Quali sono tutte le scadenze fiscali di novembre 2026, dalla dichiarazione dei redditi, a IVA, ritenute, INPS, Intrastat e secondo acconto. Gli appuntamenti per partite IVA, cittadini e aziende.
Novembre è uno dei mesi più densi dell’anno per chi ha a che fare con il fisco. Chiude la stagione delle dichiarazioni, porta i versamenti periodici di metà mese e si conclude con il secondo acconto delle imposte sui redditi, un appuntamento che pesa sulla liquidità di professionisti e imprese. Quest’anno il calendario ha una particolarità: il 15 novembre è domenica, quindi diversi termini si spostano al primo giorno lavorativo utile. Tutte le date principali cadono di lunedì o in giorni feriali, ma con qualche slittamento da conoscere.
Il calendario in sintesi
Riguarda:
Consiglio pratico: se sei un forfettario o un professionista che ha già in mano tutti i dati, non aspettare l’ultimo giorno. I portali dell’Agenzia delle Entrate possono rallentare proprio nelle ore finali.
A questa data si lega anche la scelta del concordato preventivo biennale per il periodo 2026 e 2027, con i termini di adesione collegati all’invio della dichiarazione. Chi valuta di aderire deve verificare la proposta con il proprio consulente prima di inviare il modello, perché la decisione incide sulle imposte dei due anni successivi.
Per i cittadini lavoratori dipendenti e pensionati che hanno presentato il Modello 730, come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate. il 10 novembre è la data da ricordare se si è commesso un errore o si è dimenticato qualcosa. Entro questo termine è possibile inviare il 730 integrativo di tipo 2, quello che consente di correggere la dichiarazione modificando importi o aggiungendo dati, ad esempio spese detraibili o oneri deducibili dimenticati.
Chi presenta la correzione può ottenere:
Il 16 è la data che ogni mese concentra il maggior numero di pagamenti. A novembre il termine ordinario del 15 cade di domenica, quindi tutto slitta a lunedì 16 novembre. I versamenti si effettuano con il modello F24.
Cosa si paga il 16 novembre:
Attenzione agli errori più comuni: il codice tributo sbagliato nel modello F24, la dimenticanza della maggiorazione sulle rate e il mancato utilizzo di crediti in compensazione quando i requisiti non sono rispettati. Un versamento omesso o tardivo comporta sanzioni, ma si può rimediare con il ravvedimento operoso, tanto più conveniente quanto più è vicino alla scadenza.
Per le aziende che operano con l’estero in ambito UE, il 25 novembre è il termine per la presentazione degli elenchi Intrastat mensili relativi alle operazioni di ottobre. Riguarda chi effettua cessioni di beni o prestazioni di servizi verso soggetti di altri Paesi dell’Unione europea, nei casi e sopra le soglie previste dalla normativa.
Le regole variano in base al tipo di operazione e al volume d’affari, quindi non tutte le imprese sono obbligate allo stesso modo. Vale la pena ricordare tre punti:
Il 30 novembre si versa il secondo acconto delle imposte sui redditi, in un’unica soluzione e con il modello F24. Riguarda:
Metodo storico o previsionale? Il metodo storico si basa sull’imposta dell’anno precedente ed è il più semplice. Il metodo previsionale permette di ricalcolare l’acconto in base al reddito atteso per il 2026, e può far risparmiare quando i ricavi sono scesi o quando sono cambiate le aliquote. Quest’anno merita una verifica particolare per chi può beneficiare delle nuove aliquote IRPEF: ricalcolare il secondo acconto sul nuovo scenario può ridurre in modo significativo l’importo da versare. Attenzione però: se la stima è troppo ottimista e l’acconto risulta inferiore al dovuto, si rischiano sanzioni sull’insufficiente versamento.
Non sono dovuti acconti, o sono dovuti in misura ridotta, in alcune situazioni specifiche, come l’inizio dell’attività nell’anno o importi sotto le soglie minime. Il commercialista può dirti con precisione la tua situazione.
Consiglio pratico: accantona le somme ogni mese, oppure apri un conto dedicato alle imposte. Il 30 novembre arriva dopo i versamenti del 16 e a ridosso delle spese di fine anno, e chi si trova senza liquidità deve ricorrere a soluzioni costose.
La stessa data del 30 novembre porta altri due adempimenti rivolti alle imprese e ai professionisti con obblighi IVA e di fatturazione elettronica.
Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE). Entro il 30 novembre va inviata la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA del terzo trimestre 2026. Riguarda i soggetti IVA tenuti alle liquidazioni periodiche, sia mensili sia trimestrali. Non è un pagamento ma una comunicazione, e dimenticarla comporta sanzioni, per cui va tenuta distinta dal versamento dell’IVA stessa.
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Le fatture elettroniche senza IVA, ad esempio quelle dei forfettari o delle operazioni esenti, con importo superiore a 77,47 euro richiedono la marca da bollo da 2 euro. Il versamento si effettua con cadenza trimestrale. Per il terzo trimestre, quando l’importo dovuto è pari o superiore alla soglia prevista, il pagamento slitta ad un termine successivo: conviene quindi controllare sul portale dell’Agenzia delle Entrate l’importo calcolato e le modalità di pagamento.
Per i forfettari il bollo è una delle voci che si dimenticano più facilmente, perché non compare nella dichiarazione dei redditi ma deve essere versato con regolarità. Un controllo mensile delle fatture emesse permette di non accumulare errori.
Anche se non rientrano tra le sei date principali, ci sono alcuni termini a ridosso di novembre che vale la pena tenere d’occhio:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...