i contribuenti con liquidazione mensile;
  • IVA del terzo trimestre 2026 per i contribuenti trimestrali, con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, dove prevista;
  • ritenute IRPEF operate nel mese di ottobre su lavoro dipendente, lavoro autonomo, provvigioni e altri compensi;
  • contributi INPS dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori;
  • terza rata dei contributi fissi INPS di artigiani e commercianti, collegata al minimale di reddito, insieme al versamento dei contributi INAIL dove previsto;
  • versamenti rateizzati per chi ha diviso saldo e primo acconto delle imposte in più rate.
Per forfettari e partite IVA in regime agevolato la parte IVA non è dovuta, ma restano i contributi previdenziali. Per le aziende con dipendenti il 16 novembre è un appuntamento ricorrente da inserire in anticipo nello scadenzario di tesoreria, perché ritenute e contributi sono tra le voci più controllate.

Attenzione agli errori più comuni: il codice tributo sbagliato nel modello F24, la dimenticanza della maggiorazione sulle rate e il mancato utilizzo di crediti in compensazione quando i requisiti non sono rispettati. Un versamento omesso o tardivo comporta sanzioni, ma si può rimediare con il ravvedimento operoso, tanto più conveniente quanto più è vicino alla scadenza.

Mercoledì 25 novembre 2026: elenchi Intrastat

Per le aziende che operano con l’estero in ambito UE, il 25 novembre è il termine per la presentazione degli elenchi Intrastat mensili relativi alle operazioni di ottobre. Riguarda chi effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi verso soggetti di altri Paesi dell’Unione europea, nei casi e sopra le soglie previste dalla normativa.

Le regole variano in base al tipo di operazione e al volume d’affari, quindi non tutte le imprese sono obbligate allo stesso modo. Vale la pena ricordare tre punti:

  • la periodicità può essere mensile o trimestrale, a seconda dell’importo delle operazioni;
  • gli elenchi si presentano per via telematica tramite i servizi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
  • le sanzioni per omessa o errata presentazione possono essere rilevanti, specie se ripetute.
Consiglio pratico: chi lavora con più clienti UE dovrebbe riconciliare le fatture del mese con gli elenchi già a metà novembre. Si evita così di scoprire discrepanze quando manca un solo giorno alla scadenza.

Lunedì 30 novembre 2026: secondo acconto IRPEF, IRES e IRAP

Il 30 novembre si versa il secondo acconto delle imposte sui redditi, in un’unica soluzione e con il modello F24. Riguarda:

  • le persone fisiche con partita IVA, compresi i forfettari con imposta sostitutiva;
  • i contribuenti senza sostituto d’imposta;
  • le società di persone;
  • le società di capitali, per IRES e IRAP.
Il secondo acconto, nella sua misura ordinaria, rappresenta in genere il 60% dell’acconto complessivo, mentre il primo versamento di giugno o luglio ne copre il 40%. Gli importi sono indicati nel prospetto del Modello Redditi dello scorso anno e si calcolano con il metodo storico o con quello previsionale.

Metodo storico o previsionale? Il metodo storico si basa sull’imposta dell’anno precedente ed è il più semplice. Il metodo previsionale permette di ricalcolare l’acconto in base al reddito atteso per il 2026, e può far risparmiare quando i ricavi sono scesi o quando sono cambiate le aliquote. Quest’anno merita una verifica particolare per chi può beneficiare delle nuove aliquote IRPEF: ricalcolare il secondo acconto sul nuovo scenario può ridurre in modo significativo l’importo da versare. Attenzione però: se la stima è troppo ottimista e l’acconto risulta inferiore al dovuto, si rischiano sanzioni sull’insufficiente versamento.

Non sono dovuti acconti, o sono dovuti in misura ridotta, in alcune situazioni specifiche, come l’inizio dell’attività nell’anno o importi sotto le soglie minime. Il commercialista può dirti con precisione la tua situazione.

Consiglio pratico: accantona le somme ogni mese, oppure apri un conto dedicato alle imposte. Il 30 novembre arriva dopo i versamenti del 16 e a ridosso delle spese di fine anno, e chi si trova senza liquidità deve ricorrere a soluzioni costose.

Lunedì 30 novembre 2026: LIPE del terzo trimestre e bollo sulle fatture elettroniche

La stessa data del 30 novembre porta altri due adempimenti rivolti alle imprese e ai professionisti con obblighi IVA e di fatturazione elettronica.

Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE). Entro il 30 novembre va inviata la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA del terzo trimestre 2026. Riguarda i soggetti IVA tenuti alle liquidazioni periodiche, sia mensili sia trimestrali. Non è un pagamento ma una comunicazione, e dimenticarla comporta sanzioni, per cui va tenuta distinta dal versamento dell’IVA stessa.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Le fatture elettroniche senza IVA, ad esempio quelle dei forfettari o delle operazioni esenti, con importo superiore a 77,47 euro richiedono la marca da bollo da 2 euro. Il versamento si effettua con cadenza trimestrale. Per il terzo trimestre, quando l’importo dovuto è pari o superiore alla soglia prevista, il pagamento slitta ad un termine successivo: conviene quindi controllare sul portale dell’Agenzia delle Entrate l’importo calcolato e le modalità di pagamento.

Per i forfettari il bollo è una delle voci che si dimenticano più facilmente, perché non compare nella dichiarazione dei redditi ma deve essere versato con regolarità. Un controllo mensile delle fatture emesse permette di non accumulare errori.

Altre date vicine da non perdere

Anche se non rientrano tra le sei date principali, ci sono alcuni termini a ridosso di novembre che vale la pena tenere d’occhio:

  • Rottamazione quater e riammissione: le rate si possono pagare senza perdere i benefici entro lunedì 7 dicembre, in base ai giorni di tolleranza previsti. Se hai una rata in scadenza, non buttare via questa finestra.
  • Ravvedimento operoso: chi ha saltato una scadenza di ottobre può regolarizzare con una sanzione ridotta, calcolando interessi e giorni di ritardo.
  • 16 dicembre: saldo IMU, IVA mensile di novembre e ritenute, che chiudono l’anno fiscale dei versamenti.
Il modo migliore per non sbagliare è trasformare il calendario in un metodo. Ecco quattro abitudini che funzionano per partite IVA, cittadini e aziende.
  1. Inserisci le date in agenda con un promemoria anticipato. Un avviso cinque giorni prima ti lascia il tempo di preparare documenti e liquidità.
  2. Separa la liquidità fiscale. Metti da parte una quota di ogni incasso su un conto distinto, così il secondo acconto non diventa un’emergenza.
  3. Verifica i crediti disponibili. Prima di compilare l’F24 controlla eventuali crediti IVA o d’imposta utilizzabili in compensazione e i relativi limiti.
  4. Coinvolgi il commercialista per tempo. Calcoli come il metodo previsionale dell’acconto richiedono una stima ragionata, non una decisione dell’ultimo momento.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...